
Un articolo pubblicato sulla rivista “Journal of Vertebrate Paleontology” riporta l’identificazione di fossili di celacanto che in passato erano stati attribuiti ad animali anche molto diversi, ad esempio rettili. Un team di ricercatori guidato da Jacob Quinn dell’Università britannica di Bristol ha sottoposto una serie di fossili a esami come i raggi X e la TAC. La conclusione è che molti fossili che vennero attribuiti alla specie di rettili Pachystropheus rhaeticus appartengono in realtà a celacanti.
Alcuni fossili sono stati ora attribuiti alla famiglia Latimeriidae, quella che include le specie esistenti oggi, molti sono stati attribuiti alla famiglia Mawsoniidae mentre altri hanno un’attribuzione precisa non determinata. Tutti questi fossili potrebbero includere specie di celacanti che finora erano sconosciute. Questi pesci sono considerati fossili viventi perché erano creduti estinti ma specie che vivono oggi sono state scoperte nel secolo scorso.
L’immagine (Cortesia Jacob Quinn et. al. 2025) mostra alcune ossa fossili di celacanti delle famiglie Mawsoniidae e Latimeriidae.
Jacob Quinn stava studiando per il suo master in paleobiologia a Bristol quando cominciò a esaminare fossili che facevano parte delle collezioni di vari musei. In alcuni casi, l’attribuzione a una specie era avvenuta alla fine del XIX secolo. Di questi fossili, una parte è esposta al pubblico mentre un’altra parte di solito giace in qualche magazzino.
Molti fossili erano stati attribuiti al Pachystropheus rhaeticus, un rettile marino che visse nel Retico, l’ultimo piano stratigrafico del Triassico Superiore. Questa specie ha alcune caratteristiche che sono molto simili a quelle dei celacanti e probabilmente ciò trasse in inganno gli studiosi che 150 anni fa avevano mezzi limitati per studiare i fossili. Jacob Quinn può contare su conoscenze molto più avanzate e tecnologie come i raggi X e la TAC, che permettono esami che solo pochi decenni fa i paleontologi potevano solo sognare.
Già all’inizio del 2024 un articolo pubblicato anch’esso sulla rivista “Journal of Vertebrate Paleontology” riportava i risultati degli esami condotti su vari fossili. Jacob Quinn e vari colleghi offrivano chiarimenti legati all’esame di fossili attribuiti al Pachystropheus rhaeticus: questo rettile era considerato simile ai coccodrilli ma quello studio lo inseriva nel gruppo dei talattosauri (Thalattosauria). Lo studio includeva la nuova attribuzione a celacanti di parte dei fossili studiati. In questo caso, si trattava in particolare di celacanti della famiglia Mawsoniidae.
Gli studi di Jacob Quinn sono continuati assieme ad alcuni dei suoi colleghi e ad altri ricercatori fino a produrre questo studio dedicato ai celacanti che vissero nel Retico nell’area dell’odierna Gran Bretagna. Molte ossa sono isolate e ciò ha impedito di offrire un’attribuzione precisa, tanto che a volte perfino la famiglia è rimasta incerta. Tuttavia, è stata notata una variabilità morfologica che potrebbe indicare che alcuni fossili appartengono a specie di celacanti ancora conosciute.
La storia dei celacanti è estremamente lunga, dato che pesci simili alle specie che vivono oggi risalgono fino all’inizio del periodo Devoniano, circa 410 milioni di anni fa. Gli studi guidati da Jacob Quinn riguardano un’area limitata e un periodo di tempo limitato, eppure i risultati stanno arricchendo le nostre conoscenze su quelli che sono considerati fossili viventi. Sono studi che mostrano ancora una volta quanto aiuto possano fornire tecnologie moderne ai paleontologi.
