
Il romanzo “Più verde del previsto” (“Greener Than You Think”) di Ward Moore è stato pubblicato per la prima volta nel 1947. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 875 di “Urania” e nel n. 262 di “Urania Collezione” nella traduzione di Marco e Dida Paggi.
Albert Weener ha risposto a un annuncio di lavoro da parte di Josephine Spencer Francis, una scienziata che ha inventato il Metamorphizer, una sorta di fertilizzante che permette di far crescere una pianta in qualsiasi condizione senza bisogno di altri concimi. In questa fase di sviluppo, il Metamorphizer funziona solo con specie di graminacee come l’erba canina, scientificamente conosciuta come Cynodon dactylon.
Weener, che fa il venditore senza gran successo, riesce a vendere una dose di Metamorphizer con il risultato che l’erba canina dei proprietari del giardino in cui è stato applicato comincia a crescere praticamente a vista d’occhio. Qualsiasi tentativo di fermare quella crescita fallisce e l’erba comincia a diffondersi senza controllo.
“Più verde del previsto” fu il primo romanzo di fantascienza di Ward Moore. Si ispira al sottogenere catastrofista ma la storia viene raccontata in modo satirico sotto forma di memorie del protagonista Albert Weener. Senza volerlo, con l’unico scopo di fare qualche soldo, dà inizio a un’apocalisse sotto forma di una comune erba che comincia a crescere senza controllo dopo essere stata irrorata con il Metamorphizer.
Albert Weener è un cialtrone che pensa di avere grandi abilità come venditore ma in realtà è un uomo mediocre. Il suo resoconto è pieno di commenti sessisti, in particolare nei confronti della scienziata Josephine Spencer Francis, e a volte anche razzisti nei confronti di persone che incontra nel corso del romanzo. Non gli interessa nulla del potenziale della ricerca scientifica che potrebbe aumentare i raccolti ma solo dei potenziali guadagni che potrebbe ottenere dalla vendita del Metamorphizer.
Nel suo resoconto degli eventi, Albert Weener non perde l’occasione di autoincensarsi mettendo in luce i suoi presunti pregi, i presunti risultati ottenuti grazie a quei pregi e i presunti contributi forniti alla causa, ovvero ai tentativi di fermare l’erba. In effetti, riesce a ottenere molti risultati materiali ma ciò non accade mai per suoi meriti.
Josephine Spencer Francis accetta la responsabilità per ciò che è successo con l’erba e cerca di sviluppare un rimedio che ne fermi la crescita. Di fronte alle ripetute dimostranzioni di disinteresse e insensibilità di Albert Weener, non esita ad apostrofarlo con commenti caustici.
Personaggi sopra le righe sono la norma in “Più verde del previsto” come il pittoresco giornalista Jacson Gootes, il collerico direttore del Daily Intelligencer William Rufus Le ffaçasé e il generale Thario. Non è il tipo di romanzo con un normale sviluppo dei personaggi proprio per i toni satirici. In vari casi, i personaggi rappresentano qualche categoria di persone di cui Ward Moore sottolinea certe caratteristiche, tipicamente non positive. Mostrano pienamente l’elemento satirico del romanzo e ciò risulta ancor di più dal contrasto con gli occasionali personaggi che hanno caratteristiche positive.
Questo può essere un romanzo difficile da leggere per qualcuno a causa della narrazione sotto forma di memorie da parte del protagonista. Albert Weener è un cialtrone che non fa altro che lagnarsi di tutto e di tutti e allo stesso tempo cercando allo stesso tempo di esaltare le sue presunte abilità. A volte gli eventi passano in secondo piano, soprattutto quando non colpiscono Weener in modo diretto. D’altra parte, è proprio questo che rende la storia divertente, anche se a volte la risata che scappa può essere amara quando Ward Moore sottolinea difetti del protagonista o di qualche categoria di esseri umani.
Per le sue caratteristiche, “Più verde del previsto” è un romanzo catastrofista fuori dal normale ma è anche per questo che è diventato un classico. Decenni prima che i problemi ambientali diventassero oggetto di discussione, Ward Moore pose la questione del profitto che viene prima di tutto e delle giustificazioni di chi ha quell’atteggiamento. Per questo motivo, è ancora un romanzo da leggere.
