Doctor Who – The Space Museum

Doctor Who - The Space Museum
Doctor Who – The Space Museum

“The Space Museum” è un’avventura della seconda stagione della serie classica di “Doctor Who” trasmessa nel 1965. È un’avventura composta da quattro parti scritta da Glyn Jones e diretta da Mervyn Pinfield. All’epoca i vari episodi di ogni avventura avevano titoli individuali, in questo caso:

  • The Space Museum
  • The Dimensions of Time
  • The Search
  • Desperate Measures

La storia

All’interno del Tardis succedono fatti strani con il tempo che non segue il suo corso normale ma è erratico. Il Primo Dottore (William Hartnell) pensa che non si tratti di nulla di grave e cerca di tranquillizzare Ian (William Russell), Barbara (Jacqueline Hill) e soprattutto Vicki (Maureen O’Brien).

Quando però il Tardis arriva sul pianeta Xeros, nelle vicinanze di un museo spaziale, i viaggiatori cominciano ad avere strane esperienze, che culminano quando scoprono se stessi esposti nel museo stesso. Il pianeta fa parte dell’impero Morok e i suoi governanti non sono amichevoli.

Extra

Questo DVD è piuttosto povero di extra. Sono presenti contenuti tipici come i sottotitoli della produzione, i Radio Times Listings e una galleria di immagini tratte da quest’avventura.

Sono presenti nella traccia audio alternativa commenti all’avventura moderati da Peter Purves da parte dei protagonisti William Russell e Maureen O’Brien e dell’autore Glyn Jones.

Defending the Museum. Lo scrittore Robert Shearman propone la sua difesa di quest’avventura poco considerata anche se finisce per metterne in luce i difetti.

My Grandfather, the Doctor. Jessica Carney, la nipote di William Hartnell, parla di suo nonno come attore ma anche dal punto di vista personale.

A Holiday for the Doctor. Una parodia che guarda indietro a “Doctor Who” negli anni ’60.

“The Space Museum” è un’avventura particolare perché il primo episodio è incentrato sulle discontinuità temporali a cui hanno assistito il Dottore e i suoi compagni mentre a partire dal secondo episodio l’avventura viene rapidamente orientata verso una storia completamente diversa.

Il primo episodio contiene elementi che oggi definiremmo “wibbly-wobbly timey-wimey”. Improvvisamente, il tempo diventa discontinuo e quando i viaggiatori arrivano sul pianeta Xeros si ritrovano inizialmente sfasati rispetto agli abitanti. Quando scoprono se stessi esposti nel museo devono trovare il modo di modificare il loro futuro.

Quest’episodio è intrigante perché mette i viaggiatori di fronte all’esperienza di anomalie temporali e soprattutto alla conoscenza di un loro futuro tutt’altro che positivo con l’esigenza di cambiarlo. Fino a quel momento, in “Doctor Who” il viaggio nel tempo era stato usato solo per permettere ai protagonisti di muoversi tra diverse epoche. Per la prima volta, in “The Space Museum” vengono affrontati i possibili problemi e i paradossi che i viaggiatori nel tempo possono trovarsi ad affrontare.

Nel secondo episodio comincia un’altra storia, quella in cui il Dottore e i suoi compagni vengono a contatto con i nativi del pianeta Xeros e i Morok, che li hanno invasi tempo prima. Purtroppo a quel punto il livello di “The Space Museum” scende rapidamente.

L’impero Morok è in decadenza ed effettivamente in quest’avventura l’impressione è che i conquistatori riescano a mantenere il controllo del pianeta Xeros solo perché i nativi sembrano incapaci di iniziare una rivoluzione da soli.

È Vicki che dà ai nativi l’impulso decisivo per ribellarsi ai Morok imitando per certi versi quello che Ian aveva fatto nell’avventura “The Daleks” quando aveva convinto i Thal a combattere contro i Dalek. Vicki è anche quella che riesce a ottenere l’accesso ad un’armeria Morok, che evidentemente ha un computer con sistemi di sicurezza ridicoli che funzionavano solo perché i nativi erano degli incapaci.

D’altra parte i Morok sono quelli che usano contro i ribelli un gas che dovrebbe essere tossicissimo ma Barbara e uno Xeron che ne vengono colpiti tossiscono molto, perdono i sensi temporaneamente forse più che altro per la scarsità di ossigeno, rinvengono nonostante ci sia ancora gas e si riprendono molto rapidamente appena escono dalla zona riempita di gas.

Questa parte di “The Space Museum” potrebbe funzionare come commedia e infatti in origine era stata scritta come tale ma gli elementi umoristici erano stati eliminati per cui solo alcuni possono essere visti nella versione filmata. Purtroppo è difficile prendere seriamente quella storia per cui alla fine questa è un’avventura cominciata bene con la storia del primo episodio ma che si perde per strada.

Per una volta non si può dire che il basso budget sia stato un problema. È vero che nella produzione di “The Space Museum” vennero usati molti elementi scenografici “riciclati”, incluso un Dalek, anche per compensare le spese sostenute per altre avventure, ma i difetti stanno proprio nella storia, che funziona per un episodio e poi vivacchia con occasionali buoni momenti.

Poiché questo DVD fa parte di un cofanetto contenente anche l’avventura “The Chase”, un giudizio globale dev’essere necessariamente dato solo alla fine della recensione delle avventure in esso contenute.

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