Un salmo per il robot di Becky Chambers

Un salmo per il robot di Becky Chambers
Un salmo per il robot di Becky Chambers

Il romanzo breve “Un salmo per il robot” (“A Psalm for the Wild-Built”) di Becky Chambers è stato pubblicato per la prima volta nel 2021. È il primo libro della serie Monk & Robot. Ha vinto il premio Hugo come miglior romanzo breve dell’anno. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 1722 di “Urania” nella traduzione di Annarita Guarnieri.

Fratello Dex è un monaco del tè che ha cercato una vita spirituale. Sente ancora una certa insoddisfazione ma non riesce a capire di cosa abbia bisogno. Decide di modificare la sua routine di viaggio avventurandosi su sentieri diversi da quelli che percorre di solito, dove gli umani hanno lasciato che la natura selvaggia riprendesse il controllo.

Nel corso del suo nuovo viaggio, Fratello Dex si imbatte in un robot che gli dice di chiamarsi Splendido Cappello di Muschio Maculato. Nonostante il suo atteggiamento del tutto amichevole, Dex rimane interdetto perché sono passate generazioni da quando i robot hanno deciso di vivere per conto loro. Splendido Cappello di Muschio Maculato ha una domanda molto semplice e pure maledettamente complessa: “Di cosa hanno bisogno gli esseri umani?”

Becky Chambers è diventata celebre con la serie Wayfarers, in cui immagina una grande civiltà interstellare costituita da diverse specie che convivono pacificamente. L’ottimismo e i buoni sentimenti di fondo che costituiscono una delle basi di questa serie sono presenti anche in “Un salmo per il robot”, ambientato su un mondo non ben identificato chiamato Panga.

Quando i robot di Panga diventano senzienti e decidono di non lavorare più per gli umani, non scoppia nessuna guerra e gli umani trovano un modo per usare la tecnologia in armonia con la natura superando l’Era delle Fabbriche. Questa è probabilmente l’idea più fantascientifica di questo romanzo breve.

La vita su Panga sembra utopica, almeno a giudicare dalle poche informazioni fornite da Becky Chambers. Dex, che è una persona non-binaria a cui nella traduzione italiana ci si riferisce al maschile, è un monaco che conduce una vita che trova comoda eppure sente che gli manca qualcosa e un giorno decide che non ne può più e deve cambiare la sua routine quotidiana. L’incontro con un robot fa emergere tutte le emozioni legate alla sua insoddisfazione.

Il viaggio di Dex è una sorta di quest, un viaggio che è soprattutto interiore in cui spera di trovare la parte di se stesso che sembra non riuscire mai ad afferrare. Questo tema filosofico-esistenziale certamente risuonerà con forza in tutti i lettori che si trovano in questo tipo di situazione.

L’incontro con il robot e le conversazioni tra i due protagonisti mettono in luce tutta la frustrazione di Dex per la sua situazione. Il robot è per certi versi uno specchio per Dex dato che i robot sono stati sviluppati dagli esseri umani e ne riproducono i processi mentali. Quelle similitudini e alcune differenze portano a un confronto di idee, di desideri e di atteggiamenti.

Un salmo per il robot” offre un’interpretazione fantascientifica di un tipo di storia non certo nuova. Ha un seguito ma può essere letto come opera autonoma. Per l’ottimismo di fondo, è stato etichettato come solarpunk e cozypunk (o cosypunk) ma sinceramente comincio a trovare queste definizioni di sottogeneri irritanti perché stanno diventando davvero limitanti. Per questo motivo, consiglio questo romanzo breve a chi apprezza questo tipo di storia introspettiva senza pensare alle etichette di genere e sottogenere.

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