Doctor Who – The E-Space Trilogy – Warriors’ Gate

Doctor Who - The E-Space Trilogy - Warriors' Gate
Doctor Who – The E-Space Trilogy – Warriors’ Gate

“Warriors’ Gate” è un’avventura della diciottesima stagione, la terza del mini-ciclo conosciuto con il titolo globale “The E-Space Trilogy”, trasmessa nel 1981. Segue “State of Decay” ed è un’avventura composta da quattro parti scritta da Steve Gallagher e diretta da Paul Joyce.

La storia

Il Tardis viene guidato ai confini tra gli universi. Il Quarto Dottore (Tom Baker), Romana II (Lalla Ward) e Adric (Matthew Waterhouse) cercano l’uscita dall’E-Space ma vengono coinvolti nel conflitto tra l’equipaggio di un’astronave rimasta anch’essa bloccata in quello strano luogo e i Tharil, una specie leonina con una particolare sensibilità nei confronti del tempo.

Extra

Questo DVD contiene una buona quantità di extra. Sono presenti contenuti tipici come gli annunci originali della BBC, un file in formato PDF con i Radio Times Billings, i sottotitoli della produzione, una galleria di immagini tratte da quest’avventura e gli annunci dei DVD pubblicati prossimamente.

Sono presenti nella traccia audio alternativa commenti all’avventura da parte dellla protagonista Lalla Ward, dell’attore John Leeson, del regista Paul Joyce, dello script editor Christopher H. Bidmead e del progettista degli effetti speciali Mat Irvine.

The Dreaming. Un documentario sulla produzione di quest’avventura con diverse interviste agli attori e al personale di produzione. In particolare sono interessanti i ricordi del regista Paul Joyce e delle difficoltà, tecniche e di altro tipo, che incontrò nel girare “Warriors’ Gate”.

The Boy With the Golden Star. Matthew Waterhouse parla della sua esperienza in “Doctor Who”.

Lalla’s Wardrobe. Lalla Ward ripercorre le scelte dei costumi indossati da Romana II. Probabilmente è un extra interessante per le fan di sesso femminile.

Extended and Deleted Scenes. Alcune scene tagliate dal secondo episodio di “Warriors’ Gate”.

Isolated Score. L’opzione per vedere quest’avventura con la musica di Paddy Kingsland in una traccia audio isolata.

“Warriors’ Gate” è l’avventura finale del mini-ciclo “The E-Space Trilogy” e segna l’addio di Romana e K-9. La Time Lady aveva già manifestato il suo scontento alla prospettiva di tornare su Gallifrey all’inizio della trilogia: rimanendo nell’E-Space trova uno scopo e il Dottore lascia K-9 con lei.

La scena dell’addio è breve e improvvisa, forse troppo, ma il produttore John Nathan-Turner non voleva una lunga scena d’addio in stile soap opera e alla fine di quest’avventura c’era comunque poco tempo perché è davvero complessa e la sua realizzazione fu particolarmente difficile.

L’autore Stephen Gallagher scrisse “Warriors’ Gate” prendendo come ispirazione il concetto di tempo del sogno degli aborigeni australiani e i film surrealisti di Jean Cocteau. Il regista Paul Joyce accolse lo script con entusiasmo anche se dovette modificarne alcuni elementi per tradurlo in immagini.

Il problema maggiore fu determinato dal fatto che Paul Joyce voleva girare un’avventura che assomigliasse ad un vero e proprio film. Lo sforzo produttivo arrivò a livelli mai visti in “Doctor Who” portando a ritardi sul programma di lavoro. Ciò portò a contrasti tra Joyce e il produttore John Nathan-Turner e scontento tra i dirigenti della BBC.

Ad un certo punto Paul Joyce fu sollevato dall’incarico e l’assistente di produzione Graeme Harper diresse alcune scene. Tuttavia Joyce aveva un coinvolgimento talmente profondo nella produzione di “Warriors’ Gate” che alla fine venne deciso di affidargliene nuovamente la regia fino alla fine delle riprese.

Nonostante tutte queste difficoltà il risultato fu straordinario. La storia è sofisticata e ricca di elementi, tanto che si è costruita la reputazione di essere incomprensibile alla prima visione. In realtà “Warriors’ Gate” richiede solo un’attenzione maggiore rispetto alle normali avventure di “Doctor Who”. Il vantaggio è che è possibile riguardarla parecchie volte scoprendo ogni volta qualche dettaglio nuovo.

Sarebbe possibile scrivere un intero saggio per spiegare tutti gli elementi della storia ma si rischierebbe di analizzarla eccessivamente. Secondo me per apprezzare al meglio “Warriors’ Gate” la cosa migliore è farsi trasportare dai venti del tempo dato che alla fine l’impostazione è vicina a quella di un sogno.

Nonostante il budget limitato “Warriors’ Gate” è un’avventura molto bella anche dal punto di vista visivo. Il progetto del regista Paul Joyce era davvero ambizioso e nonostante le notevoli difficoltà per una volta gli effetti speciali riuscirono davvero bene. Non sono perfetti ma in un’avventura del genere le imperfezioni danno un ulteriore tocco di surrealismo che è positivo.

In “Warriors’ Gate” anche i personaggi sono eccellenti e la personalità di ognuno degli umani dell’equipaggio dell’astronave è ben delineata. I Tharil non sono altrettanto sviluppati individualmente, piuttosto l’interazione tra passato e presente permette di scoprire progressivamente la storia della loro specie nel corso dell’avventura.

In tutto ciò il Dottore e i suoi compagni sono poco più che spettatori. Essi vengono infatti coinvolti nella vicenda tuttavia per loro la cosa giusta da fare è non fare nulla. È solo alla fine che Romana capisce che per lei è arrivato il momento di agire con la decisione di rimanere nell’E-Space, il Dottore invece rimane sostanzialmente un testimone e alla fine torna nel suo universo con Adric.

Nonostante l’alto livello del risultato finale il regista Paul Joyce non venne più preso in considerazione per dirigere un’avventura di “Doctor Who” tuttavia “Warriors’ Gate” rimarrà un tributo alle sue capacità e ai suoi sforzi. È una delle storie più visionarie dell’intera serie e decisamente un classico.

Il cofanetto “The E-Space Trilogy” – disponibile su contiene tre eccellenti avventure e i DVD contengono vari extra interessanti perciò lo consiglio assolutamente, soprattutto ai fan di “Doctor Who”.

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