La stagione NBA è seriamente a rischio

Il sindacato dei giocatori NBA ha rifiutato l’ultima offerta fatta dai proprietari e a questo punto la stagione è seriamente a rischio di cancellazione.

Dopo l’inizio del lockout, avvenuto ormai tre mesi e mezzo fa, le trattative tra giocatori e proprietari erano andate avanti ma senza mai dare l’impressione che un accordo fosse vicino. Nel corso di questi mesi vari giocatori NBA hanno già firmato per squadre europee anche se la maggioranza ha una clausola contrattuale che permette loro di uscire dal contratto se la stagione NBA dovesse cominciare. A questo punto è possibile che giocheranno almeno questa stagione interamente in Europa e che altri li seguiranno.

Il commissioner della NBA David Stern aveva dato una sorta di ultimatum ai giocatori: se non avessero accettato l’ultima proposta dei proprietari alcune concessioni sarebbero state ritirate. Anche se circa un mese di stagione regolare era già stato cancellato, in caso di accettazione sarebbe stato possibile giocare una stagione quasi normale, con 72 partite contro le 82 normali.

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I giocatori hanno però rifiutato la proposta e hanno annunciato azioni legali. Il loro sindacato verrà sciolto e procederanno ad una causa antitrust per far dichiarare l’illegalità del lockout da parte dei proprietari. A quel punto non si sa quando e come le trattative potranno riprendere né su quali basi.

Si tratta di scelte che ricordano quelle fatte almeno in parte nei mesi scorsi durante la vertenza avvenuta nell’NFL con la grossa differenza che nel football americano c’è una lega ricca che guadagna soldi mentre nell’NBA ci sono squadre che sostengono di essere in perdita. Nell’NFL c’erano quindi molti soldi da dividere tra proprietari e giocatori, nell’NBA la situazione è più complicata e non a caso questo lockout è ora diventato più lungo di quello del football. La gente comune però percepisce anche la vertenza dell’NBA come uno scontro tra miliardari e milionari e come al solito quelli che hanno un lavoro con una paga normale grazie alle partite NBA sono quelli che ci perderanno di più.

Molti tifosi sono già rassegnati alla cancellazione dell’intera stagione, altri sono arrabbiati e anche se si dovesse arrivare ad un accordo dell’ultimo minuto che permettesse di giocare una stagione ridotta come nel 1999 hanno dichiarato che non la guarderanno. Certo che a questo punto la possibilità di una cancellazione diventa elevata e l’unica speranza è che giocatori e proprietari siano talmente spaventati da questa prospettiva da fare nuove concessioni.

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