Dark Horizons di Jenny T. Colgan

Dark Horizons di Jenny T. Colgan
Dark Horizons di Jenny T. Colgan

Il romanzo “Dark Horizons” di Jenny T. Colgan è stato pubblicato per la prima volta nel 2012. È inedito in Italia.

Una nave vichinga sta trasportando Freydis, la figlia del duca di Trondheim, promessa sposa del re di Islanda. Si tratta di un matrimonio combinato e Freydis è tenuta prigioniera sulla nave per evitare che tenti di sfuggire a quello che ritiene un terribile destino. Quando una lingua di fuoco spunta dal mare e colpisce la nave, a bordo scoppia il panico.

Su una vicina isola scozzese, gli abitanti vedono il fuoco dalla riva e nel villaggio tutti vanno a vedere lo strano spettacolo. Nessuno può fare nulla ma l’Undicesimo Dottore è arrivato sull’isola ed è andato a vedere l’origine dell’agitazione. Interviene e salva l’equipaggio della nave ma lo strano fuoco è una minaccia per tutti anche sull’isola e il Tardis comincia a fare i capricci.

Generalmente i romanzi legati alla serie televisiva “Doctor Who” vengono pubblicati in specifiche collane caratterizzate dalla grafica, dalla dimensione e da lunghezze molto simili. In alcuni casi però la BBC ha scelto di pubblicare romanzi che hanno caratteristiche diverse tra cui una lunghezza maggiore che permette di offrire storie meglio sviluppate.

Per una volta l’Undicesimo Dottore sta viaggiando senza compagni e si ritrova da solo in una situazione complicata anche per gli standard delle sue avventure. Si imbatte in un fuoco decisamente fuori dal normale che ha colpito una nave vichinga e minaccia sia i sopravvissuti dell’equipaggio che gli abitanti dell’isola su cui sono naufragati. Perfino il Tardis sembra avvertire quella minaccia e comincia a comportarsi in modo inaffidabile, ben più del suo solito.

Jenny T. Colgan sembra aver messo molto impegno nel creare una situazione in cui i problemi risultassero impossibili da risolvere rapidamente anche per il Dottore. Ci vuole del tempo solo per identificare l’origine dello strano fuoco e il Dottore manifesta ripetutamente la sua frustrazione per l’incapacità di pensare a un piano in meno di un’ora. Nel frattempo, qualche malcapitato muore.

Il problema di questa sorta di assedio all’isola con il Dottore che pian piano mette assieme i pezzi della storia è che tra una morte e l’altra ci possono essere vari momenti che rischiano di diventare noiosi. Alcuni riempitivi riguardano vari personaggi e se un lettore non trova interessanti le loro storie personali, rischia davvero di annoiarsi.

Sinceramente, a volte ho avuto l’impressione che “Dark Horizons” sia stato scritto pensando alla lunghezza standard dei libri di questa serie per poi essere allungato. Questi romanzi speciali dovrebbero offrire storie maggiormente sviluppate ma in questo caso l’impressione è di un’occasione persa.

Soprattutto nella parte centrale, la tensione dovuta alla minaccia cede il passo a qualche riempitivo. Il ritmo rallenta per offrire quelle che dovrebbero essere parti introspettive ma i risultati hanno alti e bassi. La parte della trama legata a Freydis aveva un potenziale davvero interessante per sviluppare temi importanti ma la sua caratterizzazione mi è parsa superficiale sprecandone il potenziale.

La scelta di una storia con vichinghi tra i protagonisti poteva dare forza al romanzo. Alla fine, l’impressione è che Jenny T. Colgan abbia fatto uso soprattutto di stereotipi mentre avrebbe potuto sfruttare la lunghezza del romanzo per qualche approfondimento. Credo che sia meglio non esaminare con troppa attenzione i dettagli legati agli abiti e alle usanze dei personaggi vichinghi.

Alla fine, le parti migliori mi sembrano quelle legate alle difficoltà del Dottore nel risolvere una situazione in cui perfino lui sembra trovarsi senza mezzi. Freydis è una sorta di compagna temporanea per il Dottore e si convince che lui sia Loki. Ciò offre il modo per fare qualche riflessione sulle possibilità e sui limiti del Dottore.

Nel suo complesso, “Dark Horizons” mi ha dato sensazioni miste. La mia impressione è che si potesse fare decisamente meglio nello sviluppo dei personaggi creati per questo romanzo mentre mi sono piaciute le parti incentrate sul Dottore. Se le storie degli altri personaggi non vi annoiano, potrete apprezzare in pieno questo romanzo.

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