
Il romanzo “La stirpe dell’uomo” (“Manseed”) di Jack Williamson è stato pubblicato per la prima volta nel 1982. In Italia è stato pubblicato dall’Editrice Nord nel n. 67 di “Cosmo Oro” e da Mondadori nel n. 226 di “Urania Collezione” nella traduzione di Annarita Guarnieri.
Il Difensore si sveglia confuso e non riconosce neppure il suo corpo, dall’apparenza abbastanza umana ma senza genitali. Ha vari ricordi di diverse persone che non lo aiutano a capire cosa stia succedendo a lui e attorno a lui. Sente una voce che gli sembra familiare dato che è quella di Megan Drake ma diventa subito chiaro che si tratta di una riproduzione.
La voce che comunica con il Difensore è quella di un’astronave che è stata danneggiata da un meteorite. Il Difensore deve valutare i danni e cercare di ripararli per riprendere la missione di trovare un pianeta abitabile dove far nascere e crescere esseri umani basati su campioni scelti sulla Terra molti millenni prima.
Jack Williamson è stato soprattutto un grande maestro della space opera. Ha scritto grandi avventure nello spazio, anche su una vasta scala cosmica. “La stirpe dell’uomo” parte dall’idea di colonizzare altri pianeti non usando grandi astronavi per trasportare i coloni bensì piccole astronavi che trasportano le informazioni necessarie a far crescere esseri umani e animali su pianeti dove le condizioni sono adatte.
La storia segue il punto di vista del Difensore, costruito e attivato da una delle astronavi inviate nello spazio per riparare i danni causati da un meteorite. Il Difensore è un cyborg, in parte organico e in parte macchina, e possiede i ricordi di vari esseri umani che hanno fornito contributi cruciali al progetto.
Il racconto del lavoro del Difensore per permettere la continuazione della missione si interseca con i suoi ricordi. Essi offrono al lettore la possibilità di capire le origini di quel progetto raccontando pezzo per pezzo il lavoro di Megan Drake, le sue motivazioni e il lavoro portato avanti assieme ai vari uomini selezionati per sviluppare il progetto.
Il mio problema con la storia del progetto è che quella che è un’impresa scientifica e tecnologica a volte sembra più una soap opera. Ciò perché sembra che tutti gli uomini selezionati per fornire ricordi al Difensore fossero innamorati di Megan Drake. Sia i flashback ambientati sulla Terra che la storia del Difensore vengono influenzati da quest’elemento sentimentale perché per il cyborg ogni occasione sembra buona per pensare alla donna. Quest’elemento diventa anche più marcato quando il Difensore non è più solo. Chi non apprezza una componente sentimentale così pesante sviluppata in quel modo potrebbe trovarla fastidiosa.
La parte principale della trama è comunque la storia di un grande progetto di colonizzazione. La scala è notevole dato che le astronavi lanciate nello spazio possono viaggiare per molti millenni e molti anni luce prima di trovare un pianeta con caratteristiche adatte a tentare lo sviluppo di coloni umani.
La storia del Difensore è il racconto dei tanti problemi che possono emergere durante una missione così complessa e piena di potenziali imprevisti. I ricordi dei vari uomini selezionati da Megan Drake servono ad aiutare lui e i coloni ad affrontare quegli imprevisti. Tuttavia, le situazioni che incontrano possono essere davvero difficili e il cyborg ha limiti che emergono nel corso del romanzo. Secondo me, da questo punto di vista, Jack Williamson mostra la sua fantasia nel creare grandi storie di fantascienza.
Nonostante le mie riserve sull’elemento sentimentale, considero “La stirpe dell’uomo” un buonissimo romanzo di fantascienza per la grande storia di una missione nel tempo e nello spazio che va contro ogni probabilità e contro ogni avversità. Se le romanticherie non vi infastidiscono, ne consiglio la lettura.
