Vitals di Greg Bear

Vitals di Greg Bear
Vitals di Greg Bear

Il romanzo “Vitals” di Greg Bear è stato pubblicato per la prima volta nel 2002. È al momento inedito in Italia.

Hal Cousins è uno scienziato che sta lavorando su biotecnologie connesse alla longevità. Per scoprire il modo di vincere l’invecchiamento deve effettuare una spedizione nelle profondità dell’Oceano Pacifico. Trova finanziamenti da un miliardario interessato a vivere per millenni e nel corso di una spedizione marina riesce a trovare le creature che secondo lui hanno i geni giusti per trovare i segreti della longevità.

Quando le cose sembrano mettersi per il meglio, Hal Cousins si trova invece nei guai. L’uomo che viaggia con lui nel piccolo sottomarino si comporta in maniera sempre più irrazionale e cerca di ucciderlo. Cousins riesce a salvarsi e a tornare in superficie, dove scopre che sulla nave base della spedizione un membro dell’equipaggio ha ucciso alcuni degli scienziati. Come se non bastasse, scopre che suo fratello gemello, che sta lavorando a ricerche simili, è stato ucciso, un altro evento che gli fa pensare che qualcuno davvero non voglia che certi segreti vengano scoperti.

La biologia è uno dei campi che hanno fornito maggiori ispirazioni a Greg Bear nel corso della sua carriera. Pochissimi anni prima l’autore aveva vinto il premio Nebula con il romanzo “Il risveglio di Erode“, in cui forti basi biologiche vengono utilizzate per creare una storia fantascientifica. Sembra quasi che Bear abbia pensato di avere sufficiente materiale per scrivere anche un’altra storia totalmente separata perché “Vitals” è il frutto di un approccio simile.

In “Vitals”, Greg Bear usa elementi con fondamenti scientifici riguardanti i meccanismi dell’invecchiamento ma anche i sistemi biologici, cioè network che si applicano a organismi in cui più individui possono in qualche modo lavorare assieme, in questo caso composti da batteri. L’autore usa queste basi per costruire un thriller in cui uno scienziato scopre una cospirazione di cui rischia di essere una delle vittime.

Già ne “Il risveglio di Erode” Greg Bear aveva utilizzato alcuni elementi storici riguardanti l’URSS. In “Vitals”, fa riferimento a ricerche biologiche compiute nell’epoca di Stalin e nel corso del tempo attorno a queste storie sono state costruite speculazioni anche molto azzardate. Per un romanzo in cui una cospirazione è centrale non c’è nulla di meglio che sfruttare tali speculazioni.

Quando Hal Cousins, uno scienziato che lavora ai segreti della longevità, riesce a trovare batteri imparentati con antichissime forme di vita, si rende conto che qualcuno non vuole che certe ricerche diano risultati. Cercando di sfuggire a vari tentativi di ucciderlo, viene in contatto con Rudy Banning, un bizzarro personaggio la cui mente sembra stata alterata.

Per cercare di salvarsi, Hal Cousins deve cercare di scoprire chi sono i cospiratori e quali biotecnologie utilizzano ma le sue indagini lo espongono maggiormente al pericolo. Nel corso della sua ricerca della verità, si rende sempre più conto che la morte è solo una delle possibili conseguenze dell’intervento dei cospiratori e non necessariamente la peggiore.

“Vitals” è sviluppato come thriller con elementi fantascientifici ma da questo punto di vista non è eccezionale. Chi abbia già letto thriller basati su cospirazioni e alterazioni mentali troverà elementi decisamente familiari, nulla di originale. L’impressione è che Greg Bear abbia una conoscenza limitata di questo genere e lo usi solo per sviluppare le sue speculazioni biologiche. Nel romanzo c’è perfino un ripetuto uso dell’espressione “Manhattan Candidate” ma dal contesto sembra che dovrebbe essere “Manchurian Candidate”.

In “Vitals” si vede chiaramente che Greg Bear dà il meglio di sé nell’estrapolazione da basi scientifiche. La sua bravura è quella di saper rendere realistiche speculazioni che a volte sono davvero azzardate proprio perché le sviluppa da elementi reali con razionalità. Anche in questo romanzo, questa è la parte migliore ma stavolta non è sufficiente.

Il fatto che “Vitals” sia raccontato in prima persona, per la maggior parte dal punto di vista di Hal Cousins e in due parti da quello di Ben bridger, non aiuta. La cospirazione è davvero vasta e inevitabilmente i narratori ne scoprono solo una parte tra continui colpi di scena.

Greg Bear conclude il romanzo con un epilogo in cui Hal Cousins cerca di mettere ordine negli eventi: con la scusa di far cercare al protagonista di capirci di più l’autore cerca di aiutare il lettore, che può essere rimasto confuso da eventi che rimangono in parte oscuri.

Il fatto che rimanga qualche mistero non è necessariamente un difetto ma in questo caso aggiunge confusione a confusione. Ad esempio, nel romanzo appaiono parecchi personaggi ma solo pochissimi di essi sono davvero sviluppati e in una storia di alterazioni mentali questo è un problema.

Per questi motivi, “Vitals” è considerato ben lontano dalle opere migliori di Greg Bear, anzi per molti è tra i suoi peggiori. Secondo me le speculazioni scientifiche sono molto intriganti ma per il resto non l’ho trovato molto interessante. Può comunque piacere ai fan di quest’autore e a chi è interessato a speculazioni nel campo della biologia.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *