
Un mese dopo aver perso le comunicazioni con il satellite Envisat, l’ESA ha deciso di dichiararne chiusa la missione.
Il satellite Envisat (Environmental Satellite) era stato lanciato il 1 marzo 2002 utilizzando un razzo Ariane 5 ed era entrato in un’orbita polare ad un’altezza di circa 790 chilometri. Negli anni ’90 i satelliti ERS (European Remote-Sensing) erano stati lanciati per osservare l’ambiente terrestre, Envisat era stato dotato di versioni più avanzate degli strumenti usati dagli ERS e da altri satelliti. Dieci strumenti in totale avevano lo scopo di raccogliere informazioni su terre, acque, ghiacci e atmosfera del pianeta.
Envisat era il satellite per osservazioni ambientali più avanzato e il satellite per uso civile più grosso – ha le dimensioni di un autobus – mai lanciato. Il suo sviluppo, il lancio e i primi 5 anni di operazioni sono costati circa 2,3 miliardi di Euro ma sono stati soldi ben spesi perché Envisat ha raccolto dati molto importanti sullo scioglimento dei ghiacci artici, sul livello e sulle temperature dei mari, sulle correnti oceaniche, sui livelli di inquinamento dell’aria, sulle conseguenze geologiche di terremoti ed eruzioni vulcaniche e perfino sulla deforestazione.
Il satellite Envisat aveva come scopo principale la ricerca scientifica ma i dati raccolti sono stati importanti nel corso del tempo anche in caso di alluvioni e incidenti con versamenti di petrolio. È stato infatti tra le fonti di informazioni utilizzate per aiutare le autorità negli interventi in caso di catastrofi naturali ma anche di quelle causate dagli esseri umani.
La missione del satellite Envisat doveva durare 5 anni ma era stata rinnovata perché gli strumenti continuavano a funzionare regolarmente. Al compimento del decimo anno, Envisat sembrava poter continuare a fornire preziose informazioni sull’ambiente ma l’8 aprile 2012 ha smesso improvvisamente di comunicare.
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Per un mese, un gruppo di ingegneri ha tentato di riprendere le comunicazioni con il satellite Envisat inviando una serie di comandi da diverse stazioni a terra. Purtroppo nessun tentativo ha avuto successo.
Gli ingegneri dell’ESA hanno anche utilizzato immagini di Envisat ottenute usando altri satelliti per cercare di capire se ci fosse qualche danno visbile ma la causa del problema rimane ancora oscura.
È possibile che ci sia stato un guasto al regolatore della corrente che ha bloccato la telemetria e la ricezione dei comandi. Un’altra possibilità è che un corto circuito abbia fatto entrare Envisat nel cosiddetto “safe mode”, uno stato che dovrebbe far sopravvivere il satellite, ma un’altra anomalia potrebbe aver interrotto la transizione lasciandolo in uno stato intermedio.
Anche se l’ESA ha dichiarato la missione Envisat terminata, verranno ancora effettuati altri tentativi di ristabilire i contatti con il satellite mentre verranno esaminate le varie possibilità di guasti.
Il satellite Envisat ha fornito molte informazioni all’interno del programma europeo Global Monitoring for Environment and Security (GMES). Questo programma prevede per il prossimo anno il lancio di vari satelliti della serie Sentinel, che a questo punto diventa ancora più importante per continuare a monitorare l’ambiente terrestre.
