Il mondo di Herovit di Barry N. Malzberg

Il mondo di Herovit di Barry N. Malzberg
Il mondo di Herovit di Barry N. Malzberg

Il romanzo “Il mondo di Herovit” (“Herovit’s World”) di Barry N. Malzberg è stato pubblicato per la prima volta nel 1973. In Italia è stato pubblicato da Mondadori all’interno del n. 12 di “Urania Supplemento” intitolato “Cinquant’anni di futuro” e nel n. 114 di “Urania Collezione”. L’edizione “Urania Collezione” è disponibile anche nel formato Kindle su Amazon Italia e Amazon UK.

Jonathan Herovit è uno scrittore di fantascienza che sta attraversando un periodo di crisi. A 38 anni ha scritto oltre 90 romanzi e centinaia di racconti con il nome d’arte Kirk Poland e ha firmato un contratto con un importante editore per pubblicare un altro romanzo della serie della Squadra galattica di esplorazione ma sta avendo grossi problemi a scriverlo. Ha da poco avuto una figlia ma anche il rapporto con la moglie è in crisi.

Herovit si è ridotto ad uno sfigato piagnone che troppo spesso cerca di annegare i suoi problemi nelle bottiglie di scotch. La moglie sempre più bisbetica non lo aiuta e il poco sesso che c’è tra loro è squallido. Herovit riesce occasionalmente a portarsi a letto qualche ragazza alle convention a cui è ospite senza la moglie ma neppure quelle servono davvero.

Un giorno, Kirk Poland comincia a materializzarsi di fronte a Herovit proponendogli lasciargli il suo corpo. Potrebbe essere una soluzione ma in fondo Kirk Poland è l’alter-ego di Jonathan Herovit, può davvero risolvere i suoi problemi?

“Il mondo di Herovit” è un romanzo sulla fantascienza piuttosto che di fantascienza. Barry N. Malzberg aveva già scritto due romanzi di questo tipo, “Dwellers of the Deep” nel 1970 e “Gather in the Hall of the Planets” nel 1971, entrambi inediti in Italia, usando lo pseudonimo K.M. O’Donnell.

Lo stile usato da Barry N. Malzberg per “Il mondo di Herovit” è particolare. Nel corso del romanzo vengono spesso inseriti piccoli brani dell’ultimo romanzo che Herovit sta disperatamente cercando di scrivere. È una scelta adatta ad un romanzo che mescola vari livelli di narrazione.

“Il mondo di Herovit” usa il protagonista Jonathan Herovit per scrivere una satira sul mondo della fantascienza e in particolare degli scrittori. Herovit è uno di loro: da ragazzino era un fan ed è riuscito a diventare un autore professionista. La sua idea iniziale era di fare un po’ di soldi mentre accumulava esperienza e imparava il funzionamento del mondo dell’editoria per poi cominciare a scrivere qualcosa di “serio”.

Jonathan Herovit usa lo pseudonimo Kirk Poland per le sue storie di fantascienza. Teneva il suo vero nome per le storie “serie” che voleva scrivere ma i suoi piani sono cambiati. Herovit ha scritto romanzi a ritmi velocissimi riuscendo a guadagnare abbastanza soldi e non ha mai avuto il coraggio di tentare di cambiare genere.

Dopo parecchi anni di quella vita, quando si avvicina ai quarant’anni Jonathan Herovit entra in crisi. Non si tratta solo di continuare a scrivere storie che diventano sempre più ripetitive e di qualità sempre peggiore perché i problemi riguardano anche la sua vita familiare. Aveva conosciuto sua moglie Janice ad una convention di fantascienza ma ormai lei odia quel genere e ha cominciato a nutrire disprezzo per il marito che ormai non sa fare altro che scrivere storie di fantascienza senza neppure guadagnare particolarmente bene.

“Il mondo di Herovit” è incentrato sulla storia di Jonathan Herovit ma viene mostrato come il protagonista sia un caso tipico di scrittore di fantascienza. In alcuni casi è possibile riconoscere alcune persone reali nelle caratteristiche di alcuni personaggi del romanzo. Ad esempio, c’è John Steele, ispirato a John W. Campbell Jr., e c’è un autore che ha inventato una religione.

Le convention servono a guadagnare qualche soldo extra e per gli scrittori è un’occasione per trovare qualche ragazza con cui andare a letto. Le poche fan di sesso femminile sembrano infatti destare il loro interesse solo per quello.

Anche il fandom della fantascienza non ne esce bene: in “Il mondo di Herovit” infatti i fan sono per lo più ragazzini o comunque poco più che maggiorenni ma in generale abbandonano la fantascienza quando crescono.

Si vede che il romanzo è stato scritto in un’epoca in cui anche negli U.S.A. la fantascienza stava ancora cercando di affermarsi come genere credibile che poteva offrire contenuti ben più importanti che un intrattenimento di basso livello. È un tipo di problema che ha riguardato un po’ tutto il mondo: in alcuni paesi la situazione è migliorata, in altri meno.

In Italia, la situazione era migliorata ma negli ultimi anni abbiamo assistito ad un deciso regresso e oggi la percezione della fantascienza da parte del pubblico più generico sembra essere quella descritta in “Il mondo di Herovit”.

“Il mondo di Herovit” è tragicomico nel modo in cui mostra una serie di conflitti del protagonista con tutto il mondo ma anche con se stesso quando il suo alter-ego Kirk Poland comincia a materializzarsi, un momento che porta la sua crisi ad un nuovo livello. Il risultato è divertente e amaro allo stesso tempo e può essere irritante per i fan di fantascienza visto che va al di là di una normale parodia.

Complessivamente, “Il mondo di Herovit” è un buon romanzo ma va letto con un’adeguata dose di ironia. Per questo motivo lo consiglio a chi apprezza storie davvero dissacranti.

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