
Novak Djokovic (foto ©Spekoek) ha raggiunto la finale battendo Aljaz Bedene, Andrey Kuznetsov, Fernando Verdasco, Gilles Muller, Milos Raonic e Stan Wawrinka. Finora ha perso un totale di due set, entrambi nella semifinale contro Wawrinka. È alla sua quinta finale agli Australian Open e ha vinto tutte le quattro precedenti.
Andy Murray ha raggiunto la finale battendo Yuki Bhambri, Marinko Matosevic, Joao Sousa, Grigor Dimitrov, Nick Kyrgios e Tomas Berdych. Finora ha perso un totale di due set: uno nel terzo turno contro Dimitrov e uno in semifinale contro Berdych. È alla sua quarta finale agli Australian Open e ha perso tutte le tre precedenti.
I due giocatori si conoscono alla perfezione e da subito i dettagli fanno la differenza nell’incontro, in particolare la seconda di servizio. Andy Murray è il primo a trovare un piccolo vantaggio e nel terzo game ha tre palle break consecutive ma Novak Djokovic riesce a tenere il servizio. Il serbo alza il suo livello e nel game successivo strappa il servizio allo scozzese. La sua fiammata però non dura molto e nel settimo game Murray riesce a strappargli a sua volta il servizio. Djokovic reagisce di nuovo e fa subito un altro break, serve per il set ma perde il servizio. La pausa sul 5-4 per il serbo gli serve anche per farsi curare le dita, che si era sbucciato in una caduta. Si va al tie-break, che Djokovic comincia con un doppio fallo. Inizialmente Murray non riesce ad approfittarne ma poi riesce a cambiare campo in vantaggio 4-2. Un doppio fallo dello scozzese riporta i mini-break in equilibrio ma sul 5-5 Murray sbaglia una volee e al primo set point Djokovic conquista il tie-break per 7-5.
All’inizio del secondo set, Novak Djokovic si storge leggermente una caviglia e nel secondo game Andy Murray gli strappa il servizio. Sembrano le circostanze ideali per lo scozzese, invece il serbo reagisce e gli strappa il servizio nel terzo e nel quinto game. Nessuno dei giocatori sembra in grado di mantenere un vantaggio e nell’ottavo game Murray strappa ancora il servizio a Djokovic. Nel decimo game lo scozzese ha una palla break che è anche un set point ma il serbo riesce a tenere il servizio. Sul 5-5 il serbo ha un totale di tre palle break ma lo scozzese riesce a tenere il servizio. Si va al tie-break, dove lo scozzese prende il primo vantaggio sul 2-0 e mantiene il vantaggio cambiando campo sul 4-2. Stavolta Murray gioca bene il tie-break, aumenta il vantaggio, sbaglia un facile rovescio al primo set point ma riesce a vincere il tie-break per 7-4.
Andy Murray comincia bene il terzo set strappando il servizio a Novak Djokovic nel primo game. Visto l’andamento dell’incontro, è quasi inevitabile che il serbo ottenga il contro-break nel quarto game. Murray sembra avere un po’ più di energie e sul 3-3 ha una palla break ma Djokovic riesce a tenere il servizio. Murray si innervosisce un po’ e nel game successivo Djokovic ne approfitta per strappare il servizio all’avversario per poi chiudere il terzo set per 6-3.
All’inizio del quarto set Andy Murray comincia ad avere problemi seri col suo diritto e Novak Djokovic gli strappa il servizio nel primo game. Lo scozzese sembra improvvisamente accusare la fatica fisica e con un doppio fallo perde il servizio anche nel terzo game. Dopo tre set equilibrati c’è un dominio di Djokovic, che strappa ancora il servizio a Murray nel quinto game per poi chiudere il quarto set per 6-0 conquistando incontro e il suo quinto titolo degli Australian Open.
Andy Murray è tornato ad altissimi livelli dopo un anno trascorso a riprendersi dall’intervento chirurgico alla schiena ma agli Australian Open continua a perdere finali. È un peccato soprattutto per il “cappotto” subito nel quarto set perché aveva combattuto alla grande per tre set e a un certo punto sembrava poter perfino prendere il controllo dell’incontro. Secondo me vedremo a Wimbledon qual è il suo vero livello.
Novak Djokovic non era neppure al suo meglio in questi Australian Open ma anche se ha qualche pausa riprende sempre a lottare. Ha vinto l’ultimo set della semifinale e della finale per 6-0, un segno inequivocabile che in questo momento ha qualcosa in più rispetto agli avversari. Sarà davvero interessante vederlo affrontare l’ultima sfida che gli rimane, la conquista del Roland Garros.
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