
Il romanzo “Great North Road” di Peter F. Hamilton è stato pubblicato per la prima volta nel 2012. È al momento inedito in Italia.
L’anno 2143 comincia in maniera complicata per il detective Sidney Hurst della polizia di Newcastle quando arriva sul luogo di un omicidio. La vittima è un membro della potentissima famiglia North e ciò significa che si tratta di un caso di altissimo profilo. Il caso diventa subito più complicato quando le ferite riportate dalla vittima risultano le stesse rilevate in un omicidio avvenuto vent’anni prima, commesso sul pianeta St Libra, in cui una delle vittime era uno dei maggiori esponenti della famiglia North.
Angela Tramelo, che era stata condannata per quel vecchio omicidio multiplo, aveva sempre sostenuto che il vero colpevole era un alieno ma non era stata creduta perché nessuno aveva trovato tracce di presenze aliene sulla scena del delitto. Il caso viene riaperto e Angela viene affidata alla custodia della Human Defence Alliance (HDA), che intende iniziare una spedizione su St Libra per indagare su una possibile presenza aliena che potrebbe minacciare il maggior produttore di bio-carburante e forse l’intera umanità.
Peter F. Hamilton è noto soprattutto per le sue space opera che di fatto sono lunghissimi romanzi divisi in due o tre libri. Invece, “Great North Road” è un romanzo unico che ha poco della space opera e racconta una storia indipendente che ha una fine. Rimane la lunghezza, quasi 1.100 pagine nell’edizione rilegata, data dalle sottotrame in cui il romanzo è diviso, come tipico di quest’autore.
“Great North Road” comincia come un giallo fantascientifico, con la scoperta di un omicidio. Risulta subito chiaro che non si tratta di un crimine comune perché la vittima è un membro della famiglia North. L’uomo non viene identificato con precisione perché non ha con se alcun documento personale ma i North sono cloni perciò sono facilmente riconoscibili.
Le conseguenze di questo crimine portano ad un complesso sviluppo della storia con la progressiva introduzione di molti personaggi e di tecnologie future per farci conoscere quest’universo narrativo. Il futuro raccontato da Peter F. Hamilton non è molto diverso dal nostro nonostante i progressi tecnologici, che includono la possibilità di aprire tunnel spaziali che portano istantaneamente su altri pianeti, perciò per il lettore non è difficile comprendere le azioni dei personaggi.
Nel futuro di “Great North Road” i carburanti fossili sono stati sostituiti non da fonti rinnovabili ma da biocarburanti. Il maggior produttore è il pianeta St Libra grazie all’attività di una parte della famiglia North. È lì che si svolge una delle sottotrame del romanzo e il collegamento tra un omicidio plurimo avvenuto nel passato e quello scoperto al suo inizio rappresenta il mistero base della storia.
Il modo in cui il clone North è stato ucciso è identico a quello usato per uccidere un gruppo di persone, incluso un altro North, vent’anni prima. Angela Tramelo, che era stata condannata per quegli omicidi, ha la possibilità di dimostrare finalmente la sua innocenza ma la sua inclusione in una spedizione militare gestita dalla Human Defence Alliance contribuisce a rendere il mistero più fitto.
Le sottotrame che riguardano l’indagine della polizia di Newcastle e la spedizione su St Libra sono le principali di “Great North Road”. Vari elementi del mistero attorno agli omicidi vengono svelati nel corso del romanzo in una storia che assume molte ramificazioni diverse che riguardano la famiglia North ma anche altri personaggi, soprattutto Angela Tramelo.
“Great North Road” è anche la storia del mistero attorno ad Angela Tramelo. È l’unica sopravvissuta a quel vecchio massacro avvenuto nella villa di uno dei più importanti esponenti della famiglia North, dove sostanzialmente lavorava come prostituta al suo servizio esclusivo.
Dopo vent’anni trascorsi in prigione, l’aspetto di Angela non è cambiato minimamente grazie ad un trattamento di longevità che però è costosissimo, tanto che solo le persone più ricche possono permetterselo. Ben presto, risulta evidente che Angela nasconde qualcosa e la scoperta dei suoi segreti, anche tramite flashback sul suo passato, procede in parallelo con quella dell’indagine sulla possibile presenza aliena su St Libra.
Le due sottotrame principali sono legate alle due possibili soluzioni del mistero degli omicidi. L’indagine portata avanti a Newcastle fa pensare sempre più ai poliziotti che siano il risultato di una guerra economica tra multinazionali, forse addirittura di uno scontro all’interno della famiglia North. Al contrario, la spedizione su St Libra fa pensare sempre di più ai suoi capi che ci sia davvero una presenza aliena.
La complessità della storia, con tanti indizi apparentemente contraddittori, è usata da Peter F. Hamilton per rendere interessante un romanzo così lungo. L’autore semina qua e là vari indizi che possono aiutare il lettore a capire come mai le indagini a Newcastle portino sempre di più a conclusioni che apparentemente contrastano con ciò che succede su St Libra, dove qualcosa comincia ad attaccare i membri della spedizione della HDA uccidendo facilmente militari ben addestrati.
Inevitabilmente, il ritmo è più elevato nella sottotrama ambientata su St Libra, dove c’è tanta azione. Banalizzandole all’estremo, è come se Peter F. Hamilton avesse messo assieme la trama del film “Predator” per la sottotrama ambientata su St Libra con quella di CSI per la sottotrama ambientata a Newcastle. L’omicidio di un North è di altissimo profilo perciò le indagini vengono supervisionate ad alti livelli e il detective Sidney Hurst deve gestire anche i suoi superiori. Per questo motivo, il ritmo di quella sottotrama tende ad essere lento.
Come se la storia non fosse abbastanza complessa, c’è la questione degli alieni. La HDA è stata formata alla fine del XXI secolo per combattere la minaccia Zanth. Si tratta di un’entità aliena potenzialmente molto distruttiva ma dopo decenni gli umani non sono ancora riusciti a comprenderla davvero. Molti membri della HDA hanno profonde convinzioni religiose e questo è uno dei temi della sottotrama ambientata su St Libra.
In “Great North Road” ci sono moltissimi personaggi. Quelli importanti sono ben sviluppati e nel corso del romanzo Peter F. Hamilton ci svela la loro personalità, i loro desideri e aspirazioni, le loro motivazioni. Di alcuni vengono svelati anche vari segreti, che sono una delle basi del romanzo.
Forse la conclusione è un po’ troppo semplice per un romanzo così lungo e complesso ma secondo me “Great North Road” è molto buono. Se non vi spaventano le storie piene di ramificazioni e vi piacciono quelle piene di misteri è un romanzo da leggere assolutamente.
