Binti di Nnedi Okorafor

Binti di Nnedi Okorafor (Omnibus americano)
Binti di Nnedi Okorafor (Omnibus americano)

Il romanzo breve “Binti” (“Binti”) di Nnedi Okorafor è stato pubblicato per la prima volta nel 2015. È la prima storia della serie Binti. Ha vinto i premi Hugo, Nebula e Nommo come miglior romanzo breve dell’anno. In Italia è stato pubblicato da Mondadori all’interno dell’antologia “Binti” in “Oscar fantastica”, pubblicata anche come “Binti. La trilogia” nel n. 19 di “Urania Jumbo”, nella traduzione di Benedetta Tavani.

Binti Ekeopara Zuzu Dambu Kaipka di Namib ha solo 16 anni quando decide di andare all’Università di Oomza. Per lei ciò significa scappare di casa perché gli Himba sono molto attaccati alla loro terra e tutti nella famiglia di Binti danno per scontato che non ci andrà. Dopo la tensione iniziale, viaggiare verso un altro pianeta sembra a Binti una grande avventura, almeno finché le Meduse non abbordano l’astronave e uccidono gli altri passeggeri. L’amuleto di Binti sembra per qualche motivo in grado di uccidere le Meduse e le permette di comunicare con loro.

Nnedi Okorafor è una scrittrice nigeriana-americana le cui storie tendono a riflettere la sua identità composita, dato che è nata e cresciuta negli USA in una famiglia nigeriana e ha trascorso vari periodi della sua vita in Nigeria. Il romanzo breve “Binti” ha come protagonista una ragazza Himba, un’etnia realmente esistente in Namibia. Nel futuro descritto in quest’opera, gli Himba hanno abbracciato progressi scientifici e tecnologici e allo stesso tempo hanno mantenuto certe tradizioni, come il cospargersi pelle e capelli di argilla.

Per Binti, mettere assieme modernità e tradizione diventa impossibile quando viene accettata alla prestigiosissima Università di Oomza grazie alle sue straordinarie capacità matematiche. Si tratta di un talento di famiglia presente in modo spiccato in Binti ed è centrale nella sua vita. Nnedi Okorafor cerca di dare un’idea dei pensieri matematici della ragazza al tempo stesso limitando il più possibile il ricorso a vere equazioni.

Nonostante la giovane età, Binti è già una persona complessa. La sua identità di Himba è forte, al punto che continua a cospargersi pelle e capelli di argilla anche dopo la sua partenza. Tuttavia, c’è anche una sua identità personale legata alla matematica e sceglie di seguire quella che è una sorta di vocazione anche se sa che la sua famiglia potrebbe rinnegarla nel momento in cui la sua fuga verrà scoperta.

Fin dall’inizio, Binti si trova ad affrontare barriere di vario tipo. Essendo una Himba, viene guardata come se fosse un animale esotico da persone di altre etnie. Dopo la partenza, le cose vanno meglio perché incontra altri studenti di etnie molto diverse che sono incuriositi da Binti ma più aperti. Quando le Meduse attaccano, Binti deve affrontare barriere ben più grandi perché la sua sopravvivenza dipende dalla sua capacità di capire i motivi dietro le azioni di una specie aliena non umanoide.

La complessità della protagonista, che cerca di tenere assieme almeno alcune tradizioni della sua gente anche mentre sta scappando verso un altro pianeta con un’intensità tipica degli adolescenti, rende Binti un personaggio forte. La sua unicità la porta a fare la differenza in una situazione di vita o di morte.

“Binti” offre molto per un romanzo breve ma alcuni elementi non possono essere approfonditi, a cominciare dalla guerra tra le Meduse e il popolo umano dei Khoush. È un caso in cui i seguiti hanno un senso perché la storia di Binti viene usata da Nnedi Okorafor di raccontare molto altro di quel futuro che per molti versi è una rappresentazione fantascientifica di problemi molto attuali. Per questi motivi, ne consiglio la lettura, meglio ancora dell’intera serie.

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