Le argentee teste d’uovo di Fritz Leiber

Le argentee teste d'uovo di Fritz Leiber
Le argentee teste d’uovo di Fritz Leiber

Il romanzo “Le argentee teste d’uovo” (“The Silver Eggheads”) di Fritz Leiber è stato pubblicato per la prima volta nel 1963. In origine era un romanzo breve apparso nella “Magazine of Fantasy & SF” nel gennaio 1959 e successivamente ampliato. In Italia è stato pubblicato dalla Casa Editrice La Tribuna nel n. 4 della collana “Science Fiction Book Club” e da Mondadori nel n. 126 della collana “Classici Urania”. Edit. Una nuova edizione è stata pubblicata da Mondadori nel n. 137 di “Urania Collezione”, disponibile anche in formato Kindle su Amazon Italia e Amazon UK e in formato ePub su IBS.

Nel futuro gli scrittori si limitano a fornire le idee di base ai mulini-a-parole, macchine create apposta per scrivere materialmente i romanzi. Gli scrittori si limitano a mostrarsi ai fan adottando modi e look definiti con precisione nei loro contratti.

Un giorno gli scrittori si ribellano alla loro situazione e distruggono i mulini-a-parole ma quando tentano di scrivere qualcosa come facevano i loro colleghi nel passato si rendono conto di non esserne capaci. Tra gli editori scoppia il panico ma uno di essi ha un asso nella manica: le argentee teste d’uovo.

“Le argentee teste d’uovo” è una satira dell’industria editoriale ma anche di un certo modo in cui le masse usano i libri come prodotti di consumo. Quando il romanzo uscì ricevette un benvenuto non calorosissimo perché tutti si sentirono presi di mira perciò oggi è una delle opere meno conosciute di Fritz Leiber.

In effetti la satira di Fritz Leiber non è molto sottile ma per certi versi sembra essere stata profetica. Nel corso dei decenni abbiamo infatti avuto diversi esempi anche nel campo della fantascienza di scrittori scontenti di una gestione della produzione editoriale in cui i libri vengono trattati come prodotti industriali di massa. Negli anni ’70 Robert Silverberg aveva addirittura annunciato il ritiro per questo motivo anche se poi fortunatamente ci aveva ripensato. Negli anni ’80 Greg Bear aveva manifestato la sua insofferenza nei confronti di un mercato editoriale che faceva scelte commerciali che privilegiavano prodotti di limitata qualità e originalità ma facilmente leggibili rispetto a opere più sofisticate e fantasiose che ovviamente richiedevano maggior impegno ai lettori.

Oggi esistono best-seller creati a tavolino: non siamo ancora arrivati ad avere i mulini-a-parole tuttavia le case editrici effettuano ricerche di mercato per sapere che tipo di prodotto ha maggiori probabilità di vendere e che tipo di pubblicità ha maggiori probabilità di destare l’interesse di chi la vede. Può capitare che i libri che vendono maggiormente siano semplicemente di moda ma il loro contenuto artistico sia scarso. Quando un autore diventa particolarmente famoso qualsiasi cosa scriva può essere venduta e si può solo sperare che la qualità sia almeno decente. In tutti questi casi molta gente acquista libri perché vanno di moda e magari neppure li legge limitandosi a metterli in mostra per far vedere che li hanno comprati.

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Se espandiamo il discorso ad altri media “Le argentee teste d’uovo” sembra ancor più profetico. Pensiamo alle serie televisive costruite su banalità per attirare un pubblico generico: se poi va male la serie viene cancellata dopo pochi episodi. Pensiamo allo stato del cinema di fantascienza, dove molti “blockbuster” sono fatti di effetti speciali spettacolari che nascondono una trama minimale magari scopiazzata da qualche vecchio racconto. Pensiamo agli attori che comunicano con i loro fan tramite esperti di pubbliche relazioni. Pensiamo anche a certi gadget tecnologici che molti comprano perché al di là della loro qualità sono di moda.

La satira di Fritz Leiber non è sottile ma è certamente ricca, con molti personaggi diversi inclusi i robot, che possono avere un sesso e hanno una loro vita sessuale. In realtà i personaggi non sono molto sviluppati per gli standard di Leiber ma “Le argentee teste d’uovo” va considerato una commedia perciò questo non è un problema.

“Le argentee teste d’uovo” può ancora lasciare perplessi per il modo in cui Fritz Leiber descrive l’industria editoriale lettori compresi ma può anche divertire. Oggi può non essere facile trovare un’edizione di questo romanzo ma se lo trovate vale la pena di leggerlo.

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