
Il romanzo breve “Ritorno a casa” (“Binti: Home”) di Nnedi Okorafor è stato pubblicato per la prima volta nel 2017. È la seconda storia della serie Binti e segue “Binti“. In Italia è stato pubblicato da Mondadori all’interno dell’antologia “Binti” in “Oscar fantastica”, pubblicata anche come “Binti. La trilogia” nel n. 19 di “Urania Jumbo”, nella traduzione di Benedetta Tavani.
Un anno dopo aver cominciato i suoi studi all’Università di Oomza, Binti continua a soffrire per il trauma subito durante il viaggio nonostante la terapia e l’amicizia stabilita con Okwu, una delle Meduse. Sente ancora il legame con le tradizioni del popolo Himba e decide di tornare a casa sua per un pellegrinaggio anche se sa che affrontare la sua famiglia non sarà facile.
Il romanzo breve “Binti” affrontava vari temi importanti ma la storia della protagonista era per certi versi solo all’inizio. A soli 16 anni ha un’identità complessa e si è trovata in una situazione di vita o di morte che l’ha cambiata profondamente. “Ritorno a casa” è in parte una storia di maturazione in cui Binti cerca risposte e fa delle scoperte sorprendenti.
Il ritorno di Binti sulla Terra permette a Nnedi Okorafor di espandere la sua storia personale e quella della sua famiglia in un ambiente che mescola antiche tradizioni e tecnologie di quel futuro. I problemi inter-etnici e le discriminazioni legati ad essi erano già stati accennati nel primo romanzo breve, in questo seguito sono molto più al centro della trama. La presenza di Okwu viene usata per offrire maggiori informazioni sulle Meduse e sulla loro guerra con i Khoush. Anche il tema del sessismo è trattato in modo più esplicito nella parte delle tradizioni Himba che Binti non è riuscita ad accettare.
Binti incontra la gente che abita nel deserto e si trova ad essere quella con pregiudizi, nel suo caso su quel popolo. Per Binti si tratta di una situazione imbarazzante dato che di solito è lei a essere vittima di pregiudizi, soprattutto da parte dei Khoush. Andare oltre quei pregiudizi è per lei fondamentale per comprendere meglio la sua identità. In parte si tratta di conoscere meglio le sue origini, in parte si tratta di capire meglio l’edan, quello che lei aveva considerato per molto tempo solo un amuleto. Ciò chiarisce a Binti, e quindi al lettore, alcuni punti rimasti oscuri nel suo primo incontro con le Meduse.
“Ritorno a casa” finisce con un colpo di scena, un evento che ha sviluppi nel terzo dei romanzi brevi che formano una trilogia dedicata a Binti. Per questo motivo, consiglio di leggere l’intera serie Binti come se fosse un singolo romanzo.

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