
Il romanzo “Il mondo nuovo” (“Brave New World”) di Aldous Huxley è stato pubblicato per la prima volta nel 1932. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. XVIII di “Medusa”, nel n. 166 de “Il Bosco”, nel n. 319 di “Oscar”, nel n. 37 di “Oscar Classici Moderni”, nel n. II di “Medusa Ristampa” e in “Oscar Cult”, in tutti i casi nella traduzione di Lorenzo Gigli.
Per Bernard Marx, una vacanza nella Riserva di Selvaggi rappresenta un’occasione per distaccarsi dai problemi che sta avendo in seguito alle sue critiche alla società in cui vive. Minacciato dal suo capo di essere esiliato in Islanda, sta vivendo male il suo lavoro di psicologo, un problema che si aggiunge al complesso di inferiorità causato dalla sua altezza inferiore alla media.
Assieme a Lenina Crowne, Bernard Marx assiste a una cerimonia brutale dei Selvaggi. I due superano le forti emozioni con la soma ma si imbattono in Linda, una donna rimasta nella Riserva in seguito a una gravidanza avvenuta per errore. Lei e suo figlio John vengono accompagnati a Londra ma faticano ad adattarsi a una società che per Linda è quasi dimenticata e per John è sconosciuta.
Aldous Huxley era uno scrittore che spesso sviluppò temi sociali in storie utopiche e distopiche. La sua vena satirica venne espressa in vari modi e ne “Il mondo nuovo” fa da sfondo al racconto di una società futura apparentemente perfetta ma che, sotto la superficie, appiattisce l’umanità con condizionamenti che avvengono fin dal concepimento e con l’uso della droga chiamata soma.
L’apertura del romanzo con una lezione sulla produzione in serie di bambini mostra fin dall’inizio la società in cui anche gli esseri umani vengono prodotti in una sorta di catena di montaggio. I riferimenti a Henry Ford sono tutt’altro che casuali, tanto che il romanzo inizia in quello che è chiamato l’anno di Ford 632. In questo caso, la produzione di bambini permette di creare artificialmente caste di persone di diversi livelli di potenziale intelligenza da adibire a diversi tipi di lavoro.
La trama è piena di dettagli su questa società futura e sui modi in cui la vita delle persone viene programmata per offrire l’illusione della felicità. Ciò inizia prima della nascita usando procedimenti chimici che vengono condotti sugli embrioni per creare artificialmente le caste. Durante l’infanzia vengono condotti nuovi condizionamenti psicologici per indirizzare i bambini verso certi tipi di comportamenti. La droga soma elimina qualsiasi problema emotivo: ha tutti i vantaggi del cristianesimo e dell’alcol ma nessuno dei loro difetti. Consumismo e sessualità libera vengono promossi per eliminare frustrazioni.
La forza del romanzo è nei modi spesso sottili usati dalla società per tenere le persone sotto controllo. Non è una distopia del tipo in cui la popolazione viene oppressa da una dittatura aperta in cui gli individui che non si conformano rischiano punizioni pesanti e perfino la vita. Certo, criticare quella società come fa Bernard Marx non è senza conseguenze ma c’è il dubbio che la possibile punizione che potrebbe subire sarebbe in realtà positiva per lui.
Il confronto con ciò che avviene nella Riserva dei Selvaggi fa quasi pensare che quella società non sia poi male. I Selvaggi vengono mostrati in atti violenti anche se va detto che John cita spesso Shakespeare, a dimostrazione che è tutt’altro che ignorante. Anche in questo caso, Aldous Huxley gioca su una certa ambiguità dato che John il Selvaggio ha una certa cultura ma finisce in una società in cui le persone vengono condizionate a non voler leggere libri e a cercare distrazioni materiali che non stimolino un pensiero critico pericoloso per quella società.
Fin dalla sua pubblicazione, “Il mondo nuovo” è stato oggetto di discussioni e analisi. Aldous Huxley stesso pubblicò il saggio “Ritorno al mondo nuovo” (“Brave New World Revisited”) nel 1958 per confrontare l’evoluzione della società occidentale con quella del suo romanzo, manifestando un’opinione pessimista. Non è l’unico ad avere quel tipo di opinione ed è uno dei motivi per cui il suo romanzo rimane celebre e una fonte di spunti di riflessione quasi un secolo dopo la sua pubblicazione.
