Universi in guerra di Gareth L. Powell

Universi in guerra di Gareth L. Powell
Universi in guerra di Gareth L. Powell

Il romanzo “Universi in guerra” (“Light of Impossible Stars”) di Gareth L. Powell è stato pubblicato per la prima volta nel 2020. È il terzo libro della serie Embers of War e segue “Navi in guerra“. In Italia è stato pubblicato da Fanucci nella traduzione di Eleonora Antonini.

L’astronave Trouble Dog è in fuga dalla Flotta di Lame, come ogni altra astronave il cui equipaggio non intende sottostare alle rigide regole che sono state stabilite per l’umanità. L’unica speranza sembra essere nell’Interferenza, dove la realtà è ben diversa da quella dell’universo normale.

Cordelia Pa e il suo fratellastro Michael sono cercatori di artefatti alieni, i quali possono fruttare dei buoni soldi. Quando finiscono nei guai, vengono salvati da persone che dicono a Cordelia che vogliono portarla da suo padre. Michael non ha il coraggio di lasciare tutto e andare con lei e Cordelia si trova a vivere una vita completamente diversa da quella che conosceva, anche perché comincia a manifestare strane connessioni con i manufatti alieni.

“Universi in guerra” conclude la trilogia Embers of War riprendendo la trama da dove era stata interrotta alla fine di “Navi in guerra” continuando la storia dei protagonisti già conosciuti e aggiungendone altri. Si tratta di un’unica grande storia divisa in tre libri perciò è necessario leggerli tutti per comprenderla.

Gareth L. Powell introduce Cordelia Pa e la sua complicata famiglia. Il mio problema è che la sua storia viene compressa con anni di vita riassunti in pochi capitoli e costruita quasi completamente attraverso cliché perciò finisce per risultare prevedibile. Il suo ruolo nel finale è importante ma secondo me lo indebolisce e non aiuta il fatto che sia affrettato.

Anche la gestione di altri personaggi mi è parsa discutibile dato che alcuni hanno comportamenti che potrei definire curiosi, a cominciare da Ona Sudak. La storia personale di Bronte Okonkwo poteva essere interessante ma viene letteralmente buttata nel mezzo del momento cruciale della guerra sprecandola completamente, anche pensando al rapporto che si stava creando con Sal Konstanz.

L’unico personaggio che diventa veramente interessante è Nod, l’ingegnere Druff della Trouble Dog. Nel corso della trilogia sono state fornite diverse informazioni sulla sua specie e ciò continua anche in “Universi in guerra”. I Druff hanno un ruolo che diventa importante in questo romanzo e alla fine Nod è il personaggio che offre le considerazioni più profonde. Mi è parso un po’ poco pensando che i romanzi precedenti avevano alcuni difetti ma almeno alcuni personaggi venivano usati per affrontare alcuni problemi etici e morali.

Alla fine, “Universi in guerra” chiude la trilogia con il ritmo rapido già che Gareth L. Powell aveva già mostrato e questo è positivo ma per il resto l’ho trovato piuttosto confuso e con colpi di scena banali. I romanzi precedenti non erano particolarmente brillanti ma almeno erano una piacevole space opera con qualche personaggio interessante e qualche spunto di riflessione su temi seri. Sembra quasi che questo libro finale sia stato pubblicato frettolosamente senza un adeguato lavoro di editing che potesse almeno dare un po’ di equilibrio e una decente profondità alle varie sottotrame.

Purtroppo “Universi in guerra” mi è parso nel complesso deludente come finale della trilogia con più difetti e meno pregi rispetto ai romanzi precedenti. Vale la pena di leggerlo se volete terminare la trilogia e vi accontentate di un po’ di avventura spaziale senza pretese.

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