
Un articolo pubblicato sulla rivista “Scientific Reports” descrive l’analisi di un rettile ittiosauriforme vissuto all’inizio del periodo Triassico, circa 248 milioni di anni fa, nell’odierna provincia di Anhui in Cina. Chiamato Sclerocormus parviceps, ha caratteristiche ben diverse dalla maggior parte degli altri membri dello stesso gruppo. Ciò mostra che questi rettili marini si erano evoluti e diversificati rapidamente dopo la grande estinzione della fine del periodo Permiano, molto più di quanto si pensasse.
Le forme di vita marine erano state colpite in maniera particolarmente devastante dalla grande estinzione della fine del Permiano e si stima che addirittura il 96% delle specie marine si estinsero. Per molto tempo gli scienziati hanno pensato che i rettili marini primordiali si siano evoluti lentamente dopo quella catastrofe ma negli ultimi anni nuove scoperte stanno mostrando che le cose andarono in maniera diversa.
Non molti fossili di rettili marini risalenti al Triassico inferiore sono stati trovati perciò ogni nuova specie può costringere i paleontologi a rivedere le loro teorie. Poco più di due anni fa uno studio suggerì che nuovi predatori emersero rapidamente all’inizio del Triassico includendo rettili marini e ora questa nuova ricerca mostra che anche tra gli gli ittiosauriformi l’evoluzione fu rapida.
Gli ittiosauriformi (Ichthyosauriformes) comprendono anche gli ittiosauri (ordine Ichthyosauria), il cui aspetto era superficialmente simile a quello degli odierni pesci e cetacei. Lo Sclerocormus parviceps era lungo circa 1,6 metri con una coda che da sola aveva una lunghezza di circa 92 centimetri. Le sue caratteristiche ben diverse da quelle dei suoi parenti mostrano un’evoluzione rapida con una notevole diversificazione avvenuta in pochi milioni di anni.
In genere gli ittiosauri avevano musi lunghi a becco e potenti pinne caudali. Molti di essi avevano denti conici per catturare le loro prede. Lo Sclerocormus parviceps aveva un muso molto più corto rispetto agli ittiosauri, una coda lunga come una frusta senza pinne ed era senza denti. Probabilmente usava il suo muso per generare pressione e succhiare il cibo.
La scoperta dello Sclerocormus parviceps è molto interessante perché ci fornisce nuovi indizi sul recupero degli ecosistemi dopo la devastante estinzione di fine Permiano. Ogni nuovo fossile risalente al Triassico inferiore ci permette di capire meglio come la vita risponde a pressioni ambientali così estreme.
