Il risveglio di Erode di Greg Bear

Il risveglio di Erode di Greg Bear (Edizione americana)
Il risveglio di Erode di Greg Bear (Edizione americana)

Il romanzo “Il risveglio di Erode” (“Darwin’s Radio”) di Greg Bear è stato pubblicato per la prima volta nel 1999. Ha vinto il premio Nebula come miglior romanzo dell’anno. In Italia è stato pubblicato da anucci nel n. 1 di “Collezione Immaginario. Solaria” e nel n. 20 di “Tascabili Immaginario”.

Il paleontologo Mitch Rafelson è in Austria, dove viene portato in una grotta sulle Alpi in cui sono state trovate alcune mummie davvero particolari. Si tratta infatti di una coppia di neanderthal ma assieme a loro c’è una neonata che mostra caratteristiche degli esseri umani moderni.

Kaye Lang è una genetista specializzata in endovirus che viene chiamata per studiare dei cadaveri ritrovati in una fossa comune nella Repubblica di Georgia. Inizialmente sembrava trattarsi di vittime risalenti all’epoca di Stalin ma risultano essere molto più recenti. Tra di esse ci sono neonati che mostrano caratteristiche anomale. Quando Lang cerca di approfondire lo studio, il governo locale manda via tutti gli stranieri sul luogo.

Un’improvvisa impennata nella quantità di aborti spontanei porta il governo americano a creare un gruppo che indaghi sulle cause. Kaye Lang viene chiamata a farne parte e si rende conto che un endovirus potrebbe esserne la causa. Il problema diventa più complesso quando lei e pochissimi altri pensano che non si tratti di una malattia ma di un meccanismo biologico più complesso legato all’evoluzione.

In parecchi suoi romanzi, Greg Bear ha raccontato storie di eventi che hanno una profonda influenza sulla storia del mondo, anche in senso distruttivo. “Il risveglio di Erode” può sembrare inizialmente un altro romanzo di questo genere con la genetica come tema di base al posto della nanotecnologia. In realtà, ci sono differenze importanti.

Nei suoi precedenti romanzi più o meno catastrofici, c’era una minaccia esterna che poteva essere di natura aliena o un’invenzione con conseguenze inaspettate. “Il risveglio di Erode” propone invece quella che può essere considerata una minaccia per l’umanità che però viene dall’interno. Si tratta infatti di un endovirus, cioè di un virus o di un retrovirus che in un passato forse molto remoto è stato assorbito nel DNA di qualche antenato degli esseri umani.

A causa dell’argomento, “Il risveglio di Erode” è un romanzo di fantascienza “hard” in cui il lato scientifico è basilare. Greg Bear scrive abitualmente quel tipo di fantascienza e in questo caso la scienza domina la storia in maniera forte anche per gli standard di quest’autore.

In altri romanzi, Greg Bear inseriva elementi scientifici e tecnologici inventati, ne “Il risveglio di Erode” le informazioni sulle ricerche genetiche sono molto vicine alla realtà con basi reali. Ovviamente, c’è una notevole speculazione, uno dei punti forti di quest’autore, ma molti elementi sono scientifici, non fantascientifici.

Greg Bear ha basato questo romanzo sull’effettiva esistenza degli endovirus ma anche su reali ricerche su sistemi biologici, cioè network che si applicano a organismi in cui più individui possono in qualche modo lavorare assieme. Un esempio tipico sono gli alveari ma ci sono altre ricerche che studiano ad esempio le dinamiche che nascono tra gli alberi di un bosco.

Organismi diversi possono scambiarsi segnali biochimici anche complessi che possono portare a modifiche nel sistema. In questo romanzo l’idea è che un endovirus che per millenni rimane inattivo può riattivarsi e dare inizio a modifiche nel DNA degli esseri umani. In un tempo davvero breve, ciò può portare ad un salto evolutivo con una nuova specie che emerge in una sola generazione.

“Il risveglio di Erode” ha forti basi scientifiche ma Greg Bear guarda sempre anche il lato umano delle sue storie. In questo caso, le reazioni agli effetti dell’endovirus sono per lo più negative. L’umanità è disastrosamente impreparata a ciò che sta accadendo e in molti casi la conseguenza è che le madri e i figli mutanti vengono addirittura uccisi.

Il governo americano cerca una cura a quella che viene considerata una malattia e le donne vengono progressivamente isolate in una quarantena sempre più allargata. Kaye Lang e pochissimi altri capiscono che in realtà l’endovirus ha effetti a lungo termine che non sono mortali, anzi portano alla nascita di una nuova specie vivente.

Molti non credono a Kaye Lang, altri non vogliono crederle per vari motivi, molti altri non capiscono cosa stia succedendo perciò sono sempre più agitati. I governanti tendono a fornire solo le informazioni che ritengono utili, per il bene del popolo, s’intende. Le rassicurazioni ufficiali hanno però un effetto limitato.

“Il risveglio di Erode” ha molti personaggi e onestamente solo quelli principali sono realmente sviluppati. Perfino alcuni personaggi importanti risentono dell’uso di qualche cliché: gli interessi personali, le paure e le paranoie di singoli personaggi dovrebbero rappresentare anche le reazioni di parti della popolazione ad un fenomeno globale davvero unico ma non sempre questo funziona.

Un altro problema del romanzo è che il ritmo tende a essere lento. Questo è inevitabile in una storia in cui il lato scientifico è così approfondito ma capisco che per qualcuno una tale lettura possa diventare pesante. “Il risveglio di Erode” è lungo e, pur avendo un finale, lascia la vicenda di fondo aperta ad un seguito.

Secondo me, “Il risveglio di Erode” contiene eccellente speculazioni scientifiche mentre è meno buono sotto gli altri punti di vista. I suoi pregi mi sembrano comunque maggiori dei difetti perciò se vi piacciono le storie di fantascienza “hard” ve ne consiglio la lettura.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *