Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” descrive una ricerca paleogenomica che ha tentato di ricostruire alcune migrazioni delle popolazioni barbare nel VI secolo d.C. attraverso l’Europa. Un team di ricercatori ha compiuto un’analisi multidisciplinare che include genetica, storia e archeologia per ottenere nuove informazioni sugli spostamenti di varie popolazioni durante quel periodo burrascoso. Dati genetici da 63 persone sono stati ottenuti da campioni prelevati in due cimiteri longobardi del VI secolo, uno a Szólád, nell’odierna Ungheria, e uno a Collegno, vicino a Torino, scoprendo che le persone in sepolture più ricche tendevano ad avere antenati del nord-est Europa mentre quelle in sepolure più povere tendevano ad avere antenati nel sud Europa.
Per lavori legati a grosse moli di dati genetici oggi esistono sofisticate applicazioni informatiche che hanno dato vita alla branca della biologia molecolare chiamata genomica. Quando essa viene applicata alla paleogenetica, la disciplina che generalmente studia il DNA degli antichi esseri umani, si parla di paleogenomica.
Tra il IV e l’VIII secolo d.C., con il declino e la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, vi furono alcuni secoli di forti trasformazioni in Europa con le famigerate invasioni barbariche che non furono solo saccheggi delle città romane ma in molti casi vere e proprie migrazioni. Tuttavia, la ricostruzione precisa di quegli eventi e delle varie migrazioni è ancora tutt’altro che completa e a volte è al centro di accese discussioni a causa della mancanza di dati certi che lasciano il campo a interpretazioni da parte degli studiosi.
La possibilità di recuperare il DNA di persone vissute nell’antichità permette oggi di ricostruire con precisione prima impensabile le possibili parentele tra persone sepolte in un cimitero, le loro ascendenze e chi oggi potrebbe discendere da esse. I progressi tecnologici sono sempre stati visti in maniera ambivalente dagli archeologi perché permettono di ottenre notevoli passi in avanti nelle ricerche ma ci sono studiosi che temono che gli studi finiscano confinati nei laboratori mescolando linee genetiche e culture passate. Proprio per evitare questo tipo di problemi, questa nuova ricerca multidisciplinare ha integrato genetica, storia e archeologia.
Nel caso specifico, i progressi della paleogenomica hanno permesso di ricostruire le genealogie di persone sepolte in due cimiteri legati al regno longobardo, 39 nel cimitero di Szólád e 24 in quello di Collegno. Il Professor Krishna Veeramah della Stony Brook University, uno degli autori principali, ha spiegato che è risultato che i due cimiteri siano stati organizzati attorno a uno o due clan di persone imparentate, per la stragrande maggioranza uomini.
L’immagine (cortesia Amorim et al. 2018. Tutti i diritti riservati) contiene una mappa che mostra il regno longobardo e l’antica provincia di Pannonia con le posizioni dei due cimiteri al centro di questo studio e alcuni oggetti trovati nella tomba di uno degli uomini sepolti nel cimitero di Collegno.
Cosimo Posth del Max Planck Institute for the Science of Human History, un altro degli autori principali della ricerca, ha spiegato che le analisi compiute suggeriscono che le persone con antenati settentrionali fossero immigrati mentre quelle con antenati meridionali fossero abitanti locali. Ciò è coerente con le nostre conoscenze delle invasioni barbariche in Italia.
I longobardi dominavano la maggior parte dell’Italia e avevano invaso l’antica provincia romana della Pannonia, l’odierna Ungheria, nel 568 d.C. eppure i ricercatori sono stati sorpresi dalla scoperta di quel mix di persone con diverse ascendenze genetiche. Il Professor Patrick Geary of the Institute for Advanced Study di Princeton, un altro degli autori principali della ricerca, ritiene che in quella comunità la gente fosse cosciente di quelle differenze e che esse influenzassero la loro identità sociale.
I ricercatori hanno fatto notare che i risultati di questa ricerca genetica forniscono solo ritratti limitati di quel periodo e che studi di altri cimiteri di altre regioni sono vitali per fornire altri dati per una reale comprensione di quel periodo. Le persone sepolte in un cimitero di un altro luogo, un po’ più antico o un po’ più recente potrebbero mostrare tratti genetici e un’organizzazione sociale molto diverse.
In sostanza, una ricerca genetica concentrata su persone che vissero in aree governate dai longobardi nell’epoca in cui vissero ha rivelato certe ascendenze ma in quei secoli vi furono molte migrazioni ed è per questo che Patrick Geary ha dichiarato che questo è stato solo l’inizio del lavoro suo e dei suoi colleghi. Esistono migliaia di cimiteri medievali dove potrebbero essere compiute nuove analisi genetiche per fornire nuove informazioni che aiuteranno a capire quali popolazioni si sono mescolate nel corso dei secoli per formare le attuali popolazioni europee.
