Un ricchissimo accordo tra Google ed Apple per le ricerche in iOS

Steve Jobs mostra un iPhone 4 nel 2010
Steve Jobs mostra un iPhone 4 nel 2010

Secondo la banca d’affari Morgan Stanley, Google potrebbe pagare ad Apple circa un miliardo di dollari l’anno per essere il motore di ricerca di default nei dispositivi che utilizzano iOS, ovvero i vari modelli di iPhone (foto ©Matt Yohe), iPad e iPod Touch. Solo tre anni fa, Google aveva pagato 82 milioni di dollari.

La cifra di un miliardo di dollari emerge da un calcolo effettuato da un analista di Morgan Stanley in un rapporto intitolato “The Next Google Is Google”. L’analista Scott Devitt ritiene che Google abbia ancora margine di crescita per i servizi di ricerca e oggi i dispositivi mobili sono un fattore importantissimo.

Nel passato sono state effettuate varie analisi degli accordi tra Google ed Apple ed è possibile che in realtà Google stia già pagando un miliardo di dollari l’anno dal 2011 per essere il motore di ricerca di default nei dispositivi che utilizzano iOS. Secondo la maggior parte degli analisti, l’accordo è del tipo “revenue sharing” per cui per ogni dollaro ricavato da Google grazie alle ricerche effettuate su iOS, Apple riceve 75 centesimi, ovvero tre quarti.

Questo tipo di accordo è in vigore tra Google e Mozilla Foundation, che potrebbe ricavarne 400 milioni di dollari nel 2014. Scott Devitt però pensa che l’accordo tra Google ed Apple consista nel pagamento di una certa quota per ogni dispositivo mobile venduto che utilizza iOS con Google come motore di ricerca di default. Per Apple, questo tipo di pagamento sarebbe vantaggioso perché certo e più semplice da gestire dal punto di vista contabile.

In ogni caso, si tratta di un accordo che avvantaggia entrambe le aziende nonostante i conflitti anche duri esistenti tra di esse. Ovviamente, Apple ne ricava moltissimi soldi ma ciò va bene anche a Google, che in questo modo controlla il 95% del mercato mobile delle ricerche. Microsoft ha fatto accordi con Nokia e Blackberry per avere Bing come motore di ricerca di default sui loro dispositivi mobili ma anche in questo mercato rimane schiacciata da Google.

Quest’accordo dimostra ancora una volta quanto sia importante essere il motore di ricerca di default. Solo una piccola minoranza degli utenti ha le conoscenze pur elementari necessarie a sceglierne uno diverso, di conseguenza pagare quantità di soldi che a prima vista possono sembrare incredibili ha invece senso perché di fatto vuol dire comprare utenti.

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