
Il racconto “Buddhagram” di Chen Qiufan è stato pubblicato per la prima volta nel 2011. In Italia è stato pubblicato da Mincione Edizioni in e-book nella collana “Future Fiction” e in una seconda edizione ampliata nella traduzione di Alessandra Cristallini.
Zhou Chongbo ha un’idea per lanciare Buddhagram: cercare un monaco famoso e rispettato che consacri l’app – “che vi porti l’illuminazione” – così che ogni immagine che scatterà diventerà un amuleto per allontanare il male. Quest’idea di un’economia di condivisione delle benedizioni finisce però per avere conseguenze impreviste.
Chen Qiufan, conosciuto anche con il nome d’arte Stanley Chan, ha lavorato come esperto di marketing per Google e Baidu in Cina perciò ha un’esperienza diretta in questo campo. Di conseguenza, come scrittore ha potuto attingervi per creare una storia che mette assieme app, marketing e buddhismo.
Il protagonista Zhou Chongbo cerca un’idea per lanciare al meglio una nuova app ma quando pensa di aver trovato quella perfetta cominciano le complicazioni. Il racconto ha per buona parte toni perfino comici con il povero Zhou Chongbo che deve destreggiarsi tra la pressione che gli mette il suo capo, la moglie neo-luddista e altro problemi ma i temi del racconto sono seri.
“Buddhagram” ambientato in Cina ma certe situazioni potrebbero essere facilmente applicate ad altre nazioni in cui sono diffuse le tecnologie moderne. Il mix di queste tecnologie e di tradizioni religiose potrebbe essere facilmente adattato ad altre realtà ed è comunque comprensibile per il lettore.
L’autore mescola in “Buddhagram” speculazioni scientifiche con altre filosofico-religiose. Lo fa ispirandosi ad Arthur C. Clarke, di cui cita una celebre legge modificandola leggermente per l’occasione in: “Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile, a prima vista, dalla magia buddhista.”. Quest’omaggio è un riconoscimento esplicito di un’ispirazione ben più profonda facilmente riconoscibile dai lettori che conoscono Clarke.
Chen Qiufan rielabora alcuni temi di Clarke a modo suo in un racconto diviso in 8 capitoli (8 è un numero fortunato nella cultura cinese) numerati in binario. In “Buddhagram” è importante anche il tema del gioco e il concetto di Personaggi Non Giocanti (PNG).
Alla fine, nonostante certi toni leggeri, “Buddhagram” contiene vari temi seri tra il sacro e il profano e rileggerlo può aiutare a riflettere su vari dettagli del racconto.
