Anatomik di Serge Brussolo

Anatomik di Serge Brussolo
Anatomik di Serge Brussolo

Il romanzo “Anatomik” (“Anatomik”) di Serge Brussolo è stato pubblicato per la prima volta nel 2018. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 1686 di “Urania” nella traduzione di Beppe Roncari.

Kurt Angström è un ectoplasma e ciò lo rende una spia ideale dato che nessun tipo di protezione può fermarlo e nessun sistema di sorveglianza può individuarlo. La Anatomik Biotech è ufficialmente un produttore di protesi per militari ma in realtà è un’agenzia segreta e impiega fantasmi come Kurt. Tra i suoi dipendenti c’è Willa, che ha il compito di creare identità fittizie per i fantasmi, i quali perdono la loro memoria dopo la loro morte.

Chuck Ozzborn ha combattuto nella guerra perduta dagli USA contro il Cartello dei signori della droga. Abbandonato da moglie e figlia, vive da solo nella sua cittadina dove la gente ricorda ancora la vita di prima della guerra. Normalmente non succede nulla, almeno finché ectoplasmi cominciano a invadere la cittadina e a prendere possesso dei corpi dei vivi.

Serge Brussolo è diventato celebre nel campo della fantascienza per storie estreme piene di personaggi molto sopra le righe in un’interpretazione molto personale di questo genere letterario. Nonostante ciò, nel corso della sua lunga carriera ha scritto anche molte opere per ragazzi. Ha scritto opere di parecchi generi mostrando di essere un autore eclettico e a volte i suoi romanzi non sono facilmente etichettabili.

Nel caso di “Anatomik”, uno dei protagonisti è un ectoplasma e nel corso del romanzo appaiono vari fantasmi ma questo tema è razionalizzato nell’uso di ectoplasmi come spie da un’agenzia di intelligence. Alla spia ectoplasmica Kurt Angström viene assegnata una missione che si rivela decisamente fantascientifica.

La storia, soprattutto nella sua parte iniziale, contiene un forte elemento satirico nella sua descrizione dei futuri USA, con i suoi politici castrati, la disastrosa guerra contro il Cartello della droga con tutte le sue conseguenze a lungo termine e altro ancora. Anche i personaggi sono influenzati da quei toni satirici perciò il loro sviluppo è un po’ fuori dal normale esagerandone certe caratteristiche.

Per certi versi, la parte iniziale di “Anatomik” ricorda certe storie satiriche di un altro scrittore francese, Jacques Spitz. Almeno questa è stata la mia impressione avendo letto solo alcuni romanzi di Serge Brussolo scritti negli anni in cui le sue storie di fantascienza spingevano sugli elementi surreali con toni decisamente horror e non satirici.

Uno stile più tipico delle storie di fantascienza di Serge Brussolo diventa predominante quando la storia entra nel vivo. La possessione dei vivi da parte di ectoplasmi e tutto ciò che i protagonisti scoprono nel corso del romanzo assumono toni sempre più surreali e a volte grotteschi.

Il risultato non è del tutto omogeneo, nel senso che l’impressione è di passare da un tipo di storia a un altro ben diverso in modo abbastanza repentino. Tra sorprese e colpi di scena assortiti, lo sviluppo della trama è un po’ caotico ma in un romanzo come “Anatomik” ciò non è necessariamente negativo. Il problema è che Serge Brussolo aggiunge elementi sopra elementi ottenendo alla fine una sorta di minestrone che ha uno strano “sapore”.

Il ritmo generalmente rapido, soprattutto dopo che la storia entra nel vivo, aiuta a coprire qualche problema. Serge Brussolo non è certo conosciuto come scrittore di fantascienza “hard” perciò per i suoi ammiratori tutto ciò potrebbe anche andare benissimo. Probabilmente non è tra i migliori romanzi di quest’autore ma può piacere in particolare a chi apprezza il suo stile.

2 Comments


  1. Per me che sono cresciuto con la sf classica di Clarke, Heinlein, Sheckley , Ballard, Dick ecc.ecc, e con autori come Reynolds , Bear, Egan dopo un autore come Brussolo riesce semplicemente indigesto.
    Le sue storie non vanno da nessuna parte e non sopportano la rilettura, sembrano scritte apposta per de-strutturare il genere e irriderlo al limite dello scherno.
    Quando si esagera con gli effettacci spesso e volentieri si sprofonda nel grottesco, e si mi si obietta che in fondo questa non è fantascienza (cosa sarebbe allora? weird? horror? fantasy?) io rispondo che il suo posto allora è da qualche altra, certo non su una rivista di fantascienza.

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    1. Spesso Brussolo gioca con elementi tipici della fantascienza più classica mischiandoli con elementi di altri generi. Si vede che ci sono abbastanza ammiratori in Italia per pubblicarlo su Urania.

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