Un nuovo esperimento rileva ancora neutrini che viaggiano più veloci della luce

Il rilevatore OPERA del Gran Sasso (foto Esperimento OPERA)
Il rilevatore OPERA del Gran Sasso (foto Esperimento OPERA)

Meno di due mesi fa era arrivata la notizia che un fascio di neutrini inviato dal CERN Super Proton Synchrotron ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso aveva viaggiato più veloce della luce. Il risultato dell’esperimento Opera (Oscillation Project with Emulsion-tRacking Apparatus) era davvero incredibile e la ricerca scientifica si basa sulla ripetibilità degli esperimenti, più che mai in questo caso. Lo stesso gruppo di scienziati ha quindi ritenuto necessario ripetere questo test e i nuovi risultati confermano quelli originali.

Fasci di neutrini hanno nuovamente percorso i 730 km circa tra i due laboratori passando tranquillamente attraverso rocce e qualsiasi altro materiale perché queste particelle interagiscono con la materia comune in maniera talmente debole da non necessitare di acceleratori di particelle o tunnel di qualsiasi tipo.

Il secondo esperimento è stato effettuato in maniera un po’ diversa dal primo per ridurre ulteriormente il rischio di errori nella loro rilevazione. Infatti stavolta i fasci di neutrini hanno avuto una durata inferiore e c’è stato un maggiore intervallo tra di essi per essere certi che i neutrini rilevati fossero davvero quelli giusti. Il risultato però è stato lo stesso.

È certamente importante che i risultati dei due esperimenti siano coerenti ma ovviamente ciò non è ancora sufficiente per essere certi di un avvenimento straordinario come il superamento della velocità della luce da parte dei neutrini. È per questo motivo che al Gran Sasso gruppi di scienziati che stanno lavorando ad altri due esperimenti hanno già messo in programma per il prossimo anno una verifica indipendente dei risultati di Opera.

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Nel resto del mondo non stanno a guardare perciò negli USA l’esperimento MINOS (or Main Injector Neutrino Oscillation Search) e in Giappone l’esperimento T2K (Tokai to Kamioka) effettueranno test indipendenti sui neutrini. Ovviamente questi tipi di esperimenti richiedono un’adeguata preparazione e tutto il tempo necessario per condurli e analizzarne i risultati.

Presumibilmente, solo nel corso del prossimo anno avremo nuove informazioni sui nuovi test che verranno effettuati e sulle ulteriori verifiche fatte su quelli già condotti. Dopo il primo straordinario risultato c’era parecchio scetticismo e molti commenti riguardavano i possibili errori compiuti. Ora che lo stesso risultato è stato ottenuto nuovamente dopo aver analizzato adeguatamente le modalità del primo esperimento sarà davvero interessante vedere cosa succederà in altri test compiuti in altri posti del mondo con attrezzature diverse.

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