Il pozzo dei mondi di Henry Kuttner

Il pozzo dei mondi di Henry Kuttner
Il pozzo dei mondi di Henry Kuttner

Il romanzo “Il pozzo dei mondi” (“The Well of the Worlds”) di Henry Kuttner è stato pubblicato per la prima volta nel 1952 sulla rivista “Startling Stories” e nel 1953 come libro. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 1161 di “Urania” e nel 132 di “Urania Collezione” nella traduzione di Sergio Perrone. Quest’ultima edizione è anche disponibile in formato Kindle su Amazon Italia e Amazon UK e in formato ePub su IBS.

Clifford Sawyer sta effettuando un’indagine in una miniera di uranio dove ha a che fare con i proprietari: Klai Ford, una strana ragazza che tempo prima era stata trovata in quella stessa miniera del tutto priva di memoria, e William Alper, un uomo assetato di potere. Strane storie di fantasmi vengono raccontate sulla miniera ma Sawyer non vi crede, almeno non finché cominciano ad accadere cose davvero strane.

Alper è segretamente in combutta con una creatura dagli enormi poteri proveniente da un altro universo ma lui, Clifford e Klai vi vengono portati attraverso un passaggio tramite una misteriosa apparecchiatura. In questo strano mondo, completamente diverso dalla Terra, vengono coinvolti in uno scontro di potere che potrebbe costare a tutti loro la vita.

Henry Kuttner collaborò moltissimo con la moglie C.L. Moore, tanto che probabilmente tutte le storie accreditate solo ad uno dei due dopo il loro matrimonio vennero in realtà scritte almeno in parte anche dall’altro. Purtroppo Kuttner morì a soli 42 anni a causa di un attacco cardiaco e negli ultimi anni scrisse solo qualche storia di fantascienza per dedicarsi a romanzi mainstream. “Il pozzo dei mondi” è l’ultimo romanzo di fantascienza scritto da Kuttner.

In questa sorta di regalo d’addio ai fan di fantascienza, Henry Kuttner inserisce un po’ di tutto, dagli universi paralleli ad alieni con poteri quasi divini con in mezzo apparecchiature talmente avanzate da essere quasi magiche. I toni della storia sono per certi versi fantasy per la presenza di questo auto-proclamati dei che tengono in schiavitù la popolazione di un altro universo.

Negli anni ’50, i generi non avevano ancora subito l’evoluzione che portò ad una separazione tra fantascienza e fantasy con successivi nuovi rimescolamenti. La fantascienza era molto avventurosa e utilizzava spesso elementi che oggi consideriamo tipici del fantasy assieme ad altri che allora sembravano di fantascienza “hard”.

Ne “Il pozzo dei mondi”, Henry Kuttner usa metafore ispirate in particolare agli atomi con varie derivazioni come le metafore elettroniche. Quando il romanzo venne scritto si era agli inizi dell’era atomica perciò parlare di isotopi e particelle varie probabilmente dava l’idea di una fantascienza collegata allo stato dell’arte della scienza. Quella volta probabilmente era come se oggi la storia usasse il bosone di Higgs come metafora.

All’inizio degli anni ’50, le apparecchiature elettroniche erano tecnologia avanzata: i televisori si stavano ancora diffondendo perciò parlare di ciclotroni faceva pensare a grandi progressi scientifici. Il ruolo centrale dell’uranio doveva suonare come qualcosa di meraviglioso e pericolosissimo allo stesso tempo.

Oggi termini come isotopo e ciclotrone probabilmente sono considerati normali tra i fan di fantascienza perciò da questo punto di vista “Il pozzo dei mondi” è secondo me decisamente invecchiato. In un’epoca in cui possiamo leggere su Internet i comunicati del CERN e vedere in streaming le loro conferenze stampa certe metafore hanno davvero perso il loro sense of wonder.

Un altro problema de “Il pozzo dei mondi” è nella trama, che dopo un inizio intrigante tende a diventare abbastanza prevedibile. La parte iniziale promette vari misteri ma quando la situazione diventa più chiara il lettore può anche cominciare a capire in che direzione stia andando la storia.

Il romanzo ha di buono che la lunghezza è negli standard degli anni ’50 perciò è limitata e di conseguenza il ritmo è elevato con tanta azione. I protagonisti sono tutto sommato ben sviluppati e alla fine probabilmente costituiscono l’elemento migliore del romanzo.

“Il pozzo dei mondi” non è il migliore romanzo scritto da Henry Kuttner. Leggendolo oggi, a me è parso discreto ma niente di più. Può piacere ai fan della fantascienza degli anni ’40 / ’50 e ai fan dell’autore.

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2 Comments


  1. Credo di avere questo libro in qualche scatola. Lo cerco provo a leggerlo.

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