Deep Space Industries vuole impiantare miniere negli asteroidi

Concetto artistico della costruzione di una miniera spaziale (Immagine cortesia Deep Space Industries)
Concetto artistico della costruzione di una miniera spaziale (Immagine cortesia Deep Space Industries)

L’azienda americana Deep Space Industries, Inc. ha annunciato la propria intenzione di estrarre minerali e acqua dagli asteroidi. Sappiamo che gli asteroidi, inclusi i tanti che passano vicino alla Terra chiamati NEO (Near-Earth Objects), possono contenere molta acqua e minerali come ferro, oro, platino, nickel e altri utili sia per l’espansione dell’umanità nel sistema solare che per le necessità esistenti sulla Terra.

Ovviamente, i lavori di estrazione non cominceranno domani né il prossimo anno. Nel 2015 è previsto l’invio di navicelle chiamate Firefly in viaggi della durata di alcuni mesi per esaminare più da vicino gli asteroidi di tipo NEO. Le Firefly – da non confondere con quelle del telefilm culto di fantascienza 😉 – sono piccole sonde attorno ai 25 kg ciascuna che utilizzano i componenti economici dei CubeSat e verranno lanciate come carico secondario su razzi che inviano in orbita satelliti per le telecomunicazioni come carico primario.

Nel 2016 è previsto il lancio delle navicelle Dragonfly da poco più di 30 kg ciascuna in spedizioni più lunghe e complesse. Esse hanno infatti lo scopo di prelevare campioni dagli asteroidi per riportarli sulla Terra per analisi approfondite. A seconda dell’asteroide da raggiungere, la missione di ogni Dragonfly durerà tra i due e i quattro anni.

Deep Space Industries ha richiesto il brevetto per la tecnologia MicroGravity Foundry, una fonderia in grado di lavorare a gravità nulla o comunque molto bassa per trasformare il materiale grezzo prelevato da un asteroide in parti metalliche complesse. In sostanza, si tratta di una stampante 3D che utilizza una serie di laser per far depositare il metallo secondo schemi precisi.

Un altro potenziale mercato è quello della produzione di propellente per satelliti. Oggi come oggi quando un satellite esaurisce il propellente la sua sorte è segnata perché non può più aggiustare la sua posizione e la sua orbita comincia a decadere fino alla sua distruzione al rientro nell’atmosfera. Una spesa di milioni di dollari per un rifornimento sarebbe molto più economica della costruzione e del lancio di un nuovo satellite. Deep Space Industries ha dichiarato che sta esplorando questo tipo di mercato assieme ad un’azienda aerospaziale.

In una fase successiva, i satelliti potrebbero essere costruiti direttamente nello spazio. Una volta superato lo scoglio dell’inizio della produzione tutto sarebbe molto più semplice perché il lancio dalla Terra ha un costo enorme a causa della gravità del pianeta. Mettere un satellite in orbita lanciandolo da un’installazione dove la gravità è minima se non praticamente inesistente sarebbe molto più economico.

La gravità minima è anche il motivo per cui Deep Space Industries intende raggiungere gli asteroidi per estrarne i minerali invece di andare sulla Luna. Le navicelle da trasporto potranno utilizzare motori a ioni dopo il lancio dalla Terra perché non dovranno più contrastare forti campi gravitazionali. Una navicella che partisse dalla Luna dovrebbe invece utilizzare un normale razzo chimico con costi molto superiori.

Se tutto andrà bene, nel prossimo decennio cominceranno i veri e propri lavori minerari sugli asteroidi. Al momento non è chiaro come farà Deep Space Industries ad avere i capitali necessari per la ricerca e lo sviluppo dei macchinari visto che l’azienda sta cercando finanziatori e clienti. Presumibilmente ci vorrà almeno un decennio prima che ci siano dei guadagni ma le ambizioni ci sono perciò personalmente spero davvero che ce la facciano.

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