
È ormai da decenni che Europa, uno dei maggiori satelliti di Giove, desta l’interesse degli scienziati per le sue particolari caratteristiche. Si tratta infatti di un satellite poco più piccolo della Luna ricoperto da uno strato d’acqua dello spessore stimato attorno ai cento chilometri. Esternamente quest’acqua è ghiacciata ma c’è uno strato interno in cui sostanzialmente c’è un oceano formato da acqua mantenuta liquida grazie al calore generato dalle “maree” causate dalla potente gravità di Giove. Il grande pianeta infatti letteralmente deforma Europa a causa del fatto che il satellite ha un’orbita eccentrica per cui si avvicina e allontana leggermente da Giove. Questo fenomeno provoca anche le grandi spaccature osservate sulla superficie ghiacciata di Europa.
Europa, assieme agli altri grandi satelliti di Giove, fu scoperto da Galileo Galilei nel 1610 e in onore del grande astronomo fu chiamata la sonda Galileo inviata nel 1989 a studiare il sistema di Giove. La missione terminò nel 2003, quando la sonda si disintegrò entrando nell’atmosfera del grande pianeta verso cui era stata diretta per distruggerla in modo da evitare qualsiasi rischio di contaminazione dei suoi satelliti. I dati inviati dalla sonda furono in quantità tale che ancor oggi gli scienziati li stanno studiando e l’ultima scoperta è una sorta di grande lago sotto la superficie di Europa.
La Dottoressa Britney Schmidt e il suo team hanno concentrato le loro indagini su due regioni del tipo chiamato chaos e hanno creato un modello che ne spiega la formazione. Le osservazioni effettuate sulla Terra nell’Antartide hanno fatto da base per le indagini sui dati riguardanti Europa arrivati dalla sonda Galileo.
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La cosa interessante è che i meccanismi di formazione ipotizzati comprendono uno scambio di materiali e di energia tra la crosta ghiacciata e il lago sottostante. Questo è importante anche perché la superficie ghiacciata sembra avere uno spessore molto inferiore: gli scienziati ritengono che una crosta molto spessa sia un elemento negativo per la nascita della vita, invece la formazione di questo grande lago potrebbe aver creato un ambiente molto più favorevole.
Una conferma di questa scoperta e una vera e propria ricerca di possibili forme di vita su Europa richiederebbe una nuova missione. C’è in effetti un progetto della NASA di inviare una nuova sonda entro il 2022, resta da vedere se riusciranno davvero a farlo considerando i problemi di budget.
La possibilità di vita su Europa era già stata teorizzata decenni fa. Nel romanzo “2010: Odissea due” di Arthur C. Clarke il misterioso monolito apparso per la prima volta in “2001: Odissea nello spazio” trasforma Giove in una stella per permettere alla vita su Europa di svilupparsi. Prima di essere distrutto, il computer HAL 9000 invia un ultimo messaggio: “Tutti questi mondi sono vostri ad eccezione di Europa, non tentate alcun atterraggio lì.”. Nella realtà forse riusciremo ad atterrare su Europa e scoprirne le forme di vita.
