Un giorno da ricordare di Clelia Farris

La consistenza delle idee di Clelia Farris
La consistenza delle idee di Clelia Farris

Il racconto breve “Un giorno da ricordare” di Clelia Farris è stato pubblicato per la prima volta nel 2018 da Future Fiction all’interno dell’antologia “La consistenza delle idee”.

Olì è un’artista della memoria: non si limita a eliminare i ricordi brutti facendo un taglia e cuci per lasciare quelli belli ma li modifica per migliorarli. Dopo il Grande Gelo c’è molta gente che sente il bisogno di dimenticare qualcosa o comunque di avere ricordi piacevoli e come pagamento danno a Olì cibo o altri oggetti utili, anche da barattare.

“Un giorno da ricordare” è ambientato in un futuro che segue notevoli cambiamenti ambientali. Nel racconto ci sono vari riferimenti geografici che fanno pensare che esso sia ambientato a Cagliari ma si tratta di un luogo ben diverso da quello attuale, dov’è nata Clelia Farris: è in parte sommerso e c’è stato il Grande Gelo, un evento che ha portato alla formazione di una crosta di ghiaccio sulla superficie del mare.

Nonostante quegli eventi, nell’area c’è ancora una comunità formata da persone che sopravvivono come possono. Tra di esse c’è Olì, un’artista capace di modificare i ricordi delle persone. Non è la sua attività preferita e preferirebbe dedicarsi ad altri progetti ispirandosi all’artista Salvador Dalí ma in qualche modo deve guadagnarsi da vivere.

Clelia Farris non spiega come faccia Olì a operare sui ricordi altrui perché a lei interessa parlare delle persone nel racconto e di cosa possa significare eliminare o almeno modificare i loro ricordi. Abbellirli può sembrare una bella cosa ma quali possono essere le conseguenze? I ricordi sono fondamentali nel formare una persona, che effetto può avere la loro modifica sull’identità di qualcuno?

Il racconto è concentrato su sentimenti ed emozioni, soprattutto quelli di Olì, legati ai suoi rapporti con la sua arte e all’uso che ne fa. Attorno a lei ci sono vari altri personaggi, alcuni bizzarri, che si muovono tra le isole e gli edifici semisommersi in cui vivono. Vediamo qualche frammento della loro vita, generalmente non molto positivo.

Per molti versi sembra che gli abitanti dell’area siano rassegnati alla loro situazione ed eliminare certi ricordi contribuisce a vivere nel presente e poco più. Ciò perché oltre a formare l’identità i ricordi del passato costituiscono le basi per costruire il futuro. “Un giorno da ricordare” è per molti versi triste ma Clelia Farris riesce a offrire una speranza. È appropriato dire che questi temi lo rendono un racconto da ricordare.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *