
Al servizio del TB II di Joe Haldeman
Il romanzo “Al servizio del TB II” (“All My Sins Remembered”) di Joe Haldeman venne pubblicato per la prima volta nel 1977. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 755 della collana “Urania”, nel n. 107 della collana “Classici Urania” e nel n. 106 della collana “Urania Collezione”.
Otto McGavin è un giovane anglo-buddhista che viene reclutato dal TB II, il servizio segreto della Confederacion, per compiere missioni che vanno decisamente contro il suo idealismo. La tecnologia futura permette però di modificare anche radicalmente l’aspetto fisico di una persona e anche la sua mente. Infatti, trattamenti ipnotici permettono di imprimere una nuova personalità in un cervello e in questo modo Otto McGavin viene trasformato in una persona diversa ad ogni missione.
Su vari pianeti Otto McGavin dovrà usare la violenza quando si troverà ad affrontare situazioni pericolose durante missioni in cui potrà anche venire a contatto con specie aliene. Tuttavia i pericoli maggiori verranno dagli esseri umani, che rimangono la specie più pericolosa della galassia.
“Al servizio del TB II” mette insieme tre racconti che vengono connessi tramite appositi capitoli e danno una visione complessiva della carriera di Otto McGavin nel servizio segreto della Confederacion fino al momento di andare in pensione.
Joe Haldeman divenne famoso in particolare per il suo romanzo “Guerra eterna”, in cui descrive in maniera cruda e ben lontana da ogni retorica una guerra interstellare. In “Al servizio del TB II” non c’è una guerra ma all’interno della Confederacion ci sono problemi che richiedono l’intervento dei servizi segreti e l’autore descrive queste missioni con lo stesso disincanto mostrato in “Guerra eterna”.
Superficialmente, le missioni di Otto McGavin possono dare l’impressione di essere classiche avventure fantascientifiche in cui c’è un eroe che affronta i cattivi del caso. L’unica variante sembra essere che gli alieni, quando presenti, non sono i cattivi e il protagonista deve scontrarsi con altri umani. In realtà, anche grazie ai capitoli che connettono le storie delle missioni di Otto McGavin, si capisce che la situazione è ben più complessa e McGavin è ben diverso da un James Bond del futuro.
Otto McGavin cerca un impiego nella Confederacion perché nel suo idealismo pensa che sia il modo migliore per contribuire a proteggere i diritti degli umani e dei non-umani. Per il TB II il suo idealismo è un problema ma grazie a tecniche ipnotiche McGavin viene addestrato per essere in grado di compiere azioni violente che aggirano il suo credo anglo-buddhista.
Otto McGavin si trova a compiere missioni sotto copertura in cui assume l’identità di qualcuno in maniera radicale dato che il suo corpo viene modificato e la personalità del soggetto per cui dovrà passare viene sovrapposta a quella originale lasciando solo la parte della personalità di McGavin necessaria a reagire ai pericoli che può incontrare.
Leggendo “Al servizio del TB II” si percepisce sempre di più come Otto McGavin sia utilizzato come uno strumento adattato alle diverse situazioni che deve affrontare. Le continue sovrapposizioni di personalità, che possono essere anche di spietati criminali, e le azioni violente che si trova a compiere finiscono per creare problemi psicologici al protagonista.
Per il TB II tuttavia la soluzione è semplice: basta un’ulteriore manipolazione della sua mente e il problema è risolto. Alla fine non si può che provare amarezza nel vedere come Otto McGavin è stato usato per gli scopi ambigui del TB II.
Gli scopi esatti del TB II diventano infatti sempre meno chiari. I pericoli che Otto McGavin affronta provengono da persone senza scrupoli eppure leggendo le storie delle sue missioni viene il dubbio che i servizi segreti non abbiano fini puramente altruistici.
“Al servizio del TB II” non è facilissimo da apprezzare in pieno perché non solo le storie in esso contenute sono slegate tra di loro ma anche perché Otto McGavin cambia letteralmente faccia in ognuna di esse. Non è quindi immediato simpatizzare per il protagonista ma queste sue continue metamorfosi ne mostrano l’alienazione e questo è un punto fondamentale del romanzo.
“Al servizio del TB II” sembra quasi dimenticato e viene ristampato raramente ma è una delle migliori opere di Joe Haldeman perciò ne consiglio decisamente la lettura.

