Altri giorni, altri occhi di Bob Shaw

Altri giorni, altri occhi di Bob Shaw
Altri giorni, altri occhi di Bob Shaw

Il romanzo “Altri giorni, altri occhi” (“Other Days, Other Eyes”) di Bob Shaw è stato pubblicato per la prima volta nel 1972. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 614 di “Urania” e nel n. 85 dei “Classici Urania”, in entrambi in casi nella traduzione di Beata Della Frattina.

Alban Garrod ha inventato un cristallo particolarmente robusto ma solo dopo una serie di strani incidenti sulle automobili che lo utilizzano e una tragedia sfiorata da un aeroplano che lo utilizza si rende conto della sua vera particolarità: quando lo attraversa, la luce sembra rallentare vistosamente.

Questa scoperta apre il campo ad una serie di nuova applicazioni per quello che ben presto viene chiamato comunemente “vetro lento” ma anche a problemi. Una lastra di vetro lento può “registrare” un panorama che può essere visto successivamente come se fosse una finestra. Se un criminale agisce di fronte al vetro lento può essere inchiodato da quella prova quando le immagini arrivano dall’altra parte. Tuttavia, tutto ciò che viene fatto di fronte al vetro lento può essere potenzialmente spiato.

Nel 1966, Bob Shaw aveva pubblicato il racconto “Luce di altri giorni” (conosciuto anche come “Luce di giorni passati” o “Luce dei giorni passati”, in originale “Light of Other Days”), che introduceva il vetro lento, un tipo di cristallo che la luce impiega un tempo che può essere anche molto lungo per attraversare. L’anno dopo, Shaw pubblicò un altro racconto sullo stesso tema, “Prova a carico” (“Burden of Proof”). In seguito, Bob Shaw scrisse la storia dell’inventore del vetro lento che, assieme ai due racconti originali, costituì il romanzo “Altri giorni, altri occhi”,

Il vetro lento è l’idea più celebre di Bob Shaw e “Altri giorni, altri occhi” è diventato il suo romanzo più famoso. In esso sembrano esserci tutti gli elementi tipici dell’autore: c’è infatti un’invenzione e il romanzo ne segue gli sviluppi e le conseguenze che essa ha, in questo caso soprattutto sulla società.

In “Altri giorni, altri occhi” vengono mostrate varie possibili applicazioni del vetro lento ma anche i suoi pericoli per la privacy per la possibilità di utilizzarlo per spiare qualcuno. Riletto oggi, il romanzo è in questo senso piuttosto profetico: il vetro lento non esiste, anche se sono in corso varie ricerche per produrre qualcosa di simile, ma la presenza di telecamere, anche di dimensioni ridottissime, sta diventando comune dovunque con conseguenze simili a quelle che si vedono nel romanzo.

Un altro elemento di “Altri giorni, altri occhi” che appare in parecchie storie di Bob Shaw è il rapporto complicato del protagonista con la moglie. In questo caso, l’inventore del vetro lento Alban Garrod ha sposato Esther, che viene da una famiglia ricca e per questo motivo ha ricevuto da suo suocero il finanziamento necessario per poter creare il cirstallo poi conosciuto come vetro lento.

Garrod viene sostanzialmente controllato dalla moglie a causa di questa dipendenza finanziaria. Quando il Thermgard, come viene chiamato in origine il cristallo da lui creato, rivela le proprietà di vetro lento e il suo nome viene cambiato in Retardite, Garrod guadagna tanti soldi da poter diventare più ricco di suo suocero. Questo cambia il suo rapporto con la moglie, ma non tanto quanto vorrebbe. Le mogli sono spesso personaggi negativi nelle storie di Bob Shaw ma in questi casi i mariti sembrano non essere abbastanza forti da lasciarle e andare avanti con la loro vita.

Non poteva mancare nel romanzo l’elemento tipico delle storie di Bob Shaw legato alla vista. Il vetro lento è infatti il componente fondamentale di un dispositivo che permette a persone afflitte da certi tipi di cecità di vedere le immagine in esso “registrate”.

“Altri giorni, altri occhi” funziona bene proprio perché è una sorta di concentrato di Bob Shaw ma non è perfetto. La storia si svolge nell’arco di diversi anni, un tempo molto lungo per un romanzo ben sotto le duecento pagine. All’epoca c’erano già romanzi di fantascienza molto lunghi ma erano l’eccezione mentre i romanzi di Shaw seguivano gli standard dell’epoca.

In teoria, il fatto che “Altri giorni, altri occhi” sia sostanzialmente frammentato in vari episodi con i racconti originali slegati dalla trama principale è un difetto. In generale, una scelta del genere indebolisce un romanzo, anche perché inevitabilmente Alban Garrod e sua moglie sono di gran lunga i personaggi sviluppati meglio. Considerando però il fatto che il vero protagonista è il vetro lento in questo caso particolare questa scelta diventa quasi un pregio.

Complessivamente, secondo me “Altri giorni, altri occhi” è un eccellente romanzo che consiglio a tutti e in particolare a chiunque voglia conoscere Bob Shaw.



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