
Il romanzo “La macchina della realtà” (“The Difference Engine”) di William Gibson e Bruce Sterling è stato pubblicato per la prima volta nel 1990. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nella collana “Altri Mondi”, nel n. 581 di “Bestellers Oscar”, nel n. 208 di “Piccola Biblioteca Oscar”, nel n. 287 dei “Classici Urania” e nel n. 131 di “Urania Collezione”. Quest’ultima edizione è disponibile in formato Kindle su Amazon Italia e Amazon UK
e in formato ePub su IBS.
Edward Mallory è un paleontologo che in una pausa tra i vari suoi viaggi è a Londra. In seguito ad un casuale incontro con Lady Ada Byron, la figlia del Primo Ministro britannico, viene coinvolto in un intrigo internazionale che ruota attorno al Modus, un programma su schede perforate che, utilizzato con una delle macchine sviluppate sui progetti di Charles Babbage, permette di vincere alle scommesse.
Quando Edward Mallory viene in possesso del Modus, decide di proteggerlo dai tentativi di agenti ostili, sia aspiranti ribelli interni che stranieri, di rubarlo. Con l’aiuto di Laurence Oliphant, affronta gli attacchi diretti e indiretti del misterioso Capitano Swing, che vuole distruggere l’impero britannico.
William Gibson e Bruce Sterling sono conosciuti soprattutto come maestri del cyberpunk ma tra i prodotti della loro collaborazione c’è questa storia alternativa degli sviluppi tecnologici nell’età vittoriana. Il sottogenere steampunk esisteva già da alcuni anni e spesso era una sorta di storia segreta che avveniva nella nostra linea temporale. “La macchina della realtà” è invece un’ucronia perché il prematuro sviluppo dell’informatica descritto nel romanzo ha notevoli conseguenze sulla storia del mondo.
Il romanzo si basa su personaggi ed eventi reali perché Charles Babbage passò la vita cercando di sviluppare calcolatori sempre più sofisticati. Un grosso problema per lui era costituito dalla tecnologia dell’epoca, ancora non sufficientemente avanzata per poter costruire macchine così complicate e sofisticate. Cosa sarebbe successo se Babbage fosse riuscito a realizzare i suoi progetti?
“La macchina della realtà” è ambientato principalmente nel 1855, circa trent’anni dopo che Charles Babbage è riuscito a costruire la macchina differenziale del titolo originale e anche la macchina analitica, ancora più sofisticata. La rivoluzione informatica che ne consegue ha profonde conseguenze non solo all’interno dell’impero britannico ma anche nel resto del mondo.
In pochissimi decenni, l’impatto della rivoluzione informatica vittoriana è dal punto di vista sociale e politico molto maggiore di quella effettivamente avvenuta alla fine del XX secolo. Nel corso de “La macchina della realtà” vengono forniti moltissimi dettagli che pian piano ci offrono un quadro della situazione in quel mondo alternativo.
Spesso le storie steampunk si concentrano sulle invenzioni tecnologiche, invece William Gibson e Bruce Sterling sviluppano “La macchina della realtà” in maniera più simile alle loro storie cyberpunk. La tecnologia alternativa è certamente importante ma non ci sono molti dettagli sui computer meccanici esistenti in quella storia alternativa. Al contrario, gli elementi sociali e politici sono descritti con molta attenzione.
Anche i personaggi sono in parte sacrificati con uno sviluppo che è limitato, anche perché vengono visti in maniera distaccata, da un narratore almeno inizialmente misterioso. Il romanzo è frammentato in varie parti e non in tutte i protagonisti sono gli stessi. Edward Mallory è il protagonista della vicenda principale ma, come la maggior parte degli altri personaggi, è succube di eventi che almeno inizialmente non comprende.
Spesso, nel corso del romanzo, i personaggi con le loro azioni e le loro conversazioni sembrano messi lì solo per permettere agli autori di fornire altri dettagli su quel mondo alternativo. La conseguenza è una storia fortemente frammentata di cui si fatica a capire il senso e dal ritmo spesso lento.
Alla fine, “La macchina della realtà” mi sembra un romanzo adatto soprattutto ai fan di fantascienza che sono anche appassionati dell’era vittoriana, che possono divertirsi a riconoscere le differenze rispetto alla storia reale. Ciò riguarda gli avvenimenti ma anche le vite dei personaggi storici inclusi nella storia, anche solo tramite citazioni.
Personalmente, trovo “La macchina della realtà” sopravvalutata. Ha una reputazione controversa e non è adatto a tutti i gusti. Secondo me può piacere ai fan dello steampunk, di William Gibson e Bruce Sterling.
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