
Poco fa un braccio robotico controllato dalla Stazione Spaziale Internazionale ha catturato la navicella spaziale SpaceX Dragon. A quel punto è cominciata la procedura di attracco ma la Dragon ha terminato con successo la prima parte del suo storico viaggio.
Ieri la navicella SpaceX Dragon ha compiuto una serie di manovre di avvicinamento alla Stazione Spaziale Internazionale per testare il corretto funzionamento dei sistemi di navigazione che permettono di compiere aggiustamenti molto precisi e del sistema di comunicazione COTS Ultra-high-frequency Communication Unit (CUCU) nel corso delle procedure di approccio.
Trattandosi del primo vero test di questo tipo, la navicella Dragon è arrivata a circa 2,4 chilometri di distanza dalla Stazione Spaziale Internazionale. Una serie di procedure sono state testate per verificare che la Dragon potesse compiere tutte le manovre di precisione che potrebbero essere necessarie durante l’avvicinamento alla stazione.
In origine, era previsto un volo della navicella SpaceX Dragon indicato come COTS Demo Flight 2 (COTS significa Commercial Orbital Transportation Services) che includeva solo il test delle procedure di avvicinamento effettuato ieri per poi rientrare a terra. Solo successivamente, doveva essere effettuato un nuovo volo indicato come COTS Demo Flight 3, in cui doveva avvenire l’effettivo attracco della Dragon alla Stazione Spaziale Internazionale.
L’anno scorso, in seguito ai successi dei primi due lanci del razzo vettore Falcon 9 e alla fine del programma Space Shuttle, NASA e SpaceX hanno deciso di unificare i due voli in quello indicato come Dragon C2+.
La partenza di questa missione era inizialmente prevista per il 30 aprile ma ha avuto vari ritardi a causa di alcuni problemi. Alla fine, la navicella Dragon è partita il 22 maggio e questa lunga attesa ha sollevato alcuni dubbi sulla missione. In realtà, visto che si tratta di un test, è normale che ci siano problemi che vengono fuori solo nel momento in cui i vari sistemi vengono realmente utilizzati, arrivando anche ad abortire un lancio letteralmente all’ultimo secondo.
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Oggi le procedure per l’avvicinamento e l’attracco della navicella Dragon alla Stazione Spaziale Internazionale sono andate avanti per ore passando anche per gli ultimi test. Ogni fase dell’avvicinamento è stata accuratamente controllata e valutata in modo che in caso di problemi potesse essere decisa l’interruzione della missione in qualsiasi momento.
Nel corso dell’avvicinamento, c’è stato un problema con un sensore LIDAR della Dragon che puntava sul riflettore sbagliato della Stazione Spaziale Internazionale. La procedura è stata quindi fermata e la Dragon è stata fatta allontanare un po’ dalla Stazione Spaziale Internazionale per valutare il problema.
Dal centro di controllo sono riusciti a inviare un comando per ridurre l’ampiezza della sensibilità del sensore LIDAR della Dragon in modo da evitare che ricevesse segnali dai riflettori sbagliati. La procedura di avvicinamento è stata quindi ripresa.
La navicella Dragon ha successivamente terminato con successo il suo avvicinamento alla Stazione Spaziale Internazionale ed è stata catturata da un braccio robotico che ha cominciato a guidarla verso la posizione d’attracco. È un’operazione che durerà alcune ore ma molto più semplice del viaggio della Dragon.
Domani, dopo aver controllato l’aria dentro la navicella Dragon, l’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale aprirà il portello e cominceranno le operazioni di scarico dei rifornimenti e degli esperimenti scientifici. La ripartenza della Dragon è prevista per il 31 maggio.
Dopo il lancio di martedi scorso, è un altro grande momento per la SpaceX, che è la prima azienda privata ad aver raggiunto un tale risultato, e in generale per i viaggi spaziali, che potrebbero finalmente iniziare una nuova fase.

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