Missione Scarabeo di James L. Cambias

Missione Scarabeo di James L. Cambias (edizione americana)
Missione Scarabeo di James L. Cambias (edizione americana)

Il romanzo “Missione Scarabeo” (“The Scarab Mission”) di James L. Cambias è stato pubblicato per la prima volta nel 2023. È il secondo libro della serie del miliardo di mondi. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 1735 di “Urania” nella traduzione Annarita Guarnieri.

L’astronave Yanai ha un contratto per inviare l’habitat abbandonato Safdaghar in una nuova orbita in cui i nuovi proprietario potranno riciclare i suoi componenti. A bordo c’è un piccolo equipaggio e Solana guida gli altri all’interno dell’habitat alla ricerca di oggetti di valore.

Il gruppo ha pochi giorni per esplorare l’habitat, dove vivevano artisti che hanno creato oggetti unici che potrebbero avere un notevole valore per collezionisti. La situazione che vi trovano, con cadaveri e danni vari, indica che è successo qualcosa di molto brutto. L’arrivo di un altro gruppo alla ricerca di qualcosa di prezioso complica ulteriormente la situazione.

Un’umana, un cyborg, un corvide e un dinosauro entrano in un habitat. Può sembrare l’inizio di una barzelletta ma è solo una piccola rappresentazione della varietà delle intelligenze biologiche nell’universo narrativo del miliardo di mondi. Si tratta di habitat sparsi per il sistema solare che nel decimo millennio sono abitati sia da intelligenze biologiche che artificiali.

La trama basata su un gruppo di persone che vanno in un luogo che dovrebbe essere abbandonato è a dir poco vecchia. James L. Cambias la usa per esplorare alcuni lati oscuri dell’universo narrativo che ha creato. Le tecnologie esistenti in quel futuro sono molto avanzate ma ciò non corrisponde ai progressi sociali, anzi sembra che poco sia cambiato da quel punto nel corso dei millenni. L’esempio più forte, centrale in questo romanzo, mostra come in quel futuro esistano tecniche genetiche avanzatissime che hanno portato a una gran varietà di esseri senzienti biologici ma anche alla creazione di schiavi perfetti.

I toni cupi cominciano già con la prima esplorazione da parte del gruppo arrivato sull’astronave Yanai perché l’habitat Safdaghar sembra un luogo in cui è avvenuta una guerra. Non è la situazione migliore per trovare oggetti di valore che non sono necessariamente beni materiali: una speranza è di trovare l’ultima poesia scritta da Pasquin Tiu, un celebre poeta marziano che era stato costretto a fuggire dagli assassini del regime di Deimos. Anche in questo caso, James L. Cambias utilizza un elemento della trama per mostrare un lato oscuro di quel futuro, stavolta mostrando l’esistenza di vari regimi dittatoriali.

Sono parecchie le occasioni in cui la trama finisce per essere una scusa o poco più per esplorare il passato dei personaggi e le connessioni con le società di qualche habitat. Vari personaggi hanno i loro segreti e il loro sviluppo passa anche attraverso la loro rivelazione. Nel caso del cyborg Utsuro, il suo scopo è proprio quello di scoprire il suo passato perché sa solo che su Safdaghar gli è successo qualcosa che l’ha quasi ucciso facendogli perdere la memoria.

A volte i toni horror che diventano sempre più importanti mi sono sembrati il difetto del romanzo più che un modo per aumentare la tensione. Ciò perché è un tipo di situazione in cui i personaggi tendono a farsi guidare dal panico agendo in modo irrazionale anche se in questo caso dovrebbero essere intelligenti. Un’antagonista che è una totale psicopatica al punto da confondere le sue illusioni per la realtà non aiuta. Alla fine, flashback e storie personali dei protagonisti finiscono per essere più interessanti della trama principale.

Ho trovato “Missione Scarabeo” decisamente imperfetto ma chi apprezza certi film horror non avrà difficoltà a passare sopra quelli che per me sono difetti. Per il resto, ho avuto un’impressione molto migliore dagli scenari legati ai tanti habitat anche se trovo sempre triste l’idea di un futuro in cui gli umani continuano a comportarsi come stupide scimmie. Questo è il secondo romanzo di una serie ma la storia è separata da quella di “The Godel Operation” e del tutto autonoma. Lo consiglio in particolare a chi apprezza storie drammatiche con elementi distopici.

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