
Il romanzo “The Deviant Strain” di Justin Richards è stato pubblicato per la prima volta nel 2005. È al momento inedito in Italia.
Una richiesta di soccorso viene captata dal Tardis e quando il Nono Dottore e Rose Tyler vengono a controllare il Dottore dice che è tutto a posto perché qualcuno ha risposto. Il Capitano Jack Harkness ammette di essere stato lui a rispondere e a quel punto i viaggiatori non possono che andare all’origine del segnale, sulla Terra all’inizio del XXI secolo.
Il Tardis porta i viaggiatori sulla penisola di Novrosk, dove c’è una vecchia base navale sovietica, ormai abbandonata. Quando arrivano le forze speciali russe, è chiaro che è successo qualcosa di grave e il Colonnello Levin che dirige l’operazione spiega che un corpo in pessime condizioni è stato trovato nel cerchio di pietre esistente nell’area. Chi o cosa l’ha ridotto così?
“The Deviant Strain” fa parte di una collana di romanzi connessi alla nuova serie di “Doctor Who”. Essi sono orientati ad un ampio pubblico essendo abbastanza lineari da essere apprezzati anche da lettori molto giovani ma abbastanza sofisticati da poter interessare anche lettori più maturi.
Questo romanzo è ambientato nel corso della prima stagione della nuova serie di “Doctor Who”, dopo che il Nono Dottore e Rose Tyler hanno incontrato il Capitano Jack Harkness e lui ha cominciato a viaggiare assieme a loro. Per chi lo legge anni dopo aver visto gli episodi televisivi e magari dopo aver visto anche “Torchwood” è importante ricordare che in quel periodo Jack è ancora un mortale.
Il tipo di storia raccontata in “The Deviant Strain” è abbastanza standard, nel senso che i protagonisti arrivano in una cittadina sperduta che sopravvive dopo la chiusura della vicina base navale sovietica e scoprono che sta succedendo qualcosa di strano. Una morte misteriosa viene attribuita da alcuni abitanti locali al Vourdulak, una sorta di vampiro e qualche autorità ha ritenuto necessario inviare le forze speciali russe a indagare.
Grazie alla carta psichica, la presenza del Dottore e dei suoi compagni viene accettata dai militari e assieme cominciano a indagare sulla strana morte. La storia è una sorta di thriller fantascientifico in cui pian piano vari segreti vengono svelati ma allo stesso tempo le persone coinvolte nell’indagine e gli abitanti locali rischiano continuamente la vita.
L’atmosfera carica di un costante senso di minaccia costituisce secondo me la parte migliore di “The Deviant Strain”. È una storia con molta azione che spesso vede i personaggi cercare di salvarsi la vita. In questi casi sappiamo già che i protagonisti sopravviveranno ma agli altri può succedere qualsiasi cosa e a volte questo dà qualche brivido. L’efficace descrizione dell’ambientazione post URSS con la cittadina in decadenza dopo la chiusura della base navale locale aiuta il lettore ad avvertire la tensione.
Purtroppo “The Deviant Strain” non funziona molto nella caratterizzazione dei protagonisti, che risulta piuttosto piatta. In particolare, il Capitano Jack Harkness è un personaggio che in TV è davvero spumeggiante perciò la sua piattezza nel romanzo risulta ancor più deludente per il contrasto.
Per altri personaggi Justin Richards usa qualche cliché come quello dei russi che bevono sempre vodka ma in quel caso è comprensibile che i limiti di lunghezza del romanzo impongano il ricorso a questi “trucchi”. Il vero problema riguarda i protagonisti ed è un peccato perché secondo me “The Deviant Strain” aveva un bel potenziale anche se la storia non è esattamente originale.
Il risultato è un romanzo che secondo me funziona soprattutto come thriller fantascientifico. Paradossalmente, per le sue caratteristiche potrebbe piacere più ai fan di questo sottogenere che ai lettori interessati a un buon romanzo di “Doctor Who”. Alla fine, mi sento di consigliarlo più che altro ai fan della saga che vogliono avere la collezione completa di libri legati ad essa.
