È arrivata la conferma dell’acquisizione da parte di Google di 1.023 brevetti IBM. No, non è la stessa notizia già data alcune settimane fa: si tratta di una nuova acquisizione di un numero di brevetti quasi uguale e stavolta c’è l’elenco completo. Come alcune settimane fa, rimane invece confidenziale la cifra pagata da Google.
Rimane vero quanto scritto a inizio agosto riguardo al fatto che Google è entrata nella corsa alle armi nella guerra dei brevetti ma nel frattempo ci sono stati altri eventi importanti. Innanzitutto circa un mese fa Google ha acquistato Motorola Mobility e su questo importantissimo affare sono arrivate informazioni interessanti. Infatti la SEC (Securities and Exchange Commission, l’ente di vigilanza della Borsa degli U.S.A.) è in possesso di documenti riguardanti quella trattativa che confermano che Google era interessata a ottenere brevetti, non un produttore di apparecchi mobili.
In sostanza, inizialmente Google aveva fatto un’offerta per acquistare una parte dei brevetti di Motorola Mobility ma l’offerta era stata rifiutata per lo stesso motivo per cui essi servivano a Google. Infatti, Motorola Mobility è già impegnata da tempo in alcuni contenziosi con Apple e ha bisogno dei suoi brevetti come armi in quella battaglia. A quel punto le trattative sono andate avanti ma sul piatto è stato messo l’acquisto in blocco di Motorola Mobility, che dopo alcune offerte rifiutate ha ottenuto da Google ben 12,5 miliardi di dollari pagati fondamentalmente per ottenere i suoi 17.000 brevetti.
Google aveva messo in piedi un notevole arsenale ed era chiaro che l’avrebbe usato. La settimana scorsa infatti è arrivata la notizia che Google ha ceduto nove brevetti ad HTC, un produttore di apparecchi mobili con Android impegnato anch’esso in vari contenziosi con Apple.
In una guerra è ovviamente vantaggioso avere un arsenale ben fornito ma anche avere alleati potenti è utile. In questo senso all’Intel Developer Forum di San Francisco è arrivato l’annuncio dell’alleanza tra Google e Intel nel settore degli apparecchi mobili. Intel è un colosso nel settore dei personal computer ma non ha una reale presenza nel settore smartphone ed ha una presenza molto limitata nel campo dei tablet, quasi l’opposto di Google.
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Dunque Google e Intel si completano a vicenda perciò potranno lavorare assieme per avere Android su piattaforme hardware Intel e cercare di rafforzarsi nel settore smartphone e tablet. In questo caso l’avversario non è solo Apple ma anche Microsoft, un altro colosso che vuole che Windows diventi un fattore nel campo dei tablet, fortemente in crescita.
Già, Microsoft, un’azienda che sta adottando una strategia diversa da Apple nella guerra dei brevetti. Infatti l’azienda di Bill Gates preferisce evitare di andare in tribunale ma ha già convinto alcuni produttori di apparecchi mobili con Android a pagarla adducendo la violazione di alcuni suoi brevetti. Paradossalmente, Microsoft guadagna più da Android che da Windows nel campo degli apparecchi mobili.
È però vero che tra le poche cause intentate da Microsoft c’è proprio quella nei confronti di Google-Motorola, evidentemente sapendo che in questo caso sarebbe ben difficile raggiungere un accordo fuori dai tribunali. Certamente Google non gradisce la strategia di Microsoft perciò non sarebbe sorprendente che l’accordo con Intel fosse anche un’alleanza mirata a colpire l’azienda di Bill Gates.
La guerra dei brevetti sembra riservare continui colpi di scena ma la tendenza vista è quella di avere Google sempre più forte grazie all’acquisizione di brevetti e di nuovi alleati. Per lungo tempo Google è sembrato un gigante dormiente: ora che si è davvero svegliato ed è entrato in azione riusciranno i suoi nemici, per quanto potenti, a non farsi schiacciare?
