Schiavi degli invisibili di Eric Frank Russell

Schiavi degli invisibili di Eric Frank Russell
Schiavi degli invisibili di Eric Frank Russell

Il romanzo “Schiavi degli invisibili” (“Sinister Barrier”) di Eric Frank Russell è stato pubblicato per la prima volta nel 1939 sulla rivista “Unknown” e nel 1943 come libro in una versione rivista ed espansa. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nei nn. 7 e 325 bis di “Urania” e nel n. 68 dei “Classici Urania” nella traduzione di Giorgio Monicelli, dall’Editrice Nord nel n. 31 di “Cosmo Oro” nella traduzione di Roberta Rambelli, da Coniglio Editore in “Ai confini dell’immaginario” e di nuovo da Mondadori nel n. 278 di “Urania Collezione”.

Bill Graham è sconcertato quando due scienziati che la sua agenzia ha finanziato sono morti in brevissimo tempo. Una rapida indagine lo porta a scoprire che erano due dei tanti scienziati morti recentemente e che alcuni di essi sembravano essere impazziti. È una situazione che lo insospettisce immediatamente.

Quando si rivolge alla polizia, Bill Graham incontra scetticismo perché non ci sono prove che gli scienziati siano stati uccisi ma il tenente Art Wohl lo aiuta a scoprire altri casi, i quali rendono una coincidenza davvero improbabile. Raccogliendo frammenti di informazioni, i due scoprono che il Peder Bjornsen aveva identificato la presenza di strane creature visibili solo agli infrarossi, le quali sembrano poter controllare gli umani.

“Schiavi degli invisibili” fu il primo romanzo pubblicato da Eric Frank Russell. L’autore si ispirò esplicitamente alle idee di Charles Fort, il quale passò la vita a documentare presunti fenomeni paranormali o comunque in qualche modo anomali e inspiegabili. Le idee espresse nei suoi libri si adattavano bene a storie di genere fantastico, in questo caso l’idea dell’umanità vista come bestiame di un’altra specie.

All’inizio del romanzo, prima di morire per un attacco cardiaco, il professor Peder Bjornsen commenta che una morte immediata attende la prima mucca che guida una rivolta contro la mungitura. È un commento che porta a riflessioni su cosa succederebbe a una mucca se si rendesse conto che vive solo per essere sfruttata da esseri di un’altra specie.

Eric Frank Russell era un appassionato dei libri di Charles Fort e si basa sull’idea dell’umanità come bestiame per costruire una storia che comincia come un giallo, per certi versi più vicino agli hard-boiled tipici dell’epoca che a una storia di fantascienza. Forse è per quello che tra i tanti personaggi che appaiono nel romanzo il tenente Art Wohl è tra i pochissimi ad avere una personalità definita.

Nello sviluppo della trama, Eric Frank Russell inserisce anche vari elementi tecnico-scientifici che offrono una visione che allora era decisamente futuristica del 2015, in cui comincia la storia. Anche il lavoro di polizia è influenzato grazie alla possibilità di utilizzare strumenti avanzati nel corso delle indagini. Sono indagini che portano sempre di più a ricerche condotte da scienziati, anche se molto pericolose per chi le conduce.

Il romanzo cambia connotazioni e toni man mano che i due protagonisti fanno luce su ciò che sta davvero accadendo a tanti scienziati. La progressiva comprensione di ciò che c’è dietro a tanti eventi storici porta a una crescente paranoia e altro ancora. Anche eventi registrati nel tempo come inspiegabili vengono reinterpretati, proprio grazie all’ispirazione dell’autore ai lavori di Charles Fort.

La storia viene sviluppata con un ritmo rapido e con molta azione, che include pericoli per i protagonisti ma non solo per loro. Colpi di scena e sorprese varie contribuiscono a mantenere l’attenzione del lettore fino alla fine. I personaggi tendono a essere poco sviluppati ma questo è un problema tipico delle storie di quell’epoca.

Eric Frank Russell non fu l’unico scrittore a sfruttare le idee di Charles Fort ma “Schiavi degli invisibili” è probabilmente la più celebre tra le opere di questo tipo. Era già un classico della fantascienza quando ispirò l’episodio “La forza dell’odio” (“Day of the Dove”) della serie originale di “Star Trek“. A distanza di decenni, è un romanzo che non può mancare nella collezione degli appassionati di fantascienza.

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