The Highest Science di Gareth Roberts

The Highest Science di Gareth Roberts
The Highest Science di Gareth Roberts

Il romanzo “The Highest Science” di Gareth Roberts è stato pubblicato per la prima volta nel 1993. È il n. 11 della serie “New Adventures” dell’editore Virgin Publishing e segue “Transit“. È inedito in Italia.

Il Settimo Dottore sta cercando di individuare un particolare fenomeno metafisico che è associato a eventi che dovrebbero essere casuali generando coincidenze e prelevando persone e cose dal loro tempo e luogo. Quella ricerca porta lui e Bernice Summerfield su un pianeta che potrebbe essere il leggendario Sakkrat.

I viaggiatori si trovano costretti ad affrontare i Chelonian, una specie aggressiva che considera gli umani alla stregua di parassiti. Umani trasportati da vari luoghi ed epoche vengono presi di mira dai Chelonian. Bernice viene intossicata da una sostanza chimica che le fa perdere la memoria. Un’astronave raggiunge il pianeta con a bordo un’entità creata per pilotarla e guidata da Sheldukher, il criminale più ricercato della galassia.

“The Highest Science” rappresenta l’esordio di Gareth Roberts come autore nella saga di “Doctor Who”, alla quale ha contribuito nel corso degli anni scrivendo alcuni romanzi e sceneggiando alcuni episodi della nuova serie televisiva.

L’idea di un fenomeno cosmico che genera coincidenze altrimenti senza senso è alla base dell’incontro di molti personaggi di varie specie su un pianeta che potrebbe essere il leggendario Sakkrat. La maggior parte di essi è finita sul pianeta dopo esservi stata trasportata, con risultati negativi per tutti.

Il romanzo introduce i Chelonian, una specie di cyborg dalle fattezze di tartarughe umanoidi. Si considerano superiori agli umani, che considerano parassiti da eliminare perciò cercano di uccidere quelli che trovano sul pianeta. Il loro leader, il generale Fakrid, ha deposto uova sterili e ciò l’ha fatto impazzire.

Nonostante queste premesse drammatiche, buona parte del romanzo ha dei toni che mi sono parsi piuttosto farseschi. La situazione dovrebbe portare a toni cupi per tutto ciò che succede a diversi personaggi ma lo stile scelto da Gareth Roberts rende difficile prendere sul serio le continue minacce che arrivano dalle azioni dei Chelonian nei confronti di tutti gli altri personaggi finiti sul pianeta.

I Chelonian potrebbero essere i protagonisti di una tragedia ma sono sviluppati come una parodia di guerrafondai arroganti che sono aggressivi nella maniera più stupida possibile. Il modo in cui viene sviluppata la storia personale del generale Fakrid è più da soap opera che da tragedia. La risposta all’umorismo è certamente soggettiva perciò altri lettori potrebbero apprezzare l’approccio di Gareth Roberts ma io l’ho trovato poco riuscito e di conseguenza a volte perfino noioso.

Il Settimo Dottore ha avuto momenti da commedia anche nella serie classica perciò è più facile trovare senso in alcuni suoi comportamenti in questo romanzo. Alla fine, le parti del romanzo incentrate sulle sue azioni sono secondo me quelle riuscite meglio. Speravo di vedere qualche sviluppo di Bernice Summerfield ma trascorre buona parte del romanzo in uno stato di amnesia perciò ha poco spazio per brillare.

Per questi motivi, l’apprezzamento di “The Highest Science” dipende molto dalla risposta all’impostazione umoristica scelta da Gareth Roberts. Se la risposta tende a essere negativa, questo romanzo sembrerà caotico, con parecchi personaggi buttati lì e sviluppati in modo assai limitato. Nonostante ciò, Big Finish ne ha tratto un adattamento in un’avventura audio. Non è tra i romanzi che stavano espandendo l’universo narrativo di “Doctor Who” perciò può anche essere saltato dai fan che non sono interessati a leggere tutti i libri legati alla saga.

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