The Long Way. Il lungo viaggio di Becky Chambers

The Long Way. Il lungo viaggio di Becky Chambers (Edizione britannica)
The Long Way. Il lungo viaggio di Becky Chambers (Edizione britannica)

Il romanzo “The Long Way. Il lungo viaggio” (“The Long Way to a Small, Angry Planet”) di Becky Chambers è stato pubblicato per la prima volta nel 2014. È il primo libro della serie Wayfarers. In Italia è stato pubblicato da Fanucci in “Narrativa” nella traduzione di Umberto Manuini.

Ashby Santoso è il capitano dell’astronave Wayfarer e ha deciso di assumere una nuova archivista amministrativa che metta a posto le scartoffie di bordo. Rosemary Harper si unisce al suo equipaggio, composto da persone appartenenti a varie specie, e prima ancora di far fronte ai pericoli di viaggi interstellari dovrà imparare a gestire i rapporti con loro.

La Wayfarer ottiene un contratto per aprire una nuova via verso un’area della galassia dove una specie è da lunghissimo tempo impegnata in una guerra tra fazioni. Ciò costituisce una notevole opportunità perché il guadagno sarà elevatissimo ma nessuno può dire quanto sia rischioso viaggiare nell’area di guerra e i problemi possono arrivare anche in altre zone dello spazio.

Becky Chambers ha usato una campagna di finanziamento online sul celebre sito Kickstarter nel 2012 per poter lavorare a mezzo servizio e avere il tempo di finire “The Long Way. Il lungo viaggio”. Lo sviluppo di questo romanzo ha avuto qualche problema, di cui l’autrice stessa scrive in una postfazione, ma alla fine è stato completato ed è arrivata la pubblicazione. Il successo ottenuto ha portato alla scrittura di vari seguiti.

La serie Wayfarers è ambientata in un futuro in cui l’umanità è stata costretta a emigrare nello spazio dopo essere riuscita a devastare la Terra al punto di non potervi più abitare. Di positivo c’è stato il contatto con specie aliene senzienti e l’entrata in una comunità galattica che permette a molte specie di avere rapporti pacifici. I viaggi vengono compiuti utilizzando wormhole ma essi devono essere creati da astronavi opportunamente attrezzate, come la Wayfarer.

“The Long Way. Il lungo viaggio” è una space opera ma molto diversa da quelle classiche, basate su avventure tra le stelle. Per Becky Chambers, spesso la trama sembra una scusa per sviluppare i personaggi e le loro interazioni, che costituiscono l’elemento centrale del romanzo. L’equipaggio dell’astronave Wayfarer è multi-specie e ogni membro ha sia una sua storia personale che una storia legata alla propria specie.

La forza del romanzo sta nel fatto che Becky Chambers ha cercato di creare specie che sono davvero aliene, sia fisicamente che psicologicamente. Rosemary Harper è al suo primo viaggio interstellare e ha bisogno di spiegazioni perciò la trama segue spesso la sua storia personale perché rappresenta un modo per offrire al lettore informazioni sulle peculiarità delle varie specie e dei singoli individui.

Per dare alle varie storie personali risvolti emotivi più profondi, Becky Chambers ha creato un equipaggio in cui sembra che ognuno abbia qualche segreto. Nel corso del lungo viaggio compiuto dalla Wayfarer, questi segreti vengono rivelati con una serie di conseguenze.

Questa scelta di Becky Chambers rende “The Long Way. Il lungo viaggio” introspettivo con tanti spunti di riflessione su temi importanti ma con ben poca azione. Il ritmo è molto spesso lento perché molte parti del romanzo sono costituite soprattutto da conversazioni. L’ultima parte ha un ritmo più elevato ma anche in quel caso l’azione è raccontata in mezzo a tante informazioni fornite sulle fazioni dei Toremi, una specie importante nella trama.

“The Long Way. Il lungo viaggio” offre un messaggio di tolleranza che parte da un avvertimento legato alla quasi autodistruzione compiuta dall’umanità. Se cercate avventure in cui gli umani, possibilmente uomini bianchi, sono belli e buoni mentre gli alieni sono brutti, sporchi e cattivi questo romanzo non fa proprio per voi. È un romanzo in cui le differenze a livello di specie e di individui arricchiscono i personaggi. A volte è un po’ pesante nell’esposizione ma l’universo narrativo creato da Becky Chambers è secondo me molto intrigante e se cercate un romanzo basato sui personaggi, anche alieni, ve ne consiglio la lettura.

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