
Un articolo pubblicato sulla rivista “Genome Biology” descrive una ricerca su alcuni trasposoni, chiamati comunemente geni saltellanti perché possono spostarsi all’interno del DNA di un organismo, tipicamente lasciando copie di se stessi nella locazione originaria. Un team di ricercatori ha cercato le tracce di 2 trasposoni, identificati come L1 e BovB, in 759 specie di piante, animali e funghi. La loro teoria è che siano diventati parti del DNA dei mammiferi attraverso un trasferimento genico orizzontale, quindi acquisendoli da un’altra specie.
Il trasposone L1 (LINE-1) è associato a forme di cancro e a disturbi neurologici perciò il suo studio è importante anche per le ricerche mediche per la possibilità di fornire nuove informazioni sull’evoluzione di quelle malattie. Esso è comune in piante e animali mentre è raro nei funghi. Un risultato sorprendente è che manca negli ornitorinchi e nelle echidne, un fatto che suggerisce che sia entrato a far parte del DNA dei mammiferi dopo la separazione con l’ordine dei monotremi a cui appartengono quelle specie.
La dottoressa Atma Ivancevic dell’Università di Adelaide, tra gli autori della ricerca, ha fatto notare che la maggior parte degli studi ha esaminato solo una quantità limitata di specie non trovando prove del trasferimento del trasposone L1. Il suo team ha invece esaminato quante più specie possibile.
Il gene saltellante BovB (Bovine-B) sembra molto più giovane di L1. Per la precisione, si tratta di un retrotrasposone, cioè di un gene saltellante che è sempre costituito da un pezzo di DNA ma si moltiplica non direttamente bensì attraverso l’intermediazione dell’RNA.
Scoperto per la prima volta nelle mucche, è stato successivamente identificato in altre specie che includono rettili, elefanti e marsupiali. Questa nuova ricerca l’ha scoperto anche in rane e pipistrelli con trasferimenti tra i due gruppi. I possibili vettori per quei trasferimenti potrebbero essere stati costituiti da zecche e altri parassiti come sanguisughe e locuste.
L’immagine (Cortesia Università di Adelaide. Tutti i diritti riservati) mostra una rappresentazione grafica di come il retrotrasposone BovB è apparso in specie molto diverse nell’albero evolutivo. Essa mostra come un gene saltellante possa finire non più in una diversa locazione nel DNA della specie originale bensì in un’altra specie attraverso il trasferimento genico orizzontale.
Secondo i ricercatori, il retrotrasposone BovB si è diffuso più di quanto precedenti studi avessero riconosciuto. Ciò rende ancor più importante capire i meccanismi del trasferimento genico orizzontale, anche pensando alla sua influenza sull’evoluzione delle specie che ricevono nuovi geni.
Il professor David Adelson dell’Università di Adelaide, che ha guidato questa ricerca, pensa che il suo team ha appena cominciato a grattare la superficie per quanto riguarda i trasferimenti genici orizzontali. Ha fatto notare che sono molte altre specie su cui indagare e altri tipi di geni saltellanti e il suo team intende studiare anche specie di insetti e la possibilità che anche specie acquatiche possano essere vettori di trasferimenti genici orizzontali. È una nuova frontiera delle indagini genetiche su mutazioni e tutto ciò che ne consegue.
