
Il romanzo “La compagnia del tempo” (“In the Garden of Iden”) di Kage Baker è stato pubblicato per la prima volta nel 1997. È il primo romanzo della serie della Compagnia del tempo. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nei nn. 1432 e 1592 di “Urania”. L’ultima edizione è disponibile anche nel formato Kindle su Amazon Italia e Amazon UK
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La Dr. Zeus, Inc., conosciuta anche semplicemente come la Compagnia, ha scoperto il segreto dell’immortalità. Per testarlo a lungo termine, ha sviluppato i viaggi nel tempo e ciò le ha permesso di accumulare enormi ricchezze andando nel passato per salvare opere d’arte perdute ma anche animali e piante estinti. Gli immortali che vengono creati effettuano le operazioni di salvataggio per conto della Compagnia nelle varie epoche.
Mendoza è un’agente della Compagnia nata nella Spagna degli anni più bui del fondamentalismo cattolico. Finita nelle grinfie dell’Inquisizione spagnola perché sospettata di essere ebrea, viene salvata da un agente della Compagnia perché ritenuta adatta per il trattamento di immortalità. Trasformata in un cyborg, si specializza in botanica e nella sua prima missione viene inviata nell’Inghilterra del 1553, nel periodo turbolento delle lotte di religione. Il suo compito è quello di salvare una pianta dalle notevoli proprietà medicinali che nel futuro è estinta ma l’incontro con un mortale complica la situazione.
“La compagnia del tempo” è il primo romanzo di Kage Baker e presenta la Dr. Zeus, Inc., un’azienda che nel XXIV secolo possiede le tecnologie dell’immortalità e dei viaggi nel tempo. Nelle storie incentrate sui viaggi nel tempo c’è sempre il problema di definire le possibilità di alterare il passato e le possibilità di paradossi. In questo caso, le “regole del gioco” vengono spiegate all’inizio del romanzo.
“La compagnia del tempo” è narrato in prima persona da Mendoza, un’agente della Compagnia che racconta la storia di com’è stata trasformata in un cyborg immortale e della sua prima missione. Assieme a lei ci sono altri agenti, in particolare Joseph, che l’aveva salvata dall’Inquisizione spagnola quand’era una bambina e ha migliaia di anni di esperienza, e Nefer, un’esperta di animali.
La missione di Mendoza e dei suoi colleghi consiste nel salvare una pianta dall’estinzione ma il periodo non è decisamente il più semplice per il loro lavoro perché è la turbolenta epoca degli scontri di potere in Inghilterra alla metà del XVI secolo. Sono gli anni in cui il potere politico e quello religioso sono uniti e chi conquista il trono può decidere se la nazione sia cattolica o protestante.
Il tema della religione e in particolare del fondamentalismo è molto forte in “La compagnia del tempo”. Kage Baker aggiunge elementi di fantasia come ad esempio il racconto di una feroce persecuzione religiosa compiuta nella preistoria ma il romanzo fa riferimento soprattutto a tragedie storiche.
Mendoza racconta la sua terribile esperienza con l’Inquisizione spagnola in uno dei periodi più bui del fondamentalismo cattolico e dell’antisemitismo. Per questo motivo, dopo essere stata salvata, assume un atteggiamento piuttosto misantropico, almeno nei confronti dei mortali. Si specializza in botanica, in particolare del Nuovo Mondo, nella speranza di limitare i suoi contatti con la gente ma viene assegnata ad una missione in Inghilterra e deve superare questa specie di fobia.
Mendoza deve compiere il suo lavoro nel giardino botanico di Sir Walter Iden. Il titolo originale del romanzo è un chiaro riferimento all’Eden e, anche per alcune tematiche, tra le fonti di ispirazione di Kage Baker sembra esserci il racconto “La figlia di Rappaccini” di Nathaniel Hawthorne. In “La compagnia del tempo” però sembra esserci soprattutto la perdita dell’innocenza da parte della protagonista.
Nonostante tutte le modifiche e le nozioni imparate, Mendoza è una teen-ager che ha un’esperienza di vita nel mondo inferiore alle sue coetanee mortali. È quindi quasi inevitabile che il suo incontro con Nicholas Harpole, che è un mortale e tuttavia decisamente più colto e intelligente della media e ha pure un passato oscuro, faccia nascere una storia d’amore tra i due.
“La compagnia del tempo” è in buona parte la storia d’amore tra Mendoza e Nicholas. I lettori non interessati a elementi romantici possono rimanere indifferenti o perfino infastiditi, per fortuna Kage Baker riesce ad evitare che questa parte della trama diventi eccessivamente melensa e comunque il tono diventa sempre più drammatico nel corso del romanzo.
L’amore tra Mendoza e Nicholas è fin dall’inizio impossibile perché lei è un’immortale e deve mantenere i suoi segreti. Sebbene il romanzo sia ambientato quasi completamente nel XVI secolo, sono presenti vari elementi fantascientifici grazie alla presenza degli agenti cyborg della Compagnia con le loro attrezzature avanzatissime, ovviamente ben dissimulate per non destare sospetti nei mortali.
L’ambientazione storica è un’altra delle basi di “La compagnia del tempo” e molti elementi della cultura del XVI secolo vengono illustrati nel corso della storia. Ciò contribuisce a fare di questo romanzo un’eccellente esempio di trama basata sui viaggi nel tempo. Il romanzo però funziona anche grazie ai personaggi ben sviluppati, meglio di quanto succeda generalmente quando la narrazione è in prima persona. Mendoza descrive nei dettagli sia l’ambientazione che i suoi colleghi, dando profondità a tutti gli elementi della storia.
“La compagnia del tempo” non è un romanzo d’azione perciò il ritmo è lento. La storia contiene molte digressioni filosofiche e riflessioni etiche e morali. Gli eventi importanti per l’Inghilterra avvengono a Londra, lontano dalla residenza di Sir Walter Iden, anche se Mendoza e i suoi colleghi ricevono continui aggiornamenti da altri agenti della Compagnia.
Il ritmo lento può essere un elemento negativo per alcuni lettori ma secondo me è ampiamente compensato dai pregi della storia. Secondo me, complessivamente “La compagnia del tempo” è un romanzo davvero buono che introduce in maniera eccellente la serie della Compagnia. Per questi motivi ne consiglio la lettura.
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