
Avviso. Questa recensione contiene molti spoiler sulla terza stagione della serie “The Walking Dead”!
Il 31 marzo (il 1 aprile in Italia) è terminata la terza stagione della serie “The Walking Dead”.
Il grande successo di “The Walking Dead” è continuato nella seconda stagione, tanto che il canale televisivo AMC che trasmette la serie negli U.S.A. ha rinnovato la serie quando il primo episodio della seconda stagione ha fatto segnare un’eccellente audience. È stata quindi prodotta una terza stagione e ancora una volta c’è stato un allungamento per arrivare a 16 episodi dei quali 8 sono stati trasmessi nell’ottobre / dicembre 2012 e gli altri 8 nel febbraio / marzo 2013. È stata prodotta anche una serie di webisode intitolata “Cold Storage”.
Alla fine della seconda stagione avevo espresso le mie perplessità perché lo stile mi era sembrato più da “La casa nella prateria” che da telefilm postapocalittico, soprattutto dopo la prima stagione basata su una costante tensione e lotta per la sopravvivenza. Per fortuna, tutto è cambiato nuovamente nella terza stagione, secondo me in meglio.
Il cast della terza stagione di “The Walking Dead” è costituito da:
- Andrew Lincoln (foto ©Angela Natividad) nel ruolo di Rick Grimes
- Sarah Wayne Callies (foto ©Angela Natividad) nel ruolo di Lori Grimes
- Laurie Holden (foto ©MingleMediaTVNetwork) nel ruolo di Andrea
- David Morrissey nel ruolo del Governatore
- Danai Gurira nel ruolo di Michonne
- Steven Yeun nel ruolo di Glenn
- Norman Reedus nel ruolo di Daryl Dixon
- Michael Rooker nel ruolo di Merle Dixon
- Chandler Riggs nel ruolo di Carl Grimes
- Melissa McBride nel ruolo di Carol Peletier
- Lauren Cohan nel ruolo di Maggie Greene
- Scott Wilson nel ruolo di Hershel Greene
- Emily Kinney nel ruolo di Beth Greene
Tra la fine della seconda stagione e l’inizio della terza trascorrono vari mesi. Rick e il suo gruppo trovano una prigione piena di zombie e cominciano a ripulirla per trasformarla in una sorta di fortezza in cui vivere relativamente al sicuro. Nel terzo episodio viene introdotta la cittadina di Woodbury, dove un gruppo di sopravvissuti sta cercando di ricostruire una parvenza di civiltà. Il loro leader, soprannominato il Governatore, è in apparenza una brava persona ma nasconde un lato davvero oscuro.
Andrea, che nella fuga dalla fattoria alla fine della seconda stagione era rimasta separata dal suo gruppo, era stata salvata dal Michonne, una sopravvissuta che viaggiava per conto suo e usa una katana per eliminare gli zombie. Riappare anche Merle, che lavora per il Governatore, e quando trova Andrea e Michonne le porta a Woodbury.
La stagione si sviluppa sulle ostilità crescenti tra il gruppo nella prigione e quello di Woodbury. In una stagione di 16 episodi era impossibile continuare a mantenere un ritmo narrativo elevatissimo. Rispetto alla seconda stagione l’impressione è che ci sia stata un po’ più di pianificazione e non abbiano semplicemente allungato una certa trama su più episodi.
Certo, non tutto è perfetto. Ad esempio, Andrea comincia la stagione assieme a Michonne, dopo essere arrivata a Woodbury comincia ben presto una storia con il Governatore, quando scopre che il suo vecchio gruppo vive nella prigione e l’ostilità del Governatore nei loro confronti non sa più neppure lei per chi parteggiare.
È comprensibile una certa confusione iniziale perché Andrea sa ben poco di ciò che è successo davvero ma quando scopre qualche segreto del Governatore diventa sempre più strano che non scappi via immediatamente. È anche comprensibile che non abbia il coraggio di ucciderlo nel sonno ma a quel punto dovrebbe almeno andarsene da Woodbury. Le sue motivazioni erano troppo ambiziose: voleva salvare tutti ma non è riuscita a salvare neppure se stessa.
Nel corso della stagione ci sono stati alcuni episodi con un ritmo elevato e pieni di azione e altri più lenti, spesso dedicati ad un maggiore sviluppo di qualche personaggio, soprattutto Rick e il Governatore con le loro complessità psicologiche. Il culmine in questo senso è arrivato nell’episodio “Apri gli occhi” (“Arrow on the Doorpost”), dedicato prevalentemente alla trattativa faccia a faccia tra Rick e il Governatore.
Il cliffhanger nella pausa di metà stagione, con i due fratelli Daryl e Merle che si incontrano di nuovo, mi aveva un po’ deluso perché alla ripresa della serie era terminato in pochissimi minuti. La seconda parte della stagione serviva sostanzialmente alla preparazione dello scontro finale tra il gruppo della prigione e quello di Woodbury, con ritmi che a volte ho trovato un po’ troppo lenti.

Di buono c’è che gli episodi finali ci hanno riservato varie sorprese. Non mi interessano particolarmente le storie di redenzione ma le scelte finali di Merle sono state indubbiamente interessanti. L’attacco del Governatore alla prigione fallisce perché lui vuole eliminare l’altro gruppo a tutti i costi ma gran parte dei suoi non ha mai combattuto contro altri umani vivi e viene preso dal panico quando scatta la trappola.
Certo, si può discutere sull’assurdità di alcuni elementi, a cominciare dal fatto che dopo il fallito attacco il Governatore uccide gran parte dei suoi così facilmente nonostante il fatto che tutti siano armati. È pur sempre una serie con morti viventi perciò diventa difficile stabilire cosa sia davvero assurdo.
“The Walking Dead” è stata rinnovata per la quarta stagione già nel dicembre 2012 e gli ultimi episodi hanno confermato il successo di questa serie. Il Governatore è ancora là fuori e ci sono ancora zombie in abbondanza perciò le minacce per il gruppo, ora allargato, della prigione, non mancheranno.

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