Smentita l’esistenza del batterio che usa l’arsenico

Il batterio GFAJ-1 in un ambiente con arsenico
Il batterio GFAJ-1 in un ambiente con arsenico

Nel dicembre 2010, la scoperta di un batterio chiamato GFAJ-1 nel Lago Mono in California aveva fatto sensazione. Gli scienziati che l’avevano studiato avevano infatti dichiarato che era in grado di utilizzare l’arsenico al posto del fosforo tra gli elementi base della propria biochimica.

Questa ricerca era stata pubblicata sulla rivista Science dopo essere stata annunciata dalla NASA. Non tutti gli scienziati erano però convinti della correttezza di quelle conclusioni ed ora sempre la rivista Science pubblica due nuove ricerche indipendenti che smentiscono quella precedente. La prima ricerca è stata effettuata principalmente da Rosie Redfield dell’università della Columbia britannica di Vancouver, in Canada e da Marshall Reaves dell’università americana di Princeton. La seconda ricerca è stata diretta da Tobias Erb, dell’Istituto di microbiologia del Politecnico federale di Zurigo, in Svizzera.

In sostanza, entrambe le nuove ricerche confermano che il batterio GFAJ-1 ha una tolleranza all’arsenico estremamente elevata, tuttavia nella sua biochimica utilizza sempre il fosforo. Insomma, si tratta di un batterio fuori dal normale che può sopravvivere in condizioni che ucciderebbero tutte le altre forme di vita o quasi ma nel suo DNA non è stata trovata alcuna traccia di arsenico.

Questa vicenda ripropone il problema della comunicazione e della diffusione delle ricerche scientifiche. A volte capita che una ricerca porti a risultati straordinari ma a volte tali risultati vengono smentiti in un secondo tempo, quando ulteriori ricerche scoprono qualche errore.

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La scienza si basa sulla ripetibilità degli esperimenti ed è normale che essi vengano migliorati, portando ad una correzione degli errori. Purtroppo, la necessità di ottenere fondi per le ricerche può portare ad un eccessivo entusiasmo nel proporre risultati preliminari che possono sembrare straordinari. C’è soprattutto una tendenza dei media a proporre questi risultati in maniera sensazionalistica anche quando c’è prudenza da parte degli scienziati che li presentano.

Nel caso del batterio GFAJ-1, la prima ricerca aveva portato ad una serie di speculazioni anche azzardate sui vari media. Qualcuno aveva infatti ipotizzato che questo batterio si fosse evoluto in maniera indipendente da tutte le altre forme di vita e qualcuno aveva addirittura ipotizzato che avesse un’origine extraterrestre. La prima ricerca in realtà non aveva suggerito in alcun modo nessuna delle due ipotesi, che vengono smentite definitivamente, almeno per chi parla di scienza, dai nuovi studi.

Quel che rimane è un batterio interessante dal punto di vista scientifico per la sua capacità di vivere in un ambiente molto tossico ma certamente non meritevole di tanta attenzione e soprattutto di tante speculazioni.

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