
Il romanzo “Tiamat’s Wrath – L’ira di Tiamat” (“Tiamat’s Wrath”) di James S. A. Corey è stato pubblicato per la prima volta nel 2019. È l’ottavo nella serie Expanse e segue “Persepolis Rising – La rinascita“. In Italia è stato pubblicato da Fanucci nella traduzione di Annarita Guarnieri.
Laconia è rapidamente diventata la dominatrice dell’umanità grazie alle tecnologie sviluppate studiando la protomolecola. Nonostante ciò, l’alto console Duarte sa che le sue ambizioni potrebbero scontrarsi con la specie aliena che ha annientato i creatori della protomolecola. Ha arruolato la dottoressa Elvi Okoye per studiare qualsiasi traccia di questa specie aliena e allo stesso tempo si prepara al peggio addestrando sua figlia Teresa per succedergli anche se ha solo 14 anni.
Naomi Nagata continua il suo impegno con il movimento di resistenza nel sistema solare. Con James Holden prigioniero su Laconia e Amos sparito, le rimangono Alex e Bobbie ma combattere Laconia sembra un’impresa impossibile, almeno finché un attacco a un’astronave laconiana che sembra essere finito con un mezzo fallimento rivela risultati inaspettati.
Il salto in avanti nel tempo di circa trent’anni aveva portato alla storia dell’ascesa di Laconia al ruolo di nuova superpotenza che in poco tempo aveva surclassato le potenze del sistema solare. All’inizio di “Tiamat’s Wrath – L’ira di Tiamat” la resistenza nei confronti di Laconia sembra senza speranza ma la trama viene ulteriormente espansa a livello cosmico al punto che i vecchi membri dell’equipaggio della Rocinante inizialmente sembrano attori secondari.
Nel corso della saga, una delle scoperte più importanti riguardanti i creatori della protomolecola era stata che qualcuno, o qualcosa, li aveva annientati. La questione era stata lasciata in sospeso ma l’alto console di Laconia, Winston Duarte, non può limitarsi a sperare che quella potenza aliena non si rifaccia viva e non vuole ostacoli alle sue ambizioni. Duarte sembra convinto di poter gestire gli alieni e non si fa problemi a provocare le loro reazioni. Il titolo del romanzo, con il riferimento alla dea primordiale babilonese del caos Tiamat, suggerisce fin dall’inizio che ciò non sia una buona idea.
La ricerca scientifica della dottoressa Elvi Okoye, condotta anche in vari sistemi stellari dove sono state trovate tracce di manufatti alieni, riecheggi una certa fantascienza avventurosa dell’epoca delle riviste pulp. Tuttavia, quella parte del romanzo è solo una parte di una storia più complessa e profonda che continua alcuni temi sviluppati nel romanzo precedente. Mi pare che ci sia un buon equilibrio tra azione e introspezione con un ritmo che non rallenta mai molto, anche grazie a colpi di scena.
L’invasione laconiana del sistema solare aveva mostrato qualcosa del governo autoritario guidato dall’alto console Winston Duarte. In “Tiamat’s Wrath – L’ira di Tiamat” vediamo il cuore dell’impero dal punto di vista di diversi protagonisti: James Holden, ridotto a essere l’orso ballerino di Duarte, Elvi Okoye, coinvolta nelle ambizioni di Duarte, e Teresa Duarte, testimone degli eventi più segreti attono a suo padre. Ciò rende l’elemento politico più importante, oltre la propaganda laconiana, a volte perfino machiavellico in certi sviluppi.
“Tiamat’s Wrath – L’ira di Tiamat” costituisce la seconda parte di quella che può essere considerata la trilogia che conclude la serie Expanse. C’è una sensazione che la fine si sta avvicinando, anche perché sembra che perfino i protagonisti possano morire.
“Tiamat’s Wrath – L’ira di Tiamat” è un altro romanzo dal finale aperto in attesa di quello che è annunciato come il gran finale della saga. Continua la mia impressione che gli autori abbiano sfruttato bene il salto in avanti nel tempo. In effetti, sembra quasi che abbiano tenuto il meglio per gli ultimi romanzi, dove tutti i temi dei romanzi precedenti si fondono con maggiori approfondimenti. Da leggere assolutamente per chi apprezza questa saga.
