Zero assoluto di Greg Bear

Zero assoluto di Greg Bear
Zero assoluto di Greg Bear

Il romanzo “Zero assoluto” (“Heads”) di Greg Bear è stato pubblicato per la prima volta nel 1990. In Italia è stato pubblicato dall’Editrice Nord all’interno del n. 25 delle “Grandi Opere Nord” e nel n. 318 di “Cosmo Argento”.

Mickey Sandoval è un giovane amministratore alle prime armi della sua MacroFamiglia che lavora assieme al cognato William Pierce, uno scienziato che sta conducendo vari esperimenti sullo zero assoluto. Vivendo sulla Luna, il sottosuolo è ideale per impiantarvi un laboratorio per quel tipo di ricerche e ottenere temperature estremamente basse.

Quando Rho, sorella di Mickey e moglie di William, acquista un carico di teste umane da un’azienda che si occupa di conservazione criogenica sull’orlo del fallimento con lo scopo di tentare di leggere il contenuto dei loro cervelli, gli impianti di William sono l’ideale per questo nuovo progetto. Perché la MacroFamiglia Task-Felder fa di tutto per bloccare gli esperimenti sulle teste?

Dopo aver scritto alcuni romanzi di lunghezza piuttosto notevole, Greg Bear è in un certo senso tornato indietro e ne ha scritto uno breve per gli standar odierni, simile ai suoi primi romanzi. Bear è stato paragonato più volte ad Arthur C. Clarke per i temi dei suoi romanzi, “Zero assoluto” invece sembra per molti versi scritto da Robert A. Heinlein.

“Zero assoluto” è infatti ambientato sulla Luna, dove nel corso dei prossimi due secoli è stata sviluppata una colonia formata da varie famiglie che hanno mantenuto uno spirito pionieristico. Il governo ha funzioni minime perché gli abitanti della Luna vedono la politica in modo negativo. La descrizione della società lunare ricorda davvero Heinlein e il giovane Mickey viene consigliato dall’anziato direttore della sua MacroFamiglia, un altro elemento visto in molte storie del vecchio maestro della fantascienza.

La trama legata alle ricerche scientifiche è invece tipica di Greg Bear. In “Zero assoluto” ci sono due esperimenti scientifici che finiscono per intrecciarsi, quello riguardante lo zero assoluto e la lettura dei contenuti dei cervelli di persone le cui teste erano state conservate criogenicamente. C’è anche la presenza di computer quantistici, che oggi sono ancora in fase molto sperimentale e quando venne scritto questo romanzo esistevano solo come concetto teorico.

Gli sviluppi scientifici nelle storie di Greg Bear tendono a dare risultati imprevisti e in “Zero assoluto” ci sono ulteriori complicazioni. Gli abitanti della Luna sono ostili alla politica eppure attorno alla gestione delle teste acquistate dalla MacroFamiglia Sandoval si sviluppa un intrigo decisamente fuori dal normale nel governo lunare. In questa situazione, Mickey deve imparare a destreggiarsi in mezzo a manovre politiche e la Luna è una severa maestra.

L’azione politica è connessa alla MacroFamiglia Task-Felder, che è diversa dalle altre MacroFamiglie lunari perché legata alla religione logologista, diffusa molto di più sulla Terra. Questa religione e il suo fondatore ne ricordano una realmente esistente generalmente conosciuta tra i lettori di fantascienza. 😉

La lunghezza ridotta di “Zero assoluto” fa sì che il ritmo della narrazione sia elevato ma finisce per essere una caratteristica più che altro negativa perché lo sviluppo dei personaggi e dei temi del romanzo è limitato. La storia è narrata in prima persona da Mickey perciò è inevitabile che lui sia il personaggio sviluppato maggiormente.

“Zero assoluto” contiene vari temi perché l’intreccio tra gli esperimenti scientifici e i problemi politici e religiosi solleva varie questioni etiche. Purtroppo, il romanzo ha una parte finale piuttosto scarna perciò Greg Bear lascia al lettore le riflessioni su questi elementi.

“Zero assoluto” fa parte di una serie di romanzi chiamata Quantum Logic ambientata nello stesso universo narrativo. Alcuni di essi sono più legati ad altri, alcuni meno. Questo può essere letto in maniera del tutto indipendente.

Complessivamente, secondo me “Zero assoluto” non è male, purtroppo non è all’altezza del suo potenziale. È comunque una fonte di interessanti spunti di riflessione e almeno i fan di Greg Bear dovrebbero leggerlo.

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