Quake venne lanciato 20 anni fa

Schermata di
Schermata di “Quake”

Il 22 giugno 1996 id Software rilasciò la versione shareware per MS-DOS del videogioco “Quake”. Essa comprendeva il primo dei quattro episodi inclusi nella versione commerciale completa che cominciò a essere venduta anche assieme ad alcune mappe create per le partite in modalità multiplayer.

Dopo il successo di “Doom” e “Doom II” id Software esplorò varie idee per decidere le linee guida per lo sviluppo di un nuovo videogioco. Alla fine, venne deciso di creare un altro FPS con un’ambientazione gotica e influenze lovecraftiane. Un soldato deve dare la caccia a un nemico alieno chiamato in codice “Quake” che sta utilizzando dei teletrasporti per attaccare la Terra.

Come nei precedenti successi di id Software, nella modalità single player di “Quake” il giocatore deve passare attraverso una serie di livelli in cui può trovare armi, munizioni e vari bonus oltre a chiavi e altro ancora inclusi alcuni segreti. Ci sono vari nemici da eliminare nei vari livelli con un livello di difficoltà che può essere scelto all’inizio della partita.

“Quake” segnò l’introduzione di varie novità tecniche che rappresentarono notevoli passi in avanti rispetto a “Doom”. Il motore grafico più avanzato fu anche uno dei primi a supportare l’accelerazione 3D, che venne migliorata nel corso del tempo. Il supporto OpenGL è accreditato per aver contribuito alla forte promozione delle schede grafiche con l’accelerazione 3D.

Anche lo sviluppo della modalità multiplayer contribuì al successo di “Quake” assieme alla diffusione dei collegamenti a Internet nella seconda metà degli anni ’90. La possibilità di giocare in rete rese i deathmatch sempre più popolari e pian piano questa modalità diventò sempre più importante. Per questo motivo, pochi mesi dopo l’uscita di “Quake”, id Software rilasciò “QuakeWorld”, una versione in cui la gestione dei deathmatch multiplayer era stata migliorata.

Un altro passo in avanti rispetto a “Doom” fu rappresentato dalla possibilità di modificare il gioco. Oltre a nuovi livelli, divenne possibile creare “mod”, versioni pesantemente modificate del gioco con nuova grafica, audio e perfino nuove modalità di gioco.

Mentenere i punti di forza di pietre miliari degli sparatutto in prima persona “Wolfenstein 3D” e “Doom” apportando vari miglioramenti portò “Quake” a diventare rapidamente un nuovo grande successo di questo genere di videogiochi. Nel 1997 cominciarono a essere disponibili anche i port su altre piattaforme, che significa diversi sistemi operativi ma anche console.

Nel 1997 cominciarono a essere rilasciati i “mission pack” e successivamente anche “Quake II”, che non è un vero seguito del gioco originale perché la storia alla sua base, l’ambientazione fantascientifica, varie armi e altre caratteristiche sono diverse.

Un grande salto in avanti venne fatto nel 1999, con il rilascio di “Quake III Arena”, soprattutto per il fatto che puntò tutto sulla modalità multiplayer. La modalità single player esisteva ancora ma il gioco non seguiva più una trama ma si limitava a simulare un deathmatch in cui il giocatore affrontava bot al posto di avversari umani.

“Quake III Arena” venne costruito su un nuovo motore grafico ancor più avanzato che richiedeva l’accelerazione 3D. L’ambientazione mescolava elementi fantascientifici e gotici dei capitoli precedenti in un nuovo videogioco concentrato ormai solo sullo scontro tra giocatori.

Mettere da parte elementi di successo come i labirinti, le chiavi e la trama, che avevano segnato grandi successi negli anni precedenti fu una scommessa che venne vinta da id Software. “Quake III Arena” divenne la nuova base per un nuovo ecosistema di “mod”. Vari port ed expansion pack contribuirono ulteriormente ad un nuovo successo.

Nel 2005 venne rilasciato “Quake 4”. Venne basato su un motore grafico ancor più avanzato e dotato di una modalità single player che è un seguito di “Quake 2”. La modalità multiplayer è anch’essa più simile a quella dei primi capitoli della saga.

Nel 2011 venne rilasciato “Enemy Territory: Quake Wars”, che almeno per ora è l’ultimo capitolo della saga. Si tratta di un prequel di “Quake 2” simile a “Wolfenstein: Enemy Territory” ma con ambientazione fantascientifica.

Nel corso degli anni, i motori grafici usati per i videogiochi della serie sono stati rilasciati come Software libero / open source. La conseguenza è stata una notevole espansione dell’ecosistema, soprattutto quello basato sul motore grafico di “Quake III Arena” con la creazione di tanti altri videogiochi.

Personalmente sono arrivato tardi a “Quake”: quando venne rilasciato il primo gioco ero ancora impegnato con “Doom II”, “Quake 2” era davvero pesante per il PC che avevo allora e quando ho scoperto “Quake III Arena” c’erano già giochi liberi / open source basati sul suo motore grafico per cui passai presto a “Open Arena” e successivamente anche ad altri giochi di quell’ecosistema.

Alla fine, la saga di “Quake” è importante nel campo dei videogiochi per vari motivi.  I vari capitoli hanno avuto un successo diretto, hanno contribuito a rendere popolari le partite via Internet e i motori grafici rilasciati come Software libero / open source hanno permesso la nascita di tanti altri bellissimi videogiochi.

Schermata di
Schermata di “Quake III Arena”

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