Le città vive di Greg Bear

Le città vive di Greg Bear
Le città vive di Greg Bear

Il romanzo “Le città vive” (“Strength of Stones”) di Greg Bear è stato pubblicato per la prima volta nel 1981. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 1200 di “Urania”.

Dopo una serie di guerre religiose, nel XXII secolo la parte dell’umanità più osservante delle religioni abramitiche abbandona la Terra ed emigra sul pianeta Dio-Che-Combatte, dove vengono costruite enormi città automatizzate che vegliano sulla rettitudine dei cittadini. Le regole religiose programmate nelle città sono però rigorose ed esse finiscono per cacciare tutti gli esseri umani considerandoli impuri.

Nel XXXV secolo, un uomo con una disfunzione sessuale cerca una cura in una città ma finisce per scoprire ben più di ciò che intendeva riguardo a se stesso. Una donna anziana rimane incinta e riesce ad ottenere un certo controllo su una città ma deve scontrarsi con un conquistatore deciso a razziarla.

Nel XXXVI secolo, un simulacro di Robert Kahn, l’architetto che ha costruito le città, viene attivato e deve scoprire cosa sia andato storto e trovare una soluzione per evitare che gli esseri umani che vivono con difficoltà su Dio-Che-Combatte non muoiano.

“Le città vive” è diviso in tre “libri” in cui vengono narrate vicende di vari personaggi nel corso di oltre un secolo. Un breve prologo racconta di come ebrei, cristiani e musulmani abbiano unito le forze siano emigrati sul pianeta Dio-Che-Combatte secoli prima. Nel corso del romanzo vengono forniti altri dettagli che spiegano la situazione degli abitanti del pianeta.

I gruppi più religiosi appartenenti alle religioni abramitiche hanno tentato di creare una sorta di paradiso sul pianeta Dio-Che-Combatte costruendo città vive dotate di una loro mente programmata per prendersi cura dei loro abitanti ma anche per vegliare sulla loro rettitudine.

Le città vive sono state costruite per essere paradisi per i fondamentalismi religiosi ma gli esseri umani sono imperfetti e tutti finiscono per violare qualche precetto religioso. Le città quindi cacciano i loro abitanti giudicandoli indegni e da lì comincia la decadenza.

Gli esseri umani, costretti a vivere su un pianeta le cui condizioni climatiche non sono molto favorevoli, senza l’assistenza delle città si riducono a vivere in maniera quasi primitiva. Anche le città però cominciano a decadere perché senza abitanti non hanno più uno scopo e non possono quindi funzionare al loro meglio.

Nel corso dei secoli, piccoli eserciti cominciano ad attaccare le città indebolite per cercare di saccheggiarle. Quando hanno successo, finiscono per distruggerle perciò ne rimangono sempre di meno e quelle che ancora sopravvivono sono in decadenza.

Le storie raccontate in “Le città vive” sono inizialmente separate e il romanzo soffre un po’ per questo motivo e per il lungo tempo che trascorre tra l’inizio e la fine. L’ultimo “libro” però connette le varie storie fino ad arrivare ad un finale inaspettato.

“Le città vive” contiene concetti interessanti che però meritavano di essere sviluppati maggiormente. Il modo in cui ebrei, cristiani e musulmani si sono uniti e sono emigrati dalla Terra tutti insieme è liquidato in poche righe. Il romanzo è più focalizzato su singoli personaggi, umani e non, presi come rappresentanti di tutti gli abitanti del pianeta Dio-Che-Combatte.

Greg Bear costruisce un mondo con città viventi e gruppi di esseri umani che cercano di sopravvivere. Ciò basterebbe per scrivere una trilogia di romanzi che sviluppano i vari elementi delle vicende narrate in “Le città vive”. Quando il romanzo venne pubblicato, Bear era ancora nella fase iniziale della sua carriera perciò forse non gli fu possibile iniziare un progetto così ambizioso.

Così com’è, “Le città vive” è tutto sommato un romanzo abbastanza buono ma devo dire che alla fine mi ha lasciato non particolarmente soddisfatto soprattutto per la mancanza di profondità. Per questo motivo, lo consiglio solo a chi è interessato a quel tipo di tematiche e ai fan di Greg Bear.

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