A Very Private Haunting di Sharon Bidwell

A Very Private Haunting di Sharon Bidwell
A Very Private Haunting di Sharon Bidwell

Il romanzo “A Very Private Haunting” di Sharon Bidwell è stato pubblicato per la prima volta nel 2018. È inedito in Italia.

Arthur Penrose è tornato nel villaggio di Glencross, che aveva lasciato anni prima, dopo la morte di suo nonno. Ormai è l’ultimo della sua famiglia e l’erede della tenuta abitata da varie generazioni di Penrose. Arthur non intende abitarci, anche perché i brividi che gli vengono non sono dovuti solo al freddo ma anche a strani eventi. Nel villaggio è visto come uno straniero, una situazione che si aggiunge alla strana atmosfera che affligge alcuni ragazzi locali a cui viene impedito di andarsene. Arthur finisce per chiamare un vecchio collega di suo padre nell’esercito, Alistair Lethbridge-Stewart.

La ricerca di una strana creatura sembra aver richiesto le ultime energie di Alistair Lethbridge-Stewart e per lui è ora di prendersi una vacanza. Si tratta di una situazione che fatica ad affrontare e la chiamata di Arthur Penrose sembra l’occasione giusta per cambiare aria per un po’ senza cadere nella noia. Quando Anne Travers scopre i suoi piani, si dice interessata a partecipare a quell’indagine.

La serie Lethbridge-Stewart racconta le avventure del personaggio diventato celebre nella serie “Doctor Who” quando lavora senza il Dottore. Le storie partono dal periodo immediatamente successivo all’esordio di Alistair Gordon Lethbridge-Stewart nella serie televisiva per poi estendere il periodo coperto. Queste storie includono alcuni personaggi apparsi nella serie televisiva, alcuni inventati per altre produzioni legate ad essa e altri che sono stati creati appositamente per questi romanzi.

“A Very Private Haunting” è il tipo di storia in cui sembra che i guai cerchino i protagonisti. Alistair Lethbridge-Stewart e Anne Travers sono passati attraverso una serie di difficoltà con perdite personali di vario genere. La storia raccontata da Arthur Penrose sembra quella di qualcuno che si è fatto suggestionare da vecchie leggende e dall’atmosfera della vecchia tenuta di famiglia ma potrebbe esserci qualcosa di più.

La trama sembra quella di una storia horror con l’ambientazione in un villaggio isolato com’era normale fino ad alcuni decenni fa in cui gli adulti sembrano ben decisi a impedire a tutti i costi ai ragazzi di andarsene. Anche la situazione nella tenuta della famiglia Penrose contribuisce a quell’atmosfera da brividi con l’ultimo erede che si chiede se stia impazzendo quando crede che la strana bambola che vi ha trovato gli stia parlando. Sono tutti elementi classici del genere horror, anche oltre il limite del cliché dato che rendono prevedibili almeno alcune parti del romanzo.

L’altro problema rilevante di “A Very Private Haunting” è secondo me nella divisione della trama, che segue parecchi diversi punti di vista. Quello di Arthur Penrose va benissimo per immergere il lettore nell’atmosfera di Glencross e in particolare della vecchia tenuta della sua famiglia. I punti di vista di alcuni dei ragazzi del villaggio aiutano a sviluppare il mistero attorno al villaggio ma frammentano parecchio la narrazione. Anche all’interno di ogni singolo capitolo vengono presentati diversi punti di vista spezzettando le varie sottotrame. Il romanzo è troppo breve per poter sviluppare in modo efficace tanti punti di vista.

La parte migliore di “A Very Private Haunting” è secondo me nei protagonisti. Si inserisce perfettamente in questa serie di romanzi in un momento in cui Alistair Lethbridge-Stewart e Anne Travers ne hanno viste parecchie pagando un prezzo elevato dal punto di vista personale. Nonostante ciò, sembra che non riescano a rimanere lontani da casi fuori dal normale.

Complessivamente, “A Very Private Haunting” ha una storia centrale che mi ha dato troppo l’impressione del già visto per poterla apprezzare pienamente. Può piacere in particolare a chi apprezza un certo tipo di atmosfere horror. Il libro include anche una versione estesa del racconto di Sharon Bidwell “The Wishing Bazaar”, già pubblicato in precedenza da Candy Jar Books.

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