I resti della supernova di Tycho sono riscaldati da un’onda d’urto a Mach 1000

I resti della supernova di Tycho fotografati dal telescopio spaziale Chandra (Immagine raggi X: NASA/CXC/Rutgers/K. Eriksen et al.; Ottica (sfondo stellato): DSS)
I resti della supernova di Tycho fotografati dal telescopio spaziale Chandra (Immagine raggi X: NASA/CXC/Rutgers/K. Eriksen et al.; Ottica (sfondo stellato): DSS)

Un gruppo di ricercatori dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics (CfA) ha scoperto un’onda d’urto inversa nei resti della supernova di Tycho. Essa si sta muovendo verso l’interno del nucleo rimasto ad una velocità di circa Mach 1.000, cioè 1.000 volte la velocità del suono. Questo fenomeno sta scaldando il nucleo causando un’emissione di raggi X.

La supernova di Tycho è conosciuta in questo modo anche se ufficialmente si chiama SN 1572 perché la sua osservazione venne registrata per la prima volta l’11 novembre 1572 dall’astronomo Tycho Brahe. Per alcuni mesi fu visibile a occhio nudo e al suo culmine fu addirittura più luminosa di Venere. Altri astronomi la individuarono anche prima ma Brahe pubblicò su di essa il saggio “De nova et nullius aevi memoria prius visa stella”.

Osservazioni effettuate nel corso del XX secolo con strumenti molto più sofisticati di quelli a disposizione di Tycho Brahe e dei suoi contemporanei hanno permesso di stabilire che si trattò di una supernova di tipo Ia. In sostanza, una nana bianca aveva raccolto nuovo materiale da una compagna finché la sua massa si è avvicinata al limite di Chandrasekhar ed è esplosa.

Nell’ottobre 2004 venne annunciata la scoperta di una stella simile al Sole che molto probabilmente era la compagna della supernova di Tycho. Secondo successivi studi, in origine essa era più massiccia ma parte dei suoi strati esterni vennero portati via della supernova. La sua velocità è molto superiore a quella di tutte le altre stelle nelle vicinanze, un fatto che potrebbe essere anch’esso stato causato dalla supernova. Altre analisi sono più scettiche perciò le ricerche continuano.

Un’osservazione dei resti della supernova di Tycho effettuati con il telescopio spaziale per i raggi X Suzaku della JAXA, l’agenzia spaziale giapponese, ha permesso di scoprire la particolare onda d’urto inversa. La supernova causò un’onda d’urto verso l’esterno quando i materiali espulsi si scontrarono con il gas interstellare a velocità molto elevate. Quest’onda d’urto continua ancor oggi ma quell’interazione ha causato anche un’onda d’urto inversa.

La velocità dell’onda d’urto inversa è circa 1.000 volte superiore a quella del suono. Può sembrare strano utilizzare riferimenti al suono nello spazio ma in questo caso siamo in presenza di parecchio materiale che può condurre onde sonore perciò ha senso parlare di Mach 1.000.

L’osservazione dei raggi X prodotti da quest’onda d’urto inversa ha permesso di scoprire elettroni che la attraversano e vengono riscaldati molto rapidamente, provocando quell’emissione. La causa di tale riscaldamento non è ancora stata trovata perciò lo studio continuerà e il team che ha effettuato quest’osservazione cercherà simili fenomeni nei resti di altre supernove avvistate negli ultimi secoli.

[ad name=”TDAdMatchAstronomia”]

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *