Salvation: L’arca della salvezza di Peter F. Hamilton

Salvation: L’arca della salvezza di Peter F. Hamilton
Salvation: L’arca della salvezza di Peter F. Hamilton (Edizione britannica)

Il romanzo “Salvation: L’arca della salvezza” (“Salvation”) di Peter F. Hamilton è stato pubblicato per la prima volta nel 2018. È il primo romanzo della serie Salvation. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 25 di “Urania Jumbo” nella traduzione di Davide De Boni.

Nel 2204 l’umanità si sta espandendo tra le stelle sfruttando portali basati sull’entanglement quantistico. Su un pianeta a circa 89 anni luce dalla Terra scoperto da poco viene scoperto il relitto di un’astronave aliena al cui interno ci sono 17 umani. Un team molto speciale viene inviato per indagare ma uno dei membri è un alieno.

A secoli di distanza, gli esseri umani sono in fuga da alieni che vogliono eliminarli. L’unica speranza è quella di allevare soldati addestrati specificamente per combattere gli alieni. Ciò perché è impossibile fuggire per sempre dai nemici perciò l’unica soluzione è prepararsi per lo scontro.

Peter F. Hamilton è uno dei più celebri autori della nuova space opera di quest’inizio di terzo millennio. Le sue opere sono complesse, con varie sottotrame che si intrecciano in modi che a volte risultano chiari solo dopo qualche centinaio di pagine. Una serie di quest’autore può superare facilmente le 2.000 pagine. Tutto ciò è vero anche in questa serie, in cui le sottotrame sono ambientate in tempi diversi, divise tra il XXII / XXIII secolo e in un futuro a secoli di distanza.

Certi elementi del romanzo sono tipici dell’inizio di una serie di Peter F. Hamilton con l’introduzione dei vari personaggi importanti nelle varie sottotrame e della minaccia, in questo caso da parte di una specie aliena. Il primo romanzo di una serie di quest’autore è normalmente per molti versi un grande prologo in cui vengono sviluppate le varie basi di una grande storia e anche in questo caso ciò è vero.

Il mio problema con questo romanzo è nella sua struttura. Tipicamente, i romanzi con varie sottotrame le alternano nei vari capitoli ma in questo caso la struttura è più complessa. C’è un’alternanza tra le sottotrame ambientate nelle due epoche ma la storia del team che nel 2204 investiga sull’astronave aliena è a sua volta composto da una cornice narrativa che contiene le storie personali dei vari membri del team. La conseguenza è che il romanzo racconta soprattutto le storie dei membri del team alternandole a quelle della loro indagine nel 2204 che a loro volta vengono alternate alla sottotrama ambientata secoli dopo.

La struttura scelta da Peter F. Hamilton ha conseguenze sul ritmo e soprattutto sull’equilibrio della narrazione. Ad esempio, la storia di Callum e Savi occupa un singolo capitolo che nell’edizione che ho letto è lungo 140 pagine e decenni fa sarebbe stato considerato un romanzo. Questo capitolo è inserito nella parte iniziale del romanzo perciò c’è tempo per riprendere il filo della narrazione ma può essere faticoso ricordare personaggi che erano stati appena presentati nelle pagine iniziali.

Alla fine, secondo me il punto di forza di quella che è la parte iniziale di una grande storia è nella costruzione dell’universo narrativo nelle due linee temporali. Peter F. Hamilton esplora le conseguenze dell’espansione dell’umanità nello spazio e del contatto con specie aliene. Alla fine del XXII secolo certe dinamiche sociali sembrano ancora simili a quelle attuali ma l’autore ha mostrato anche possibili esperimenti sociali che dovrebbero creare un’utopia discutendone pregi e difetti attraverso i personaggi.

Vari colpi di scena, soprattutto nella parte finale di “Salvation: L’arca della salvezza”, offrono le prime risposte riguardanti l’indagine sull’astronave aliena e sulla linea temporale nel futuro remoto. Onestamente, in certi casi ho avuto una sensazione di già visto dato che ho già letto parecchi romanzi di Peter F. Hamilton e vari elementi sembrano simili a storie famose di altri autori. L’ho trovato meno convincente rispetto all’inizio di altre serie di quest’autore ma comunque abbastanza buono da rendermi curioso riguardo al suo sviluppo.

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